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MUTAVERSO TEATRO   Lunedì 26 novembre 2018, alle ore 11,00, nella Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, si terrà la conferenza stampa di...
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CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A   di Luigi Rezzuti   Anche quest’anno il campionato di calcio di Serie A, come in quelli precedenti, lo vincerà ancora...
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LA NOTTE DEI MUSEI     (Maggio 2019)
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Parlanno ’e poesia 5   di Romano Rizzo   EPIFANIO ROSSETTI è stato, senza dubbio, una delle figure preminenti della poesia napoletana...
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I Paesaggi Culturali della Basilicata   Martedì 28 novembre 2017 ore 17.00, all’ASSOCIAZIONE LUCANA GIUSTINO FORTUNATO (PRESSO SUG - VIA CAPPELLA...
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Il Paesaggio d’Arte - Winterscapes     Mostra Fotografica - Evento organizzato dalla Associazione Aistetikà,  a cura di Franco Lista e Sergio V. Garzia...
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IL BUSINESS DEL “COCCO BELLO”   di Luigi Rezzuti   Come in ogni stagione estiva, le spiagge della nostra penisola sono invase da venditori ambulanti...
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NAPOLETANA - Arte turca al CAM   Dal 18 novembre 2017 alle ore 18.00 presso il museo CAM si terrà Napoletana, a cura di Kani Kaya, mostra di 37...
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UN VIAGGIO DI ALTRI TEMPI   di Luigi Rezzuti   Un mendicante, tutte le sere se ne andava a dormire nella stazione centrale di piazza Garibaldi a...
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SALUTE E BENESSERE Dipendenza sessuale on line   di Manuela Morra   Il mondo virtuale, tanto vantaggioso per molteplici aspetti della vita di...
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DON FELICE, MAESTRO DI CALLIGRAFIA

 

di Maria Rosaria Peduto

 

La commedia fu scritta da Eduardo Scarpetta e da lui rappresentata per la prima volta nel 1877, con grande successo, al san Carlino di Napoli. Successivamente riadattata da Eduardo De Filippo, suo figlio naturale.

Vi compare per la seconda volta un nuovo personaggio, generato dalla fertile vena comica di Scarpetta, già presentato nella sua precedente commedia: “Feliciello mariuolo de na pizza”, del 1870, e interpretato dallo stesso Scarpetta: Felice Sciosciammocca, che diventerà un’importante maschera del teatro napoletano, rappresentante il piccolo borghese povero, ma ambizioso. Questo personaggio, si affiancherà a pieno titolo a Pulcinella, fino ad allora protagonista indiscusso di numerose farse.

Felice, qui povero maestro di calligrafia, è angustiato dalla precarietà lavorativa ed economica: all’epoca dei fatti, (pur essendo diventata da poco (1861) obbligatoria e gratuita l’istruzione, in tutta l’Italia appena unita), l’alfabetizzazione era ancora gravemente insufficiente, specialmente nell’Italia del sud. Ancora nel 1901 la percentuale degli analfabeti in Italia era del 49%! La situazione lavorativa dei maestri fu un’annosa questione, direi…non ancora risolta!

E forse, anche  in questa precarietà lavorativa sta l’attualità della commedia.

                                                                          

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