NEWS

APPUNTI DI GUERRA   di Luigi Rezzuti   Una domenica pomeriggio, dopo pranzo, non avendo nulla da fare, mi soffermai a guardare le foto di mio fratello...
continua...
AL MUSEO DUCA DI MARTINA   (Febbraio 2017)
continua...
LUIGI NECCO MUORE ALL’ETA’ DI 83 ANNI   di Luigi Rezzuti   E’ morto Luigi Necco all’ospedale Cardarelli di Napoli per insufficienza respiratoria. I...
continua...
I “Colloqui di Salerno” 2016   di Claudia Bonasi   Si terrà martedì 18 ottobre, alle ore 11, nella Sala Giunta del Comune di Salerno, la conferenza...
continua...
Discutibili sentenze arbitrali   di Luigi Rezzuti   Ad appena otto giorni dal termine del campionato, il Napoli subisce una sonora sconfitta da...
continua...
UN NATALE DEL DOPOGUERRA   di Luigi Rezzuti   Alla fine del 1945 Napoli era ancora un cumulo di macerie. La città rinasceva lentamente...
continua...
E’ FINITO IL CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A 2016 – 2017   di Luigi  Rezzuti   Spalletti, allenatore della Roma,  a fine campionato si è ritrovato con...
continua...
Villa Regina al Vomero    di Antonio La Gala   Le residenze, che in età vicereale cominciarono ad insediarsi sulla collina vomerese, si...
continua...
AL PAN DI NAPOLI LE “OMBRE” DI ARMANDO DE STEFANO   Dal 19 maggio al 25 giugno, una mostra curata da Mimma Sardella. Armando De Stefano omaggia Jorge...
continua...
Appuntamenti internazionali alla libreria Iocisto   di Annamaria Riccio   Un’estate di appuntamenti internazionali che vede un’intensa attività nel...
continua...

DON FELICE, MAESTRO DI CALLIGRAFIA

 

di Maria Rosaria Peduto

 

La commedia fu scritta da Eduardo Scarpetta e da lui rappresentata per la prima volta nel 1877, con grande successo, al san Carlino di Napoli. Successivamente riadattata da Eduardo De Filippo, suo figlio naturale.

Vi compare per la seconda volta un nuovo personaggio, generato dalla fertile vena comica di Scarpetta, già presentato nella sua precedente commedia: “Feliciello mariuolo de na pizza”, del 1870, e interpretato dallo stesso Scarpetta: Felice Sciosciammocca, che diventerà un’importante maschera del teatro napoletano, rappresentante il piccolo borghese povero, ma ambizioso. Questo personaggio, si affiancherà a pieno titolo a Pulcinella, fino ad allora protagonista indiscusso di numerose farse.

Felice, qui povero maestro di calligrafia, è angustiato dalla precarietà lavorativa ed economica: all’epoca dei fatti, (pur essendo diventata da poco (1861) obbligatoria e gratuita l’istruzione, in tutta l’Italia appena unita), l’alfabetizzazione era ancora gravemente insufficiente, specialmente nell’Italia del sud. Ancora nel 1901 la percentuale degli analfabeti in Italia era del 49%! La situazione lavorativa dei maestri fu un’annosa questione, direi…non ancora risolta!

E forse, anche  in questa precarietà lavorativa sta l’attualità della commedia.

                                                                          

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen