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EVENTI COSMOPOLIS   Giovedì 12 maggio 2016 - ore 16, 30 Auditorium Scuola media “D’Ovidio – Nicolardi Saluto della Preside Prof. Valeria...
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CARMINE REZZUTI E QUINTINO SCOLAVINO ESPONGONO  AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI NAPOLI   Dopo aver partecipato alle Biennali di Venezia, alle Quadriennali...
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LE FORME DELLA POESIA   Da “Il tempo del vino e delle rose” riceviamo e siamo lieti di pubblicare gli eventi della settimana: 4 maggio ore 18.30:...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Diritti negati Corrado Augias, prestigioso giornalista e scrittore non credente, coltiva l’interesse per la...
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CONCERTO DI NATALE - FONDAZIONE CASTEL CAPUANO     (Dicembre 2019)
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QUALI “PRIMARIE”?   di Sergio Zazzera   Le “primarie” del 6 marzo scorso, finalizzate alla designazione del candidato alla carica di sindaco di...
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NAPOLETANA - Arte turca al CAM   Dal 18 novembre 2017 alle ore 18.00 presso il museo CAM si terrà Napoletana, a cura di Kani Kaya, mostra di 37...
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Miti napoletani di oggi.43 “’O surdato ‘nnammurato”   di Sergio Zazzera   I conflitti bellici sono stati sempre occasione di nascita di canti, dei...
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La Prima Edizione de “Il Presepe Vivente” a Boscotrecase (NA) nell’antica contrada Oratorio Una straordinaria occasione per conoscere vecchi mestieri e...
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DON FELICE, MAESTRO DI CALLIGRAFIA

 

di Maria Rosaria Peduto

 

La commedia fu scritta da Eduardo Scarpetta e da lui rappresentata per la prima volta nel 1877, con grande successo, al san Carlino di Napoli. Successivamente riadattata da Eduardo De Filippo, suo figlio naturale.

Vi compare per la seconda volta un nuovo personaggio, generato dalla fertile vena comica di Scarpetta, già presentato nella sua precedente commedia: “Feliciello mariuolo de na pizza”, del 1870, e interpretato dallo stesso Scarpetta: Felice Sciosciammocca, che diventerà un’importante maschera del teatro napoletano, rappresentante il piccolo borghese povero, ma ambizioso. Questo personaggio, si affiancherà a pieno titolo a Pulcinella, fino ad allora protagonista indiscusso di numerose farse.

Felice, qui povero maestro di calligrafia, è angustiato dalla precarietà lavorativa ed economica: all’epoca dei fatti, (pur essendo diventata da poco (1861) obbligatoria e gratuita l’istruzione, in tutta l’Italia appena unita), l’alfabetizzazione era ancora gravemente insufficiente, specialmente nell’Italia del sud. Ancora nel 1901 la percentuale degli analfabeti in Italia era del 49%! La situazione lavorativa dei maestri fu un’annosa questione, direi…non ancora risolta!

E forse, anche  in questa precarietà lavorativa sta l’attualità della commedia.

                                                                          

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