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Il Vomerese cambia look

 

Il nostro impegno, oggi

 

(da “Il Vomerese” dicembre 2012)

 

di Marisa Pumpo Pica

 

“Il nostro impegno”. Era questo il titolo del nostro editoriale, comparso, anni addietro,  sulle colonne del primo numero de “Il Vomerese”. Allora questo  periodico muoveva i suoi primi passi. Nasceva un giornale per il Vomero, anche se poi, molti anni dopo, qualche tempo fa, un’altra testata vomerese asseriva di rappresentare il primo giornale per il quartiere. Nonostante le proteste della nostra redazione e di molti affezionati lettori, che da tempo ci seguono, non abbiamo ritenuto di dover replicare con una rettifica, né di dar luogo ad inutili e sterili polemiche, per rivendicare un primato, quanto meno di priorità cronologica, rispetto alla nascente testata. Sappiamo tutti molto bene che i fatti parlano da soli. E noi lasciamo che siano essi soltanto a fare giustizia di affermazioni superficiali, errate ed approssimative.

 

“Il Vomerese” è, ormai, una realtà ben consolidata al Vomero, e non solo.

 

Circola, infatti, da anni nel nostro quartiere, fuori dei confini cittadini e per tutto il territorio campano. È diffuso e conosciuto nei paesi vesuviani (tra cui Portici, dove ha sede la tipografia che ne cura la stampa), a Pozzuoli e nell’intera zona flegrea, nelle isole del golfo, nel salernitano, fino al Cilento, spingendosi, in taluni casi, nel Lazio, in Toscana ed in Lombardia.

 

Una voce dal Vomero, dunque, in ampia circolazione.

 

Una voce del Vomero, perché aperta a tutti i Vomeresi.

 

Una voce per il Vomero, in quanto attenta a curiosità, eventi, libri e fatti, legati al nostro quartiere, ma una voce per il Vomero anche perchè non possiamo essere avulsi dalla vita cittadina, né sentirci estranei a tutto ciò che accade non solo nel nostro quartiere, ma anche nella città, nella regione, nel Paese, nel mondo.

 

Il Vomerese vuole essere, in tutta umiltà,  una piccola realtà che si apre al mondo.

 

Tante “Lettere al Direttore” ci sono giunte in questi lunghi anni, lettere che lamentavano disservizi, défaillance o incuria della pubblica amministrazione e ne siamo stati cassa di risonanza, pubblicandole senza rèmora alcuna.

 

Ci sono pervenute, poi, anche altre lettere che ci rivolgevano plauso ed encomi e, in questo caso, per pudore, le abbiamo tenute per noi come la cifra e la misura dell’interesse e dell’affetto dei lettori verso il nostro giornale. Segno di stima non solo nei confronti di chi scrive, ma nei riguardi di tutti i nostri collaboratori, che hanno via via arricchito “Il Vomerese”, con le loro firme.

 

Oggi siamo fieri del nostro lavoro, lasciatecelo dire non senza una punta di orgoglio.

 

Abbiamo dato spazio a quanti, in un modo o nell’altro, sono comparsi sulle nostre pagine, lasciando la possibilità di esprimersi a chi non sempre la trova altrove.

 

Nel rispetto dei nostri lettori e dei collaboratori, non abbiamo mai voluto subire condizionamenti di nessun genere per essere, fin dall’inizio, e rimanere, nel tempo, la voce di tutti, anche di quelli che non hanno voce e non trovano spazi adeguati da nessuna parte.

 

È appena il caso di sottolineare quanti sforzi e sacrifici ci sia costato, in termini economici e di energie, portarlo avanti per tanti anni, ma soprattutto farlo vivere e permettergli di respirare sempre aria di libertà.

 

Con tutta probabilità, se avessimo fatto scelte diverse, e di comodo, oggi avremmo potuto vedere il nostro periodico trasformarsi in una rivista patinata ed elegante, ma forse qualcuno dei nostri lettori più affezionati avrebbe esclamato, dinanzi a questa metamorfosi: “quanta species, sed cerebrun non habet!”.

 

Tralasciamo la traduzione. Faremmo torto ai nostri lettori che sappiamo appartenere ad una fascia di cultura alta e, quando non alta, certamente dignitosa.

 

È per non far torto a questi lettori che abbiamo cercato di conservare sempre libertà, orgoglio e dignità professionale e culturale.

 

Se i mezzi ce lo avessero consentito, altre voci, con l’inserimento di ulteriori pagine, si sarebbero aggiunte alle attuali firme, qualificate e prestigiose.

 

È da rilevare, infine, che siamo stati e siamo palestra di giornalismo per molti giovani per i quali “Il Vomerese” ha  fatto scuola, fornendo un modello di comunicazione giornalistica seria e scrupolosa. Tanti, fra questi nostri giovani, oggi scrivono anche su altre testate, i cui direttori  hanno avuto modo di apprezzarli grazie alla collaborazione che essi hanno offerto a noi. Molti di essi ora scrivono su testate nazionali, che riservano loro intere pagine. E questo è per noi motivo non di rammarico, bensì di legittimo orgoglio e di comprensibile soddisfazione.

 

Attualmente Il Vomerese vive un momento di difficoltà. La crisi che investe tutti i settori non può risparmiare certamente nemmeno la stampa, ma noi siamo certi di superare ogni ostacolo con il sostegno e la stima di tutti i nostri lettori, che ci hanno sempre seguito negli anni e che, senza alcun dubbio, continueranno a seguirci.

 

 

 

*************

 

Il Vomerese in abito informatico

 

Intanto, in attesa di tempi migliori,  “Il Vomerese” esce anche nella versione on-line, indossando l’abito informatico, più spigliato e moderno, al quale, tuttavia, molti nostri vecchi lettori stentano ad assuefarsi.

 

Ha smesso l’abito da sera di giornale colto ed elegante (come è stato definito da qualcuno), piccola perla di un quartiere, anch’esso un tempo piccola perla di Napoli, ma divenuto successivamente un grosso agglomerato urbano, cresciuto male e disordinatamente per effetto della cementificazione selvaggia.

 

Non vogliamo, come il quartiere, crescere male e disordinatamente.

 

È nostro intento non abbandonare del tutto il cartaceo, di cui la versione informatica vuole essere un’integrazione ed un arricchimento.

 

Non abbiamo nessuna intenzione di perdere il nostro look e, soprattutto, di perdere i vecchi lettori, affezionati al cartaceo, ma piuttosto di conquistarne, accanto ad essi, tanti altri, già da tempo assuefatti ai giornali on-line.  

 

Cari amici, cari lettori, scorretele, queste pagine, con attenzione e simpatia. Vi troverete vecchie firme del giornalismo napoletano, accanto a quelle di giovani talentuosi, entusiasti ed agguerriti, che amano la comunicazione a tutti i livelli e non disdegnano la cultura, nelle sue più varie espressioni.

 

Sono giovani seri che hanno trovato ne “Il Vomerese” un’adeguata palestra di formazione. Vogliamo che ad essi se ne aggiungano tanti altri, per creare davvero una rete di amici che si stimano e si rispettano, che sanno scambiarsi idee, suggerimenti e proposte.

 

Vi segnalo, a tal fine, la rubrica “Lettere al Direttore”, uno spazio tutto per voi.

 

Vi aspettiamo numerosi.

 

A presto.

 

 

 

 

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