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“UN GIUDICE PARTIGIANO”

 


Lunedì 18 novembre al Palazzo delle Arti a Napoli (PAN), è stato presentato il volume “Un giudice partigiano” (Guida 2013) di Vincenzo Maria Albano, curato da Dario Stefano Dell'Aquila e Alessandra  Pirera, con prefazione di Patrizio Gonnella, terzo volume della collana editoriale We Care diretta da Samuele Ciambriello.

Il libro raccoglie una selezione di interventi giuridici, politici e giornalistici di Vincenzo Maria Albano, magistrato, giurista e giornalista, scomparso nel 2011. Esponente di Magistratura democratica, è stato presidente dell'undicesima sezione penale del Tribunale di Napoli e presidente del Tribunale di Torre Annunziata. Ha scritto Patrizio Gonnella, presidente dell'Associazione Antigone, “ma dove sta scritto che un giudice debba rinunciare a esprimere le sue idee politiche? “Sono un giudice e ho delle idee politiche”. La bellezza di Enzo Albano sta nella naturalezza con la quale rivendica ciò che molti altri contestano, rimuovono, negano, a destra come a sinistra. È stata una scelta sapiente e profonda quella di raccogliere i suoi articoli in materia di giustizia insieme a quelli più strettamente legati alla attualità politica. Non esiste l’uomo togato scisso dall’uomo  senza toga. Esiste l’uomo. C’è chi vorrebbe ridurre il giudice a una sorta di automa depoliticizzato. Enzo Albano ha resistito a questa deumanizzazione e si è liberamente espresso sulla politica e sui politici italiani, sulla pace e sulla guerra, su Cuba e sulla Palestina, sulla democrazia e sullo stato di eccezione. La vita è qualcosa di ben più complesso rispetto al diritto”.

“Sono davvero orgoglioso di pubblicare questa raccolta di scritti, così sapientemente selezionati,- ha commentato Samuele Ciambriello, direttore della collana editoriale We Care - perché riflettono bene l’immagine di una persona di grande intelligenza e cultura e di profonda sensibilità. Ho avuto la fortuna di discutere con lui molte volte dei temi qui trattati, il garantismo, la giustizia sociale, la guerra. Enzo era un rigoroso uomo di giustizia, che mai ha smarrito, nell’esercizio del suo delicatissimo ruolo, il senso di umanità di chi sa rispettare e ascoltare l’altro che ha di fronte, in qualunque veste questo si presenti, colpevole o innocente che sia. Questo libro vuole essere un mio piccolo contributo al ricordo di una figura così grande.”

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