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Maggio dei monumenti   di Luigi Rezzuti   Come ogni anno, il mese di maggio è dedicato ai monumenti e quest’anno il tema della venticinquesima...
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Miti napoletani di oggi.72 L’INDUSTRIALIZZAZIONE   di Sergio Zazzera   Fin dal XVI secolo, una vasta area a sud di Napoli – da Torre Annunziata a...
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IL CALCIO NAPOLI INGAGGIA HRVOJE  MILIC   di Luigi Rezzuti   Dopo il mercato di riparazione di gennaio, dove tutte, o quasi, le squadre, sulla carta...
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Parlanno ’e poesia   di Romano Rizzo   Ernesto Ascione. Ernesto Ascione, apprezzato ed affermato nell’arte della fotografia, solo in tarda età si...
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E’ MORTO MARCELLO D’ORTA

 

di Luigi Rezzuti

 

E’ morto Marcello D’Orta. Aveva 60 anni. Autore a tutti noto per avere scritto, fra gli altri, un libro di grande successo:  Io speriamo che me la cavo, nato dalla sua esperienza di insegnante in una scuola elementare di Arzano.

La triste notizia è stata data dal figlio, padre Giacomo.

I funerali si sono svolti nella Basilica di San Francesco di Paola, in piazza Plebiscito. Sono intervenuti Leo Gullotta, Luciano De Crescenzo, Gragnaniello e tanti altri personaggi dello spettacolo e della cultura.

Marcello D’orta  era nato il 25 gennaio 1953 in una famiglia numerosa, ha insegnato per quindici anni.

E’ diventato famoso nel 1990 con il libro Io speriamo che me la cavo. Questo suo primo libro era una raccolta di sessanta temi scritti da ragazzi di una scuola elementare di Arzano. Ne sono state vendute più di un milione di copie.

Nei loro scritti i ragazzi raccontavano con innocenza, umorismo e con infiniti errori grammaticali (appositamente non corretti) storie di vita quotidiana, osservando e riportando con semplicità ed ingenuità fenomeni come la camorra, il contrabbando, la prostituzione e le gravidanze inaspettate.

Dal libro è stato tratto il film con Paolo Villaggio, protagonista, nei panni dello stesso autore, per la regia di Lina Wertmuller, oltre ad una commedia musicale con Maurizio Casagrande, nel2007.

Fra le sue opere Dio ci ha creato gratis, Il maestro sgarrupato, Nessun porco è signorina e tanti altri ancora.

Un anno e mezzo fa D’Orta confidò di avere un cancro “Quando, alcuni mesi fa, mi fu diagnosticato un tumore, il primo pensiero fu la monnezza. E’ colpa, è quasi certamente colpa della monnezza se ho il cancro. Donde viene questo male a me che non fumo, non bevo, non ho vizi e consumo pasti certosini? Mi ricordai, in quei drammatici momenti che seguirono la lettura del referto medico, di recenti dati pubblicati dall’Organizzazione mondiale della sanità, secondo cui era da mettersi in relazione l’aumento vertiginoso delle patologie di cancro con l’emergenza rifiuti.

Così sono stato servito. A chi devo dire grazie? Certamente alla camorra”.

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