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Miti napoletani di oggi.41 L’IDENTITA’ NAPOLETANA   di Sergio Zazzera   L’antropologia definisce l’identità come «patrimonio da conservare» e, in...
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La scatola di latta   di Bernardina Moriconi   Guardavo stamattina una scatola di latta che, fino ad ieri, conteneva biscotti e ora è in attesa di...
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SILVIO PERRELLA IN VIAGGIO NELLA LETTERATURA ITALIANA   Alla Feltrinelli di piazza dei Martiri, giovedì 9 giugno dalle ore 18, Silvio Perrella in...
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La Germania necessitata   di Marisa Pumpo   Sinossi del libro La Germania necessaria Nel 2012 la Germania non si presentava più solo quale attore...
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Un uomo pigro   di Luigi Rezzuti   Sono stanco, tanto stanco, sono stanco di essere stanco, non amo passeggiare, non amo fare shopping, mi annoio...
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Miti napoletani di oggi.53 LA SANITA’   di Sergio Zazzera   Non tragga in inganno il titolo: non è della tutela della salute (sul cui carattere...
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SVEGLIA! Edizioni Spartaco al Salone internazionale del libro di Torino Lingotto Fiere - Dal 18 al 22 maggio Stand J38   Intenso, corposo, amaro: è...
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Miti napoletani di oggi.62 L’EXTRACOMUNITARIO   di Sergio Zazzera   Il fenomeno dell’immigrazione, soprattutto dai paesi africani, è divenuto...
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SFUGLIATELLA     (Marzo 2019)
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SPIGOLATURE   di Luciano Scateni    Stupri? Colpa delle donne, dice Chrissie Un’ipotesi possibile nasce dalla biografia di tale Chrissie Hynde,...
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Giù la saracinesca

 

di Luciano Scateni

 

Chiudono uno dopo l’altro oltre centotrenta negozi in un solo quartiere di Napoli. Al Vomero si sono spente le luci di attività commerciali storiche e, solo per fare due o tre nomi, il frequentatissimo bar Daniele, ritrovo abituale e specialmente domenicale per abitanti, a loro volta storici, del rione collinare, l’elegante negozio di abbigliamento femminile Coppola di via Scarlatti, il familiare esercizio Caputo, gioia e delizia dei piccoli per un assortimento straordinario di giocattoli. Ha lasciato la libreria Guida, strozzata da aumenti insostenibili del canone di locazione, ha chiuso perfino il gigante Fnac, scoraggiato dal caro affitti. Ultimo in ordine di tempo a esporre la bandiera bianca della resa è ora Loffredo, editore e libraio, grande riferimento dei lettori vomeresi e degli studenti per il settore della “scolastica”. Dispiace per tutti i commercianti costretti a concludere il loro lavoro prezioso per impossibilità a sostenere il doppio onere di affitti aumentati a dismisura e di tasse gravose. Dispiace anche di più aver perso un punto di riferimento della cultura di quartiere, la libreria Loffredo, appunto, che, oltre a svolgere l’importante ruolo di catalizzazione per chi si nutre di romanzi, saggi e letteratura per ragazzi, offriva la propria sala interna per la presentazione dei libri. Può darsi che, in un tempo non lontano, i libri finiscano negli scaffali di supermarket, in compagnia di carciofi e sogliole surgelate e per questa scomoda prospettiva torna in mente l’insostituibile rapporto lettore-libraio degli anni settanta, quando acquistare un libro era il risultato del rapporto di reciproca conoscenza tra venditori e clienti, quando il gusto della scelta era un gesto di rispetto per la cultura e la propria disposizione verso un genere piuttosto che per un altro. Oggi i bestseller, disposti in alte pile nei megastore, si vendono in funzione della pubblicità, soprattutto televisiva, ma più in generale di  quella martellante proposta dai media che spadroneggiano per  ampiezza di diffusione. 

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