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TERRA DEI FUOCHI

 

di Luigi Rezzuti

 

Eravamo a conoscenza già da vent’anni, e forse più, che nella Terra dei Fuochi, compresa tra i comuni di Qualiano, Giugliano, Caivano, Acerra, Nola, Marcianise, Melito, Casal di Principe, Casapesenna, Mondragone si sversavano, in scavi profondi anche oltre venti metri e che raggiungevano le falde acquifere, rifiuti tossici, industriali e nucleari, provenienti dal centro e nord Italia e dal nord Europa, che hanno fruttato al clan dei Casalesi miliardi di vecchie lire.

Oggi, le rivelazioni del pentito Carmine Schiavone, rese pubbliche dopo molti anni, hanno fatto rabbrividire tutti, con grande fermento nell’opinione pubblica, per avere rivelato i luoghi esatti dove ci sono stati gli sversamenti ed inoltre per la sua profezia : “Tra vent’anni moriranno di tumore tutti gli abitanti delle zone contaminate”.

Allora tutti si sono ricordati, all’improvviso, della Terra dei Fuochi. Subito se ne sono interessate testate giornalistiche, televisioni private e di Stato, anche se, ripetiamo, già si sapeva e fu anche scritto nel libro “Gomorra” di Roberto Saviano, ma nessuno se ne preoccupò più di tanto e pareva che le istituzioni fossero le uniche a non sapere, a non conoscere la gravità di questi veleni.

Oggi, Legambiente denuncia che dal 1991 al 2013 sono arrivate tonnellate di veleni tossici, seppelliti in discariche illegali.

Sotto inchiesta circa 450 aziende, la maggioranza con sede al centro e al nord Italia.

Da alcuni mesi non passa giorno senza una manifestazione contro il “biocidio” nella Terra dei Fuochi.

Adesso è pronto l’esercito per proteggere i territori da ulteriori sversamenti e tutelarli nella fase di bonifica.

Questa decisione è arrivata a poche ore dalla manifestazione del movimento “fiumeinpiena” dove 50 mila persone sono sfilate da piazza Garibaldi a piazza Municipio chiedendo di porre fine a questo biocidio.

Alla manifestazione hanno partecipato associazioni civiche e di categoria, ordini professionali, Legambiente, Fiom, l'associazione dei panificatori, la Caritas, i collettivi universitari e le televisioni che, con le loro telecamere, hanno ripreso il corteo.

Non sono intervenuti il sindaco Luigi De Magistris e il cardinale Crescenzio Sepe il quale, però, ha dichiarato il proprio sostegno all’iniziativa : “Andate avanti. Abbiate coraggio e non fatevi strumentalizzare, lottate per il bene della gente, per difendere la salute, l’aria che respirate, il cibo che mangiamo e la dignità delle persone”.

Intanto è scoppiata la psicosi dei cibi coltivati in queste zone: mele annurche, cavolfiori, carciofi, insalate, pomodori e quant’altro.

Molti hanno paura e, mentre prima guardavano solo la scadenza dei prodotti, oggi guardano anche la provenienza ed iniziano ad acquistare prodotti Bio.

Purtroppo, però, inizia anche la speculazione e alcune aziende del nord Italia sottolineano che i loro prodotti non provengono dal sud.

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