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Un interessante spettacolo di ERIN K   L’Associazione La Stazione & Rock Events hanno presentato, nei giorni scorsi, uno spettacolo live della...
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Al Festival Ethnoi “La Banda della Ricetta” in concerto   di Claudia Bonasi   Si è appena chiuso “Ethnoi” - Festival delle culture del mondo e delle...
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Vincenzo Irolli: arte o commercio?    di Antonio La Gala   Vincenzo Irolli (Napoli, 1860 - 1949) scoprì la sua passione per l'arte a diciassette...
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Gli studenti ignoranti   di Annamaria Riccio   Una lettera, firmata da 600 docenti universitari e indirizzata al governo, ha suscitato non poco...
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LA SAGRA DELLA CASTAGNA   di Luigi Rezzuti   Ottobre e novembre sono i mesi delle castagne e la nostra Regione offre l’imbarazzo della scelta per...
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INCONTRI AL TRAMONTO   (Giugno 2017)
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Parlanno ’e poesia 12 – Varie   di Romano Rizzo   Ragionando di poeti e poesia, mi sono tornate in mente alcune semplici considerazioni, che spesso ho...
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UN NATALE DA FAVOLA   Domenica 18 dicembre, ore 10-13, Giardini dell'Ippodromo di Agnano, presso Mercatino Contadino, lettura di favole di Natale...
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AL PAN DI NAPOLI LE “OMBRE” DI ARMANDO DE STEFANO   Dal 19 maggio al 25 giugno, una mostra curata da Mimma Sardella. Armando De Stefano omaggia Jorge...
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 YOU NO SPEAK AMERICANO ORIGINAL   ARMY CALL TO ARTISTS. ALL ARTISTS ARE INVITED.  CHIAMATA ALLE ARMI PER GLI ARTISTI. TUTTI GLI ARTISTI SONO...
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LA NATURA SI RIBELLA

LA NATURA SI RIBELLA

 

di Annamaria Riccio

 


La cronaca sta riportando, mai come ora, tante tragedie inerenti gravi conseguenze per calamità naturali.

Perché le stagioni non hanno più un graduale cambiamento climatico? Perché a novembre è quasi estate e a luglio necessita il giubbino? Sono questi, solo pochi dei capricci che la temperatura fa  registrare  nei vari periodi dell’anno, causando  il capovolgimento del calendario. Sarebbe niente… Il problema centrale è sempre il surriscaldamento della terra, dovuto all’inquinamento, questo per dirla in maniera molto semplice. E anche se banale e obsoleta, questa causa s’incrementa con seri dissesti che sono la risposta all’avanzare del progresso, ma anche e soprattutto all’uso/abuso che fa la mano dell’uomo. Gli uragani che incombono seminando morte e distruzione, la terra che trema, le scorie radioattive sotterrate senza precauzione alcuna, l’abusivismo selvaggio. Vogliamo continuare? Mi vengono i brividi al pensiero che un alluvione come quello che ha interessato la Sardegna possa abbattersi sulla nostra città: immaginate la collina del Vomero, con i vuoti sottoterra (caratteristica negativa di Napoli )e le migliaia di persone che vi abitano? Non parliamo dei soccorsi, se anche  un po’ di pioggia  mette in ginocchio la città. La Terra del Fuoco? Ma siamo da anni nel fuoco!  Per l’acquisto di ortaggi chiedo la provenienza della merce, ma devo solo affidarmi al buon Dio perché ritengo ormai inutile esigere la tracciabilità del prodotto. E se è vero che “Noi siamo ciò che mangiamo”, siamo anche ciò che facciamo…ci stiamo “incartando”.

A che è servito il protocollo di Kyoto, gli accordi con l’Iran e quant’altro, se l’applicazione delle regole non viene rispettata? Eppure basterebbe un po’ di senso civico e un minimo di responsabilità nell’affrontare la quotidianità, iniziando da piccoli gesti, ma con grandi risultati nel corso dei tempi, per garantire, attraverso il rispetto della natura, quello per noi stessi e, ancor di più, per i nostri figli.

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