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La  Famiglia   di Mariacarla Rubinacci    L’argomento del giorno: la famiglia. Intorno al tema ruotano affannosamente i diritti, i doveri, gli...
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Miti napoletani contemporanei.65 “SUPER-NAPOLI”   di Sergio Zazzera   Qualche tempo fa ho parlato del “mito-Napoli”; come se non bastasse, ora il...
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SALUTE E BENESSERE  Con Iasa a lezione di stile di vita sano tra alimentazione corretta e sport   di Claudia Bonasi   Continuano gli appuntamenti...
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AL SALOTTO CERINO   Salotto Cerino –  Piazzetta del Leone   Giovedì,  30 marzo, alle ore 18 “La Napoli letteraria di Francesco D’Episcopo" Con...
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Caccia al tesoro   di Luigi Rezzuti   A chi non è mai capitato di non ricordare dove si è conservato un oggetto a cui si è particolarmente...
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La caduta del Forte di Vigliena   di Antonio La Gala     Uno degli episodi militari che portarono alla caduta della Repubblica Partenopea del 1799,...
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Maggio dei monumenti   di Luigi Rezzuti   Il maggio dei monumenti 2016 è iniziato e terminerà a metà giugno. La 24° edizione è incentrata sulle...
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BABBO NATALE   di Luigi Rezzuti   Era una notte fredda, una notte fredda e buia. Gigetto era accoccolato sul davanzale della finestra ad osservare...
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Miti napoletani di oggi.52 IL “CUOPPO”   di Sergio Zazzera   In senso proprio, a Napoli il cuóppo è il cartoccio a forma di cono capovolto; in...
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Al Teatro Troisi  Gabriella Germani  in “Basta con le solite facce”

 

di Antonio Esposito

 

Al Teatro Troisi di Napoli Gabriella Germani nel suo one woman show “Basta con le solite facce” è accompagnata da Alessandro Gwis, straordinario pianista jazz e componente del gruppo Aires Tango .

Gabriella, nota al pubblico per tutte le sue apparizioni televisive e per la partecipazione a Viva Radio 2 con Fiorello e Marco Baldini, interpreta  magistralmente i suoi personaggi senza ausilio di trucco o parrucche, si trasforma solo grazie alla sua voce ed alla sua gestualità ed è divina.

L’elenco  dei personaggi è  davvero molto vasto ed attraverso le imitazioni Gabriella analizza i nostri tempi, la tv, la politica, l’informazione, il costume e rende omaggio alla  tv in bianco e nero del nostro recente passato.

Gabriella interpreta  la Palombelli, che commenta omicidi e politica tra un viaggio ed una crociera pur di non stare a  casa con Rutelli,  irride alla Santanché  che esalta le virtù morali del Cavaliere estraneo ad ogni forma di razzismo poiché non fa alcuna distinzione tra le etnie e le origini delle donne che lo circondano,  l’importante è che siano giovani così come vuole apparire lui dopo tutti i suoi lifting. Straordinarie le imitazioni della Mussolini, della D’Urso e della Venier, travolgente l’interpretazione di una decisa e spietata Maria De Filippi che chiude con una litigata in diretta telefonica con una confusa e criptica Simona Ventura.

Degno di riflessione  il passaggio sulle alle attuali attrici del cinema tagliate apposta per determinati ruoli: la Morante, Laura Chiatti, Micaela Ramazzotti etc. etc.; Indimenticabile lo sketch della Morante che insegna recitazione ad una Monica  Bellucci  sensuale e  bellissima sul set ma che non nasconde spassose origini ruspanti al telefono con la mamma.

Esilarante il passaggio che mette in risalto il pathos narrativo  e la verve drammatica della Arcuri.

In una nostalgica atmosfera musicale tra Carosello e Almanacco del giorno dopo è piacevole il richiamo al bianco e nero con l’interpretazione di Bice Valori nel ruolo della centralinista Rai ed è notevole il confronto tra gli anni ‘70 ed i nostri tempi  in un surreale confronto televisivo con una sensuale Marina Morgan.

Non mancano sorprendenti interpretazioni canore: la Berté con una grandiosa “ninna nanna”, Carmen Consoli ed Ornella Vanoni che duettano, l’esordio a Sanremo di Anna Oxa  ed altro ancora.

Lo spettacolo è eccellente e tra una risata e l’altra Gabriella ci dice di cambiare,   basta con i furbi che non fanno la fila, con la politica che non  serve il Paese,  con  gli evasori ma anche con i politici corrotti, basta con i sotterfugi, basta con i concorsi e con le selezioni che non tengono  conto dei reali meriti , basta con... insomma “Basta con le solite facce”.

 

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