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La morte di G.B. Vico fra corsi e ricorsi   di Antonio La Gala   Giambattista Vico, oltre alle lezioni di storia alta, con le sue opere, ci ha...
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I Paesaggi Culturali della Basilicata   Martedì 28 novembre 2017 ore 17.00, all’ASSOCIAZIONE LUCANA GIUSTINO FORTUNATO (PRESSO SUG - VIA CAPPELLA...
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UN GIORNO AL MARE   di Luigi Rezzuti   L’intenzione era di trascorrere una giornata al mare, ma dopo tre ore,  bloccati in mezzo al traffico e...
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Rock Events presenta: Emilio Rez Special Live Show 2017 NONSOLOCAFFÈ RELOAD di TORRE ANNUNZIATA   di Nicola Garofano   Continua, con grande...
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Presentazione libro Riceviamo e volentieri pubblichiamo Salotto Cerino   Giovedì 4 aprile, alle ore 18, nella Sala Sannazaro, Via Mergellina, 9/B...
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“Pagine” di Vincenzo Aulitto e Francesco Lucrezi     Mercoledì 13 dicembre 2017 alle ore 17 presso Movimento Aperto, via Duomo  290/c Napoli si...
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UN’ESCURSIONE SUL VESUVIO   di Luigi Rezzuti   Fin da bambino mi ha intrigato questa montagna che fa da sfondo al golfo di Napoli. Ricordo che, da...
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La scatola di latta   di Bernardina Moriconi   Guardavo stamattina una scatola di latta che, fino ad ieri, conteneva biscotti e ora è in attesa di...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Sul ponte di Messina “…lor si daran la mano” Identità di promesse tra Dem e Forza Italia.   Sì, no, se, ma,...
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Miti napoletani di oggi.13

IL "LUNGOMARE LIBERATO"

 

di Sergio Zazzera

 


Non spetta a me, napoletano, decidere se la definizione di “strada più bella del mondo”, che numerose fonti straniere attribuiscono al Lungomare Caracciolo, abbia valenza reale o mitica, o magari anche soltanto iperbolica. Sta di fatto, però, che l’intitolazione originaria di quella strada fu decisa per onorare la memoria dell’ammiraglio Francesco Caracciolo, eroe della rivoluzione napoletana del 1799. Ora, invece, l’amministrazione comunale napoletana, ponendo sostanzialmente nel nulla oltre duecento anni di storia, l’ha ribattezzata, sia pure di fatto, “Lungomare Liberato”.

Ebbene, se – come poc’anzi osservavo – qualche perplessità, in termini di mito, può destare la valutazione estetica di questa strada da parte di autori stranieri, viceversa, l’assoluta certezza, in quei medesimi termini, è data da questa sua ridenominazione. Alla “liberazione” del Lungomare Caracciolo dalla circolazione veicolare, infatti, corrisponde l’intasamento di gran parte del residuo territorio cittadino, sul quale si è reso necessario dirottare quel flusso: viene da pensare alla “liberazione/occupazione” di Napoli, dopo le Quattro Giornate, da parte degli alleati della Quinta Armata, i quali di fatto si sostituirono ai tedeschi. E dire che l’ampiezza della strada è tale, che la si potrebbe agevolmente suddividere in senso longitudinale, realizzando contemporaneamente una corsia carrabile, una pista ciclabile e un’area pedonale, così contemperando le esigenze di tre realtà, tutte parimenti insopprimibili. E, se soltanto lo si volesse, si sarebbe ancora in tempo.

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