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Andiamo a Teatro a cura di Marisa Pumpo Pica   DONNAMORE Uno spettacolo che parla di e alle donne, il cui ricavato sarà destinato ai figli delle...
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L’OSTERIA DEL CONTADINO   di Luigi Rezzuti   L’osteria del contadino era una semplice casupola in mezzo ai campi. Chi non la conosceva, poteva...
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Città della Scienza rinasce dalle sue ceneri Corporea e il Planetario 3D   di Luciana Alboreto   Napoli, come da ogni evento nefasto, rinasce...
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Un  nonno con la “fissa” per la caccia   di Luigi Rezzuti   Il  nonno di Marco aveva una sola grande passione, un solo grande capriccio, andare a...
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 YOU NO SPEAK AMERICANO ORIGINAL   ARMY CALL TO ARTISTS. ALL ARTISTS ARE INVITED.  CHIAMATA ALLE ARMI PER GLI ARTISTI. TUTTI GLI ARTISTI SONO...
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BUON COMPLEANNO, TOTO’   di  Luigi Rezzuti   Antonio De Curtis, per tutti  Totò, il “principe della risata”, destinato a riempire i teatri e le sale...
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Buongiorno mezzanotte, torno a casa   Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario - piazza Dante 44/45, Napoli - Info 081 014 5940 Mercoledì 18...
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E  POI ... Rio, inferno e paradiso di Raffaele Calafiore   di Luigi Alviggi   Copacabana, Ipanema, sono nomi che rievocano immagini prestigiose di...
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Discutibili sentenze arbitrali   di Luigi Rezzuti   Ad appena otto giorni dal termine del campionato, il Napoli subisce una sonora sconfitta da...
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Miti napoletani di oggi.13

IL "LUNGOMARE LIBERATO"

 

di Sergio Zazzera

 


Non spetta a me, napoletano, decidere se la definizione di “strada più bella del mondo”, che numerose fonti straniere attribuiscono al Lungomare Caracciolo, abbia valenza reale o mitica, o magari anche soltanto iperbolica. Sta di fatto, però, che l’intitolazione originaria di quella strada fu decisa per onorare la memoria dell’ammiraglio Francesco Caracciolo, eroe della rivoluzione napoletana del 1799. Ora, invece, l’amministrazione comunale napoletana, ponendo sostanzialmente nel nulla oltre duecento anni di storia, l’ha ribattezzata, sia pure di fatto, “Lungomare Liberato”.

Ebbene, se – come poc’anzi osservavo – qualche perplessità, in termini di mito, può destare la valutazione estetica di questa strada da parte di autori stranieri, viceversa, l’assoluta certezza, in quei medesimi termini, è data da questa sua ridenominazione. Alla “liberazione” del Lungomare Caracciolo dalla circolazione veicolare, infatti, corrisponde l’intasamento di gran parte del residuo territorio cittadino, sul quale si è reso necessario dirottare quel flusso: viene da pensare alla “liberazione/occupazione” di Napoli, dopo le Quattro Giornate, da parte degli alleati della Quinta Armata, i quali di fatto si sostituirono ai tedeschi. E dire che l’ampiezza della strada è tale, che la si potrebbe agevolmente suddividere in senso longitudinale, realizzando contemporaneamente una corsia carrabile, una pista ciclabile e un’area pedonale, così contemperando le esigenze di tre realtà, tutte parimenti insopprimibili. E, se soltanto lo si volesse, si sarebbe ancora in tempo.

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