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SANITA’ Eppur si muove…   di Loredana Pica   Eppur si muove… qualcosa a Napoli, una città spesso in bilico tra lentezze burocratiche e una tendenziale...
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Martedì 4 luglio al via "Vietri in Scena" Oltre 20 appuntamenti gratuiti a Villa Guariglia, Villa Comunale e Palazzo della Guardia   Al via domani...
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Medicina ieri e oggi   di Luigi Rezzuti   Ogni volta che per televisione passava la pubblicità del “Già fatta? Pic indolor, l’ago niente male”, che...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Audience tv: tutto si fa per te Ma datevi una regolata. Il potere di condurre talk show, seguiti da qualche...
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IL FURTO DEL “CAPPELLO” DI KOUNELLIS   di Sergio Zazzera   E’ del 4 marzo la notizia del furto del “Cappello”, elemento dell’installazione...
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Miti napoletani di oggi.57 LA "CASA DI TONIA"   di Sergio Zazzera   Dal 2010, al civico n. 12-g di via Santa Maria degli Angeli alle Croci, a...
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IMPATTO AMBIENTALE DEL PETROLIO IN TERRA E IN MARE   Il 6 febbraio 2016, alle ore 17.00, il Museo del Mare di Napoli presenta: IMPATTO AMBIENTALE DEL...
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“Plenitude”   Sabato 5 Maggio 2018, alle ore 17.30, sarà inaugurata la mostra, a cura di Maurizio Vitiello, “Plenitude” con opere recenti del giovane...
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Maggio dei monumenti   di Luigi Rezzuti   Come ogni anno, il mese di maggio è dedicato ai monumenti e quest’anno il tema della venticinquesima...
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Miti napoletani di oggi.64 LA “CITTA' IMPERMEABILE”   di Sergio Zazzera   Walter Benjamin elaborò per Napoli la definizione di «città porosa», nel...
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UNA SANTA PATRONA PER IL VOMERO

 

di Sergio Zazzera

 

 

A san Gennaro, patrono principale della città di Napoli, sono stati associati, nel tempo, ben cinquantadue compatroni, cui è attribuito erroneamente il senso di “uno per settimana”; viceversa, tale attribuzione è riferibile a motivazioni diverse per ciascuno di essi, fra le quali quella funzionale, vale a dire, quella dell’oggetto del loro patrocinio.

Fra tutti questi santi, il “Paradiso napoletano” comprende sant’Irene, alla quale è riconosciuto il compito di protezione dai fulmini. La sua statua d’argento, che fu modellata nel 1733 dall’argentiere napoletano Carlo Schisano, la raffigura in atto di respingere con la mano destra il fulmine che sta per colpire Napoli, la cui raffigurazione plastica poggia sul suo grembo, mentre con la sinistra regge un lembo del suo manto, proteso a proteggere la città dall’alto. E la parte della città coperta da quel lembo è – guarda caso – proprio il Vomero. Si può ammettere, dunque, che il patronato della santa sia rivolto principalmente a questa parte della città di Napoli.

Quale, poi, possa essere la motivazione di questa elezione, credo che sia possibile spiegare nella maniera seguente. Il patrocinio di sant’Irene risale a un arco di tempo compreso fra il 1733 e il 1760. Intanto, oltre due secoli prima, nel 1587, un fulmine si era abbattuto su Castel Sant’Elmo, colpendone la polveriera e causandone la parziale distruzione, che rese necessario l’intervento dell’architetto Domenico Fontana, perché potesse esserne attuata la ricostruzione, completata nel 1599. Tutto ciò autorizza a ritenere che, nonostante fossero trascorsi oltre due secoli, il ricordo del tragico evento doveva essere ancora vivo in tutta la città, al punto che l’autore della statua argentea ritenne di dover rendere in maniera icastica l’idea che a proteggere la collina vomerese dai fulmini fosse preposta proprio la santa.

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