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ICEBERG (Ottobre 2016)
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Illustri illustratori: i Matania   di Antonio La Gala   Càpita spesso di incontrare, fra gli artisti figurativi napoletani, vere dinastie. Fra i...
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ALL’ARENA “SIECI” DI SCAURI: “ I CASI SONO DUE”   di Luigi Rezzuti   L’associazione Teatrale Cangiani, dopo gli strepitosi successi di pubblico e...
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La Vesuviana di Domenico Rea   di Antonio La Gala   Domenico Rea era un frequentatore della Circumvesuviana e nelle sue opere ci ha lasciato alcune...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Ma Vespa non è poi così insostituibile Parla a vanvera chi della Rai ha percezione, dal divano di casa,...
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Miti napoletani di oggi.68 L’attesa del mezzo di trasporto   di Sergio Zazzera   La scena si ripete tutti i giorni, anche più volte nella stessa...
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Ma da un presagio d'ali   All'Aleph, Roma, venerdì 7 aprile, alle ore 17.30,  presentazione del libro di Donatella Costantina Giancaspero Ma da un...
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Miti napoletani di oggi.69 FANTASMI   di Sergio Zazzera   Sarò un illuso, ma credevo che, almeno ai giorni nostri, il mito del fantasma fosse...
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SPIGOLATURE   di Luciano Scateni    Stupri? Colpa delle donne, dice Chrissie Un’ipotesi possibile nasce dalla biografia di tale Chrissie Hynde,...
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Miti napoletani di oggi.50 LO SCRITTORE   di Sergio Zazzera   Raccolgo la “provocazione” che mi ha indirizzato, da queste stesse (web-)pagine il...
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SUL MOVIMENTO DEI “FORCONI”

QUALCHE RIFLESSIONE

 

di Luciano Scateni

 

Chi c’è nel movimento dei “forconi” che occupa sedi stradali, snodi ferroviari, vie cittadine? L’esercito della contestazione comprende autotrasportatori, contadini, disoccupati, cassintegrati, giovani in cerca di futuro, massaie disperate, studenti, piccoli e medi imprenditori strozzati dalle tasse. E’ il nucleo di un esercito che marcia in ordine sparso, senza una guida certa e con l’obiettivo di ghigliottinare il governo. Questo tipo di rabbia è poco comprensibile: caduto questo governo cosa? Un altro esecutivo, elezioni anticipate? Cambierebbe poco o nulla nella prima e nella seconda ipotesi se è vero che i contestatori ritengono la classe politica nel suo insieme inadeguata ad affrontare il gravissimo tema della crisi che ha ridotto in povertà larga parte del Paese. Caduto un governo  se ne dovrebbe eleggere un altro e probabilmente con gli stessi politici che guidano in questo momento l’Italia.

 Il magma dei “forconi” non ha un progetto e neppure rivendicazioni particolari, richieste concrete. Se si possono condividere rabbia ed esasperazione, è però difficile confrontarsi con un movimento senza obiettivi concreti. Detto questo, farebbe bene il governo ad ascoltare le anime della contestazione e farebbe anche meglio a discernere, a individuare tra chi protesta con sacrosanta ragione e chi si infiltra nelle manifestazioni per provocare incidenti. L’Italia non può sopportare a lungo blocchi stradali e violenze.

Il problema di fondo rimane la capacità del governo di uscire dalla fase di un’austerità rigida, servita a risanare finanziariamente il Paese, per dar vita alla ripresa economica che vuol dire lavoro, rilancio del potenziale produttivo, provvedimenti per i disoccupati e i giovani, risorse per ricerca  e innovazione. Su questi temi dovrebbero battersi i “forconi” e per farlo è indispensabile organizzare la protesta in movimento omogeneo, individuare i leader, emarginare chi tenta di trasformare la protesta in atti di terrorismo urbano. 

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