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UN NATALE DA FAVOLA   Domenica 18 dicembre, ore 10-13, Giardini dell'Ippodromo di Agnano, presso Mercatino Contadino, lettura di favole di Natale...
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Laura L.C. Allori, Per Amore e per (Il Nido del Gheppio edizioni)   di Nicola Garofano   Finalmente esce, con l’edizione indipendente “Il Nido del...
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Miti napoletani di oggi.47 LE PISTE CICLABILI   di Sergio Zazzera   Se dovessi azzardarmi ad affermare che il balcone di casa mia è un palcoscenico...
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Georges Bataille. Vita, personalità e formazione culturale   di Gabriella Pagnotta   Georges Bataille nasce a Billom nel Puy–de–Dôme il 10 settembre...
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I Ditelo voi   di Luigi Rezzuti   “I  ditelo voi” sono un trio comico napoletano, formatosi nel 1995 e composto da Francesco De Fraia, detto...
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Andiamo a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Esilio II Stagione Mutaverso Teatro   Venerdì, 17 marzo, all’Auditorium del Centro Sociale di...
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Maturità alle porte - Riflessioni di una studentessa   di Irene Del Gaudio   Sono una studentessa. Liceale, ancora per poco. Si avvicina...
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A nord del crepuscolo orientale   Mercoledì, 9 Marzo 2016, alle ore 17 presso l’Istituto italiano per gli studi filosofici, Palazzo Serra di Cassano,...
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“PROCIDA ‘900”   Martedì 15 maggio 2018, alle ore 17.30, nell’aula “Massimo Della Campa” (4° piano) della Fondazione Humaniter (piazza Vanvitelli, 15 –...
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SUL MOVIMENTO DEI “FORCONI”

QUALCHE RIFLESSIONE

 

di Luciano Scateni

 

Chi c’è nel movimento dei “forconi” che occupa sedi stradali, snodi ferroviari, vie cittadine? L’esercito della contestazione comprende autotrasportatori, contadini, disoccupati, cassintegrati, giovani in cerca di futuro, massaie disperate, studenti, piccoli e medi imprenditori strozzati dalle tasse. E’ il nucleo di un esercito che marcia in ordine sparso, senza una guida certa e con l’obiettivo di ghigliottinare il governo. Questo tipo di rabbia è poco comprensibile: caduto questo governo cosa? Un altro esecutivo, elezioni anticipate? Cambierebbe poco o nulla nella prima e nella seconda ipotesi se è vero che i contestatori ritengono la classe politica nel suo insieme inadeguata ad affrontare il gravissimo tema della crisi che ha ridotto in povertà larga parte del Paese. Caduto un governo  se ne dovrebbe eleggere un altro e probabilmente con gli stessi politici che guidano in questo momento l’Italia.

 Il magma dei “forconi” non ha un progetto e neppure rivendicazioni particolari, richieste concrete. Se si possono condividere rabbia ed esasperazione, è però difficile confrontarsi con un movimento senza obiettivi concreti. Detto questo, farebbe bene il governo ad ascoltare le anime della contestazione e farebbe anche meglio a discernere, a individuare tra chi protesta con sacrosanta ragione e chi si infiltra nelle manifestazioni per provocare incidenti. L’Italia non può sopportare a lungo blocchi stradali e violenze.

Il problema di fondo rimane la capacità del governo di uscire dalla fase di un’austerità rigida, servita a risanare finanziariamente il Paese, per dar vita alla ripresa economica che vuol dire lavoro, rilancio del potenziale produttivo, provvedimenti per i disoccupati e i giovani, risorse per ricerca  e innovazione. Su questi temi dovrebbero battersi i “forconi” e per farlo è indispensabile organizzare la protesta in movimento omogeneo, individuare i leader, emarginare chi tenta di trasformare la protesta in atti di terrorismo urbano. 

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