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"CONCERTO PER ARCHI E FILI D'ERBA"  
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TEATRO BOLIVAR - start up stagione 2016/2017   DUETTI 200 grammi di teatro a sera direzione artistica Ettore Nigro e David Jentgens   29|30...
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The Starfish   di Nicola Garofano    “Con la testa nel delta del Mississipi, ma con i piedi ben piantati alle falde del Vesuvio”. Da questo motto...
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CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A   di Luigi Rezzuti   Tra una partita e l’altra del campionato di Serie A, tra una partita di Champions League ed...
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LA JUVE VINCE LO SCUDETTO   di Luigi Rezzuti   Nel Campionato di calcio italiano non si può andare oltre il secondo posto perché prima di iniziare la...
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Miti napoletani di oggi.71 MASANIELLO/-LLI   di Sergio Zazzera   Correva l’anno 1647 quando Tommaso Aniello d’Amalfi, detto “Masaniello”, pescatore...
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E’ FINITO IL CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A 2016 – 2017   di Luigi  Rezzuti   Spalletti, allenatore della Roma,  a fine campionato si è ritrovato con...
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La Germania necessitata   di Marisa Pumpo   Sinossi del libro La Germania necessaria Nel 2012 la Germania non si presentava più solo quale attore...
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Il Vomero greco-romano   di Antonio La Gala   Un luogo comune che riguarda il Vomero è che la collina vomerese sia un luogo “senza storia” e che,...
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AMERICA’S CUP - LUNA ROSSA IN FINALE   di Luigi Rezzuti   Che Luna Rossa sia stata osteggiata dalle rivali anglosassoni non è un mistero....
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SUL MOVIMENTO DEI “FORCONI”

QUALCHE RIFLESSIONE

 

di Luciano Scateni

 

Chi c’è nel movimento dei “forconi” che occupa sedi stradali, snodi ferroviari, vie cittadine? L’esercito della contestazione comprende autotrasportatori, contadini, disoccupati, cassintegrati, giovani in cerca di futuro, massaie disperate, studenti, piccoli e medi imprenditori strozzati dalle tasse. E’ il nucleo di un esercito che marcia in ordine sparso, senza una guida certa e con l’obiettivo di ghigliottinare il governo. Questo tipo di rabbia è poco comprensibile: caduto questo governo cosa? Un altro esecutivo, elezioni anticipate? Cambierebbe poco o nulla nella prima e nella seconda ipotesi se è vero che i contestatori ritengono la classe politica nel suo insieme inadeguata ad affrontare il gravissimo tema della crisi che ha ridotto in povertà larga parte del Paese. Caduto un governo  se ne dovrebbe eleggere un altro e probabilmente con gli stessi politici che guidano in questo momento l’Italia.

 Il magma dei “forconi” non ha un progetto e neppure rivendicazioni particolari, richieste concrete. Se si possono condividere rabbia ed esasperazione, è però difficile confrontarsi con un movimento senza obiettivi concreti. Detto questo, farebbe bene il governo ad ascoltare le anime della contestazione e farebbe anche meglio a discernere, a individuare tra chi protesta con sacrosanta ragione e chi si infiltra nelle manifestazioni per provocare incidenti. L’Italia non può sopportare a lungo blocchi stradali e violenze.

Il problema di fondo rimane la capacità del governo di uscire dalla fase di un’austerità rigida, servita a risanare finanziariamente il Paese, per dar vita alla ripresa economica che vuol dire lavoro, rilancio del potenziale produttivo, provvedimenti per i disoccupati e i giovani, risorse per ricerca  e innovazione. Su questi temi dovrebbero battersi i “forconi” e per farlo è indispensabile organizzare la protesta in movimento omogeneo, individuare i leader, emarginare chi tenta di trasformare la protesta in atti di terrorismo urbano. 

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