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Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario piazza Dante 44/45, Napoli - Info 081 014 5940   Letteratura e Cinema Domenica 10 marzo Silvio...
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MONDIALI DI CALCIO 2018   di Luigi Rezzuti   Dal 14 giugno al 15 luglio, trentadue giorni di sfida tra 32 squadre nazionali di ogni continente,...
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AMERICA’S  CUP SENZA LUNA ROSSA   di Luigi Rezzuti   “Nello  sport come nella vita, non si può ricorrere sempre al compromesso del compromesso” dice...
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“Voi mi odiate e io per dispetto vi amo tutti”   Lunedì, 14 marzo, alle ore 18.00, presso la libreria IOCISTO’, in via Cimarosa, 20 (Piazza Fuga),...
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SI E’ CONCLUSO IL GIRONE D’ANDATA DEL CAMPIONATO DI CALCIO   di Luigi Rezzuti   Ad aggiudicarsi il girone d’andata è stata, come da previsioni, la...
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Vezzi di artisti   di Antonio La Gala     Qui non intendiamo demitizzare figure di artisti; vogliamo soltanto presentare piccole curiosità che ci...
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SETE, di Amélie Nothomb   di Luigi Alviggi     Sorprendente e geniale l’idea fulcro dell’ultimo romanzo della Nothomb: passare la notte prima del...
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Al via mercoledì 2 giugno ad Ascea Marina il progetto "Alétheia e Doxa"      Prenderanno il via mercoledì 2 giugno alle ore 17,00 in piazza Europa ad...
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L’IMBUSTATO   di Luigi Rezzuti   Fin da ragazzo Ernesto aveva sempre sofferto con dolori alla schiena e tutti gli dicevano che ciò era dovuto ad un...
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GRETA THUNBERG, l’Eroina del 2019   di Mariacarla Rubinacci       Irriverente, sfidante dei leader del mondo, inermi nella loro incapacità di...
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Miti napoletani di oggi.14

PIAZZA PLEBISCITO

 

di Sergio Zazzera

 

Già la denominazione data all’antico Largo di Palazzo dopo il 21 ottobre 1860 ha in sé del mitico, dal momento che il plebiscito-farsa svoltosi in quella data, che decretò formalmente e ufficialmente l’annessione del Regno delle Due Sicilie a quello di Sardegna, segnò in realtà la conquista/colonizzazione dell’uno da parte dell’altro. E finché a dirlo sono meridionali, come Carlo Alianello, qualche dubbio potrebb’essere anche legittimo; quando, però, a esprimersi in questi termini è il torinese Cesare Bertoletti, qualcuno comincia anche, e giustamente, a convincersene.

Il mito, però – vale a dire, il linguaggio falso –, si è riproposto dopo ben centotrentaquattro anni, nel 1994, quando in occasione del G7 di Napoli il sindaco Antonio Bassolino (forse, egli stesso un mito, ma ci sto riflettendo) ne decretò la pedonalizzazione integrale, tuttora esaltata da ambientalisti a loro volta “esaltati”. Per intenderci, che il parcheggio di auto e lo stazionamento di mezzi di trasporto andassero rimossi è lapalissiano; viceversa, che anche il rettilineo che congiunge piazza Trieste e Trento con via Cesario Console (il “Gigante di Palazzo” di felice memoria) dovesse essere pedonalizzato, fa il paio con la “liberazione del Lungomare”, della quale in altra occasione mi sono occupato. Ma si sa che a Napoli è difficile limitare il transito su una strada ai soli veicoli del trasporto pubblico, senza che gli organi di polizia preposti alla vigilanza debbano discutere, se non proprio litigare, con tutti gli automobilisti, i quali pretenderebbero di passare, “tanto sono soltanto io” (già, e gli altri?).

Né tutto ciò basta: e, infatti, lo stato di abbandono in cui versa il porticato della basilica di San Francesco di Paola, trasformato in un elegante, neoclassico w.c. pubblico, rende, da una parte, di fatto impraticabili le poche botteghe (la libreria, il bar, l’ufficio turistico) che vi si trovano e, dall’altra, non appetibili le tante altre, che ben si comprende perché siano ancora libere. La piazza, poi, si è trasformata in una sorta di “campo sportivo multiplo” a beneficio dei ragazzi del quartiere, i quali – diciamoci la verità – non hanno neppure uno spazio per dedicarsi ai loro giochi. Il che – sia chiaro – non legittima l’uso improprio della piazza da parte loro.

A colmare la misura del mito, infine, è venuto ad aggiungersi, da ultimo, il divieto, imposto dal soprintendente b.a.p.p.s.a.e., di potenziamento dell’illuminazione serale della piazza, che deve rimanere – testualmente – affidata «alla luna e alle stelle», con un effetto suggestivo quanto si vuole, ma ch’espone a serio rischio l’incolumità fisica dei pedoni.

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