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Miti napoletani di oggi.15

EDICOLE LAICHE

 

di Sergio Zazzera

 


A inventare le edicole devozionali furono i Greci, i quali collocarono immagini di Satiri ai crocevia, perché col loro aspetto orripilante allontanassero gli spiriti maligni. A loro volta, i Romani posero nell’atrio delle loro case i Larari, tempietti che accoglievano le raffigurazioni dipinte o modellate dei loro antenati. Il mondo cristiano, poi, a partire dal Medioevo avanzato, cominciò a disseminare città e paesi di edicole devozionali, contenenti effigi di Madonne e di santi, fatte realizzare perché il committente potesse sentirsene protetto, all’idea che la vicinanza fisica dei soggetti rappresentati li facesse in qualche modo “essere con lui”. Poi, alcuni decenni fa, nel quartiere dei Vergini, in via Santa Maria Antesaecula, sulla facciata natale di Totò apparve la prima “edicola laica”, contenente il suo ritratto, cui ne fecero seguito, a breve distanza di tempo, parecchie altre, dedicate a Diego Armando Maradona.

Credo che il senso da attribuire a queste “edicole laiche” sia da individuare nell’intento di perpetuare la memoria di due figure (finora, ma non è detto che non possano esservene associate altre, in futuro) che hanno incarnato la napoletanità (d’origine per il primo, acquisita per il secondo), al punto che in una realtà spaziotemporale, nella quale i valori della religiosità hanno subìto un processo di progressiva diluizione, presso un pubblico di cinefili e di tifosi è venuto a determinarsi il convincimento della presenza di “virtù eroiche” nei destinatari di quei “monumenti”.

“Perpetuare la memoria”, dicevo poc’anzi; e – guarda caso – talvolta le edicole religiose sono accompagnate dall’iscrizione: «A.P.R.M.» (= ad perpetuam rei memoriam).

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