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BABBO NATALE   di Luigi Rezzuti   Era una notte fredda, una notte fredda e buia. Gigetto era accoccolato sul davanzale della finestra ad osservare...
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All’asilo dalle suore   di Luigi Rezzuti   Ogni volta che Enrico si trovava davanti a quel muro scrostato, non poteva fare a meno di fermarsi e...
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“SWINGING”: ENZA MONETTI AL PAN   di Sergio Zazzera   In principio era l’albero. Che sia quello “della conoscenza del bene e del male” della...
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Associazione lucana “Giustino Fortunato” - Incontro con l’autore e reading   Segnaliamo la presentazione del libro di Antonio Giambersio, Odissea....
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Andiamo a teatro a cura di Marisa Pumpo Pica   "Io e Napoli"   Al TEATRO DIANA, da giovedì 5 maggio, GINO RIVIECCIO in "Io e Napoli" di Gino...
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Miti napoletani di oggi.49 IL NAPOLI   di Sergio Zazzera    Devo richiamare qui, ancora una volta, l’attitudine della reiterazione del rito a...
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Caccia al tesoro   di Luigi Rezzuti   A chi non è mai capitato di non ricordare dove si è conservato un oggetto a cui si è particolarmente...
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UN NATALE DEL DOPOGUERRA   di Luigi Rezzuti   Alla fine del 1945 Napoli era ancora un cumulo di macerie. La città rinasceva lentamente...
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ATTUALITA' DEL PENSIERO CRITICO DI ROCCO MONTANO (Dicembre 2017)
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Miti napoletani di oggi.43 “’O surdato ‘nnammurato”   di Sergio Zazzera   I conflitti bellici sono stati sempre occasione di nascita di canti, dei...
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MATERIA E ARTE

 

di Sergio Zazzera

 

Faccio appena in tempo a visitare, prima della sua chiusura, la mostra “La materia si fa materia”, allestita nella suggestiva sede del Museo di Santa Chiara, nella quale sono esposte opere recenti di Raffaele Miscione, artista vomerese. E devo dire che mi sarebbe dispiaciuto non poco perdermela, perché l’esperienza artistica di Miscione merita di essere condivisa con lui e, soprattutto, di essere apprezzata.

L’insistenza sul sostantivo-concetto “materia”, presente nell’intitolazione della mostra, ha un suo senso, poiché non è particolarmente frequente, in special modo a Napoli, imbattersi in artisti in grado di fondere in un’opera, essenzialmente bidimensionale, più materiali diversi: perfino in Carmine Di Ruggiero n’è presente la sovrapposizione, più che la fusione. Viceversa, negli elaborati di Miscione frammenti di cartone ondulato, di seduta di paglia delle sedie di Vienna, di stoffa di vecchi abiti, fanno capolino, qua e là, tra combinazioni di colori, dei quali uno acquista sempre la prevalenza, in tutte le sue possibili gradazioni e tonalità, in un’alternanza continua d’iconico e aniconico. A intervallare, poi, le immagini intervengono frasi e/o numeri, che l’artista dichiara essere riferibili a proprie esperienze personali, cui le opere sono rispettivamente legate. Né mancano interessanti episodi di ricerca della luce, che valgono a dare un’idea di quale eredità abbiano saputo raccogliere dal Caravaggio gli artisti di buona volontà.


L'artista fra il nostro capo servizio Antonio La Gala e

il pittore Mimmo Piscopo

La tradizione artistica della collina vomerese, dunque, che affonda le sue radici in figure come – fra le tante – quelle di Luca Postiglione, di Gaetano Ricchizzi o di Alberto Chiancone, mostra fortunatamente di disporre tuttora di personalità in grado di assicurarne la perpetuazione. E, in particolare, per quanto concerne Raffaele Miscione, la materia si farà anche materia, come dichiara il titolo della mostra, ma, quando è convenientemente governata, si fa soprattutto arte.

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