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Premio letterario “Trivio” 2016 - Cerimonia di premiazione al Pan di Napoli   di Marisa Pumpo Pica   La cerimonia di premiazione della prima...
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Buongiorno mezzanotte, torno a casa   Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario - piazza Dante 44/45, Napoli - Info 081 014 5940 Mercoledì 18...
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OEDIPUS     Fisciano, mercoledì 8, ore 15,00, Università degli studi di Salerno, Incontri tra letteratura e matematica presso il Dipartimento di...
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Parlanno ’e poesia 6   di Romano Rizzo   Giuseppe Capaldo Nacque a Napoli il 21 marzo del  1874 da genitori di modeste origini, che gestivano un’...
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I marittimi tornino a casa. Restiamo umani   Riceviamo dall’assessore del Comune di Procida, Rossella Lauro, e pubblichiamo il seguente...
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I Cacciottoli   diAntonio La Gala   Questo toponimo denomina sia la Salita, che da Corso Vittorio Emanuele porta al Vomero, sia un'estesa zona...
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AL SALOTTO CERINO   Salotto Cerino –  Piazzetta del Leone   Giovedì,  30 marzo, alle ore 18 “La Napoli letteraria di Francesco D’Episcopo" Con...
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Pensieri ad alta voce   di Marisa Pumpo Pica   Addio al mio Maestro, Aldo Masullo Si è spenta una voce critica nella nostra città     Chi mi...
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MATERIA E ARTE

 

di Sergio Zazzera

 

Faccio appena in tempo a visitare, prima della sua chiusura, la mostra “La materia si fa materia”, allestita nella suggestiva sede del Museo di Santa Chiara, nella quale sono esposte opere recenti di Raffaele Miscione, artista vomerese. E devo dire che mi sarebbe dispiaciuto non poco perdermela, perché l’esperienza artistica di Miscione merita di essere condivisa con lui e, soprattutto, di essere apprezzata.

L’insistenza sul sostantivo-concetto “materia”, presente nell’intitolazione della mostra, ha un suo senso, poiché non è particolarmente frequente, in special modo a Napoli, imbattersi in artisti in grado di fondere in un’opera, essenzialmente bidimensionale, più materiali diversi: perfino in Carmine Di Ruggiero n’è presente la sovrapposizione, più che la fusione. Viceversa, negli elaborati di Miscione frammenti di cartone ondulato, di seduta di paglia delle sedie di Vienna, di stoffa di vecchi abiti, fanno capolino, qua e là, tra combinazioni di colori, dei quali uno acquista sempre la prevalenza, in tutte le sue possibili gradazioni e tonalità, in un’alternanza continua d’iconico e aniconico. A intervallare, poi, le immagini intervengono frasi e/o numeri, che l’artista dichiara essere riferibili a proprie esperienze personali, cui le opere sono rispettivamente legate. Né mancano interessanti episodi di ricerca della luce, che valgono a dare un’idea di quale eredità abbiano saputo raccogliere dal Caravaggio gli artisti di buona volontà.


L'artista fra il nostro capo servizio Antonio La Gala e

il pittore Mimmo Piscopo

La tradizione artistica della collina vomerese, dunque, che affonda le sue radici in figure come – fra le tante – quelle di Luca Postiglione, di Gaetano Ricchizzi o di Alberto Chiancone, mostra fortunatamente di disporre tuttora di personalità in grado di assicurarne la perpetuazione. E, in particolare, per quanto concerne Raffaele Miscione, la materia si farà anche materia, come dichiara il titolo della mostra, ma, quando è convenientemente governata, si fa soprattutto arte.

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