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Parlanno ’e poesia 11   di Romano Rizzo    E. A. Mario   E. A. Mario (al secolo Giovanni Gaeta) è stato un monumento nella storia della poesia e...
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Miti napoletani di oggi.49 IL NAPOLI   di Sergio Zazzera    Devo richiamare qui, ancora una volta, l’attitudine della reiterazione del rito a...
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GIANPIERO VENTURA, ALLENATORE DELLA NAZIONALE DI CALCIO ITALIANA   di Luigi Rezzuti   Gianpiero Ventura nasce il 14 gennaio del 1948 a...
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Abolizione delle monete da 1 e 2 centesimi di euro   di Luigi Rezzuti   Qualche anno fa, avemmo modo di denunciare lo spreco di danaro da parte...
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LA SAGRA DELLA CASTAGNA   di Luigi Rezzuti   Ottobre e novembre sono i mesi delle castagne e la nostra Regione offre l’imbarazzo della scelta per...
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Parlanno ’e poesia 6   di Romano Rizzo   Giuseppe Capaldo Nacque a Napoli il 21 marzo del  1874 da genitori di modeste origini, che gestivano un’...
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I “Colloqui di Salerno” 2016   di Claudia Bonasi   Si terrà martedì 18 ottobre, alle ore 11, nella Sala Giunta del Comune di Salerno, la conferenza...
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I Ditelo voi   di Luigi Rezzuti   “I  ditelo voi” sono un trio comico napoletano, formatosi nel 1995 e composto da Francesco De Fraia, detto...
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“L’ULTIMO SCUGNIZZO”   di Luigi Rezzuti   “L’ultimo scugnizzo” è una commedia in tre atti, rappresentata da Viviani per la prima volta nel 1932 al...
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 Le biblioteche napoletane   di Antonio La Gala     Per capire come e quando le attuali biblioteche napoletane sono sorte non si può prescindere...
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Il rischio Marsili

 

di Luciano Scateni

 

Non solo Vesuvio, non solo Campi Flegrei: già la loro pericolosità provoca forti timori degli scienziati, ma il rischio eruzione preoccupa anche di più se si considera la possibilità esplosiva del vulcano sommerso Marsili, il più maestoso in Europa e nel Mediterraneo. Misura settanta chilometri per trenta, è alto tremila metri e se ne sta minaccioso, cinquecento metri al di sotto della superficie marina.  Si tratta di un vulcano attivo come stabiliscono ricercatori internazionali di cui fanno  parte il Cnr di Napoli e l’Istituto nazionale di vulcanologia di Roma. Da tempo si consoce l’attività sismica e idrotermale del Marsili, gigante sommerso che si riteneva spento da circa centomila anni e che le indagini più recenti definiscono, invece, attivo. Sedimenti, prelevati a circa novecento metri di profondità, indicano la presenza  di ceneri vulcaniche coerenti con la lava e testimoniano la natura parzialmente esplosiva del Marsili nel tempo. Se il vulcano dovesse provocare una violenta eruzione marina, dicono gli esperti, genererebbe uno tsunami  nel mar Tirreno e, per l’eventuale allarme, i tempi sarebbero ridotto a trenta minuti, assolutamente insufficienti per l’eventuale evacuazione delle zone interessate. Il timore per le coste delle regioni meridionali che s’affacciano sul Tirreno deriva, dunque, dalla relativa vicinanza del Marsili alla terraferma. Che fare? Migliorare il sistema di monitoraggio e assimilarlo a quelli disposti per il Vesuvio, i Campi Flegrei e i vulcani della Sicilia.

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