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NATALE IN CASA CUPIELLO   di Luigi Rezzuti   Si avvicina il Natale e quale migliore occasione per riproporre “Natale in casa Cupiello”? La commedia...
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IL CALCIO NAPOLI INGAGGIA HRVOJE  MILIC   di Luigi Rezzuti   Dopo il mercato di riparazione di gennaio, dove tutte, o quasi, le squadre, sulla carta...
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Miti napoletani di oggi.71 MASANIELLO/-LLI   di Sergio Zazzera   Correva l’anno 1647 quando Tommaso Aniello d’Amalfi, detto “Masaniello”, pescatore...
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Giornata Mondiale della Salute   di Luciana Alboreto   Il 7 aprile 2019 si è celebrata la Giornata Mondiale della Salute, il cui slogan, “Copertura...
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L’OSSESSIONE DELLE VACANZE ALL’ESTERO   di Luigi Rezzuti   La vacanza è un diritto inalienabile. Una volta, tanti anni fa, era un lusso solo per...
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Georges Bataille. Vita, personalità e formazione culturale   di Gabriella Pagnotta   Georges Bataille nasce a Billom nel Puy–de–Dôme il 10 settembre...
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Juan José Arreola, BESTIARIO   di Luigi Alviggi     Un prologo violento, mezza paginetta, pare voler mandare a gambe all’aria l’intero genere umano e...
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Premio letterario “Trivio” 2016 - Cerimonia di premiazione al Pan di Napoli   di Marisa Pumpo Pica   La cerimonia di premiazione della prima...
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Miti napoletani di oggi.57 LA "CASA DI TONIA"   di Sergio Zazzera   Dal 2010, al civico n. 12-g di via Santa Maria degli Angeli alle Croci, a...
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Il rischio Marsili

 

di Luciano Scateni

 

Non solo Vesuvio, non solo Campi Flegrei: già la loro pericolosità provoca forti timori degli scienziati, ma il rischio eruzione preoccupa anche di più se si considera la possibilità esplosiva del vulcano sommerso Marsili, il più maestoso in Europa e nel Mediterraneo. Misura settanta chilometri per trenta, è alto tremila metri e se ne sta minaccioso, cinquecento metri al di sotto della superficie marina.  Si tratta di un vulcano attivo come stabiliscono ricercatori internazionali di cui fanno  parte il Cnr di Napoli e l’Istituto nazionale di vulcanologia di Roma. Da tempo si consoce l’attività sismica e idrotermale del Marsili, gigante sommerso che si riteneva spento da circa centomila anni e che le indagini più recenti definiscono, invece, attivo. Sedimenti, prelevati a circa novecento metri di profondità, indicano la presenza  di ceneri vulcaniche coerenti con la lava e testimoniano la natura parzialmente esplosiva del Marsili nel tempo. Se il vulcano dovesse provocare una violenta eruzione marina, dicono gli esperti, genererebbe uno tsunami  nel mar Tirreno e, per l’eventuale allarme, i tempi sarebbero ridotto a trenta minuti, assolutamente insufficienti per l’eventuale evacuazione delle zone interessate. Il timore per le coste delle regioni meridionali che s’affacciano sul Tirreno deriva, dunque, dalla relativa vicinanza del Marsili alla terraferma. Che fare? Migliorare il sistema di monitoraggio e assimilarlo a quelli disposti per il Vesuvio, i Campi Flegrei e i vulcani della Sicilia.

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