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Gli incontri della Fondazione Premio Napoli   Iniziano gli incontri della Fondazione Premio Napoli aperti alla città. Si parte l’11 marzo, alle ore...
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Il limite infranto   di Gabriella Pagnotta   Georges Bataille, filosofo francese del secolo scorso, illumina il nostro tempo con le sue riflessioni...
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SALUTE E BENESSERE Una casa a misura di sonno   di Peppe Iannicelli   Un terzo della giornata per lavorare, un terzo della giornata per vivere i...
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PER UN RAPPORTO DI COPPIA “EQUO E SOLIDALE”

LA TUTELA DELLE CONVIVENZE DI FATTO

 

di Peppe Iannicelli

 

Contratto di convivenza. L’amore è bello ma è meglio metter nero su bianco. La convivenza di fatto può diventare così un patto sottoscritto di fronte al notaio invece che al cospetto del prete o dell’ufficiale di stato civile.

Il Consiglio Nazionale del Notariato sta promuovendo il Contratto di Convivenza cercando di dare una risposta concreta alle difficoltà quotidiane di milioni di coppie che non possono o non vogliono sposarsi. Non è una nuova legge ma l’utilizzo sistematico delle norme vigenti per permettere alle coppie di regolare, in modo equo e solidale, il proprio rapporto dal punto di vista economico ed assistenziale. “Siamo due cuori ed una capanna; vi diciamo a chi spetta la capanna se i cuori s’infrangono”, “Non ci lasceremo mai; se accadrà non dovrete litigare sul mutuo”. Casa dolce casa; può esser dolce anche dopo che se n’è andato il tuo convivente” Questi alcuni degli slogan della campagna promozionale le cui info sono reperibili su www.notariato.it

Da credente ho sperimentato che il matrimonio è un santo sacramento attraverso il quale i coniugi uniscono le proprie vite, trovando conforto reciproco nei momenti di difficoltà. Credo che due adulti debbano farsi carico della responsabilità l’uno dell’altro con un impegno di fronte alla comunità religiosa e/o civile. Ma comprendo anche le tremende difficoltà incontrate dalle persone, che per scelta o per necessità, non vogliano sposarsi. Per tali relazioni è doveroso che in qualche misura si possano tutelare, dal punto di vista patrimoniale e dell’assistenza, i soggetti più deboli. Certo chi decide di convivere è consapevole anche dei rischi che assume, ma chi si trovasse in condizione di subalternità non può essere ignorato o lasciato solo. Perché, se al principio della convivenza sono tutte rose e fiori, quando le rose dovessero diventare spinose non è giusto che il soggetto economicamente e socialmente più forte possa prevaricare quello più debole abbandonandolo al proprio destino. L’uso dell’abitazione comune, la reversibilità della pensione, l’assistenza al malato, il mutuo. I motivi per litigare sono tanti tra gli sposati, figuriamoci tra i conviventi di fatto.

Secondo le stime dell’ISTAT, probabilmente al ribasso, in Italia sono circa un milione le coppie di fatto. E’ un fenomeno di ampia portata che combinato con il vertiginoso aumento dei divorzi e delle separazion, genera un vero e proprio allarme sociale. L’Italia è ancora lontana da una legislazione completa su di una materia incandescente dal punto di vista etico ed ideologico. Si fanno tante chiacchiere e polemiche ma di risultati concreti il legislatore non è ancora riuscito a produrne.  

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