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AMERICA’S  CUP SENZA LUNA ROSSA   di Luigi Rezzuti   “Nello  sport come nella vita, non si può ricorrere sempre al compromesso del compromesso” dice...
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Parlanno ’e poesia 12 – Varie   di Romano Rizzo   Ragionando di poeti e poesia, mi sono tornate in mente alcune semplici considerazioni, che spesso ho...
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Progetto di marchio d’area “Valle di Suessola”   Entra nella fase operativa il progetto di marchio d’area “Valle di Suessola” promosso dall’Associazione...
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‘O Carnevale


         

Il Carnevale del centro storico, con sua sorella Giugliano e sua cugina Procida, sciamerà in lungo e largo tra il tufo di una città medea, l’amianto dell’hinterland e della periferia e il canto dell’isola di Arturo; per il quarto anno di fila i carnevali napoletani sfilano tutti insieme - nei giorni tra venerdì 8 e martedì 12 febbraio - per i quartieri del centro città, nelle periferie, e in quella che solo chi guarda le cose nell’ottica delle cartine geografiche e dei confini burocratici continua a chiamare provincia.

Anche quest’anno il carnevale diventa l’occasione per i territori di raccontarsi e costruire nuove forme di realtà per bambini del centro storico, di Materdei, della Sanità e di Scampia; bambini di Giugliano, Procida, Bagnoli, San Giovanni e Barra.

È giusto che ognuno abbia il proprio carnevale, è giusto che ognuno, nella sua diversità esprima nella propria sfilata i temi e i sentimenti che sono indissolubilmente legati al vivere del proprio quartiere. Era importante, però, e lo rivendichiamo ancora, che queste bellissime esperienze cominciassero a lavorare assieme, a confrontarsi, a parlare, per far si che il carnevale fosse un’esperienza condivisa, fosse un vero “carnevale napoletano” e crescesse fino a coinvolgere le persone di tutta la città. L’acronimo S.T.A.R. è il tema scelto ma in realtà sintetizza e racconta il nostro agire quotidiano e permanente, le esigenze che ci spingono; esigenze: emotive, politiche e simboliche, che indirizzano il nostro Star al mondo in quanto soggetti singoli ed in quanto partecipanti a realtà sociali collettive.
Osserviamo che c’è poco di virtuoso nel potere e nel sistema che lo sostiene e non troviamo colpe nella miseria, che sia essa materiale o culturale ma che essa ne sia l’effetto spesso ricercato...
Noi abbiamo scelto noi siamo dalla parte di chi vive ed è S.T.A.R. !
Sotto Traccia Animali Resilienti; ritrovarsi sotto traccia come e con altri animali resilienti.
Il sotto è dove le scelte politiche e finanziare ci hanno relegato, la traccia è la nostra capacità di far divenire il sotto un luogo; dove la memoria di noi stessi, dei passaggi precedenti del racconto è chiara anche se spesso solo orale e soprattutto non esaustiva della aspirazione che la anima; la scelta di non reStare da soli incarogniti in solitudine ci spinge a disegnarci come animali che rappresentano e rivendicano la necessità del respiro della terra, della socialità, il diritto ad una vita allo scoperto.
In campo ingegneristico, la resilienza è la capacità di un materiale di resistere a forze impulsive (ovvero, la capacità di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi).
In psicologia, la resilienza viene vista come la capacità dell'uomo di affrontare le avversità della vita, di superarle e di uscirne rinforzato e addirittura trasformato positivamente.
Nella nostra visione la resilienza è quella capacità di trasformare le avversità di un quotidiano che ci maltratta: togliendoci servizi essenziali alla persona, calpestando l’infanzia, privandoci della possibilità di avere lavori dignitosi, di fruire liberamente della nostra città, che ci offende continuamente incolpandoci di essere la causa delle privazioni che ci vengono imposte e criminalizzando ogni refolo d’aria, spazio di conoscenza e di alterità che cerchiamo di ricostruire.

Il Coordinamento dei carnevali di Napoli e provincia è un’esperienza per certi versi unica. È l’esperienza di chi si unisce per lavorare (in un periodo non certo limitato, dal momento che i laboratori per la costruzione delle maschere, dei carri e di tutto il resto, cominciano molti mesi prima) sul miglioramento e sulla trasformazione della città. È l’esperienza di chi non ha più alcuna intenzione di aspettare e sperare che chi ci governa (e guarda) dall’alto o dal chiuso di un palazzo si interessi dei destini di questi bambini, di questi ragazzi, di questi lavoratori. È l’esperienza di chi si organizza e fa, e il coinvolgimento delle tantissime persone che al carnevale hanno lavorato in questi lunghi anni, dimostra di far bene.

Sono tutti invitati, i bambini, le famiglie, i saltimbanchi e i musicisti, i zitelli incalliti, i fidanzati cronici, i militanti austeri, i liberi pensatori, i cani sciolti e i funkazzisti di tutte le specie … l’importante è che dentro di voi ci sia la gioia consapevole di essere resistenti agli urti e che questo vostro resistere contribuisce a creare un futuro ancora non scritto.

Comitato Centro Storico Diritti-Salute-Ambiente

 

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