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L’ARCOBALENO: UN’ALTRA SALA CINEMATOGRAFICA

CHIUDE NEL QUARTIERE VOMERO

 

di Luigi Rezzuti

 

Domenica 26 gennaio 2014 è stato l’ultimo giorno di programmazione della storica sala cinematografica “Arcobaleno”.

Nata quasi sessant’anni fa, si aggiunge nell’elenco delle realtà costrette a chiudere:

fitto troppo alto, forte calo di spettatori e aumento delle tasse hanno costretto il gestore a prendere questa amara decisione.

A Napoli ci sono le tariffe più alte d’Italia, l’imposta sui rifiuti si calcola sui metri quadrati, non sulla spazzatura realmente prodotta. L’Arcobaleno si estende su circa 2000 metri quadrati.

Negli anni ’60 al Vomero si contavano dieci sale cinematografiche che man mano, nel tempo, hanno abbassato la saracinesca.

Sono scomparsi il cinema Ideal,  (oggi è un megastore), l’Ariston (al suo posto c’è una banca), il Colibrì, sostituito da un club fitness, il Bernini, rimpiazzato da un negozio di abbigliamento per bambini, l’Abadir, dove è nato un supermercato, l’Acacia, trasformato in teatro, per non citare la chiusura dell’Alcione, Fiamma e Arlecchino nella Napoli bene.

Al Vomero, oggi, restano soltanto l’America Hall, il Plaza ed il Vittoria e pensare che proprio nel quartiere collinare, agli inizi del Novecento c’erano due stabilimenti di produzione cinematografici la “Partenope film” e la “Lombardo filom” da cui sarebbe nata la “Titanus” e a giusta ragione il Vomero fu considerato la “Cinecittà di Napoli”.

Ma al Vomero non chiudono solo le sale cinematografiche, hanno chiuso luoghi di cultura, come la libreria Guida, la libreria Internazionale, ha cambiato sede si è la libreria Loffredo,che, fortunatamente ha riaperto a pochi metri, in via Cimarosa, 20 si è salvata la FNAC, assorbita ,comunque, da Trony

Inoltre c’è stata le chiusura di tanti negozi storici, come : Pasquale Coppola, Iovinelli, Caputo, Smartin, Di Gennaro, Fuso d’Oro, Candido e non solo. Anche bar storici quali San Giuliano e Daniele hanno chiuso i battenti.

Luigi Grispello, presidente dell’Agis Campania ha dichiarato : “Ormai è una jattura, a questa chiusura del cinema Arcobaleno potrebbero seguirne altre. Dobbiamo pensare a metterci intorno ad un tavolo e stilare una convenzione “salva-cinema” come è stato fatto a Bologna, ed evitare che il Vomero e altri quartieri diventino solo covo di centri scommesse, sale giochi e megastore”.Sono indignato- spiega Mario Coppeto presidente della Municipalità Vomero –Arenella - propongo un tavolo interistituzionale con gli assessori alla cultura comunale e regionale per mettere  a segno una strategia che sia in grado di vincolare gli immobili alla loro destinazione d’uso e lancio una provocazione alla Feltrinelli che da anni sta cercando un luogo per sbarcare al Vomero, questo è il momento giusto,venga al posto dell’Arcobaleno. Mi rivolgo  anche  agli editori Guida e a chi vuole scommettere sulla cultura. Le istituzioni, poi, devono fare la propria parte e agevolare questi investimenti. Non possiamo permettere che scompaiano al Vomero luoghi di aggregazione culturale e prendano il sopravvento iniziative commerciali sulle quali spesso nutriamo anche dubbi".  

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