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Abolizione delle monete da 1 e 2 centesimi di euro   di Luigi Rezzuti   Qualche anno fa, avemmo modo di denunciare lo spreco di danaro da parte...
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Miti napoletani contemporanei.65 “SUPER-NAPOLI”   di Sergio Zazzera   Qualche tempo fa ho parlato del “mito-Napoli”; come se non bastasse, ora il...
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Parlanno ’e poesia 6   di Romano Rizzo   Giuseppe Capaldo Nacque a Napoli il 21 marzo del  1874 da genitori di modeste origini, che gestivano un’...
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SEGNALIBRO   a cura di Marisa Pumpo Pica   Fiori del mio campo, di Giovanni Baiano, Cosmopolis Edizioni Napoli   Uomo d’altri tempi, Giovanni...
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AUSTERITA’   di Luigi Rezzuti   Non ho vergogna ad ammettere che di politica non capisco niente e di conseguenza non sono simpatizzante di nessuna...
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 Le biblioteche napoletane   di Antonio La Gala     Per capire come e quando le attuali biblioteche napoletane sono sorte non si può prescindere...
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Un libro a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Sabato, 5 marzo, alle ore 11.30, nella sala del Teatro Diana, nell’ambito della rassegna...
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“Voi mi odiate e io per dispetto vi amo tutti”   Lunedì, 14 marzo, alle ore 18.00, presso la libreria IOCISTO’, in via Cimarosa, 20 (Piazza Fuga),...
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GIANPIERO VENTURA, ALLENATORE DELLA NAZIONALE DI CALCIO ITALIANA   di Luigi Rezzuti   Gianpiero Ventura nasce il 14 gennaio del 1948 a...
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica Fra detti e dirette   Un giorno festivo, dopo pranzo, ore 15, accendo il televisore e su Rai 3 si trasmette...
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FRANCESCO E L’ETICA DELL’INFORMAZIONE

FRANCESCO E L’ETICA DELL’INFORMAZIONE

 

di Annamaria Riccio

 

In occasione del 60° anniversario della RAI il Santo Padre ha elogiato il lavoro della tv di stato, evidenziando l’importanza della corretta informazione nella diffusione delle notizie.

Non è novità apprendere che papa Francesco dica la sua in occasione di eventi e manifestazioni o che prenda iniziative personali per esprimere la propria opinione su qualsivoglia argomento. E’ fatto così, con il garbo e il simpatico accento straniero, nella sua semplicità, coglie nel segno. E seraficamente, ma incisivamente dà un’impronta decisionale su argomenti scottanti e attuali. Durante la celebrazione dei  60 anni di televisione e 90 di radio, non ha fatto mancare nel suo discorso, la raccomandazione per una corretta informazione “che sia formazione”. I media, in particolare il servizio di Stato, devono essere promotori di una giusta diffusione della notizia, “senza disinformazione, diffamazione e calunnia, che fanno tanto male”. E con queste parole, che fanno pensare, ha  introdotto un tema fondamentale nel campo giornalistico, che è quello della deontologia, cioè il codice morale della professione. E’ la prima cosa che un neofita dell’informazione deve apprendere e, soprattutto, imparare ad applicare. Ogni notizia va data dopo averne accertato la fondatezza, non solo, ma deve essere proposta secondo criteri e norme del codice deontologico, nel rispetto delle persone, con la dovuta attenzione nel produrre i fatti. Francesco ha colto nel segno. E da uomo di fede, ma uomo del popolo, vive l’attualità e la quotidianità con la consapevolezza che, se vuoi  coinvolgere gli uomini nel messaggio cristiano, devi essere uno di loro, aggiornato nelle  problematiche della società. Egli sa bene che la comunicazione è affidata ai mezzi d’informazione, ai social network e a tutte le reti di accesso tramite internet. E sa bene che non è facile controllare tutto quel che arriva mediante gli strumenti a nostra disposizione. Il suo appello, quindi, va ben oltre il messaggio agli operatori Rai. Il monito arriva al cuore di tutti coloro che in un modo o nell’altro hanno libero accesso ai canali dell’informazione, evidenziando quanto possa essere “vitale” la trasmissione del giusto messaggio. Non solo, ponendo grande attenzione alla fragilità dei piccoli, alla sensibilità dei disagiati, ai più deboli in particolare. A tutti coloro che, nella sventura, non debbano soffrire di nuovo nell’apprendere il proprio vissuto, in modo distorto o portato alla ribalta senza prima tutelarne i protagonisti. E sì che a volte diventa una lotta tra poveri: la crisi nel settore giornalistico, negli ultimi anni sta crescendo in modo esponenziale, si lavora anche per pochi euro al pezzo e spesso la necessità di un articolo che sia uno scoop, porta a gravi conseguenze che contrastano fortemente con il vero spirito della notizia. Un tempo, una buona parola veniva dal confronto con le persone; ora i rapporti sono diversi e conta molto l’espressione mediante i mezzi audiovisivi e tecnologici. Gli amici, purtroppo, sono “virtuali”.

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