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UNA SORGENTE DI ACQUA DOLCE IN MEZZO AL MARE   di Luigi Rezzuti   Nella splendida costa orientale della Sardegna, tra le splendide calette del Golfo...
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Il valore della formazione   di Gabriella Pagnotta   Questo articolo è rivolto a chi, come me, vive le richieste, da una parte, di una scuola alla...
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ANNO 2017   di Luigi Rezzuti   Diciamoci la verità, stavamo aspettando tutti la fine dell’anno 2017. In molti attendevamo il 31...
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Miti napoletani di oggi.62 L’EXTRACOMUNITARIO   di Sergio Zazzera   Il fenomeno dell’immigrazione, soprattutto dai paesi africani, è divenuto...
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ANDIAMO A TEATRO a cura di Marisa Pumpo Pica Pompeiana Baroque Ensemble in “...di tanti palpiti”   Di grande spessore ed interesse, all’interno del...
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PREMIO CONCETTA BARRA - ISOLA DI PROCIDA -TERZA EDIZIONE   A settembre 2016 si è tenuta la terza edizione del “Premio Concetta Barra – Isola di...
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MONDIALI DI CALCIO 2018   di Luigi Rezzuti   Dal 14 giugno al 15 luglio, trentadue giorni di sfida tra 32 squadre nazionali di ogni continente,...
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I PONTI DEL 2019   di Ilaria Rezzuti   Un nuovo anno è arrivato e vogliamo divertirci a suggerire ai lettori de “ILVOMERESE” qualche accattivante...
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IL BUSINESS DEL “COCCO BELLO”   di Luigi Rezzuti   Come in ogni stagione estiva, le spiagge della nostra penisola sono invase da venditori ambulanti...
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FRANCESCO E L’ETICA DELL’INFORMAZIONE

FRANCESCO E L’ETICA DELL’INFORMAZIONE

 

di Annamaria Riccio

 

In occasione del 60° anniversario della RAI il Santo Padre ha elogiato il lavoro della tv di stato, evidenziando l’importanza della corretta informazione nella diffusione delle notizie.

Non è novità apprendere che papa Francesco dica la sua in occasione di eventi e manifestazioni o che prenda iniziative personali per esprimere la propria opinione su qualsivoglia argomento. E’ fatto così, con il garbo e il simpatico accento straniero, nella sua semplicità, coglie nel segno. E seraficamente, ma incisivamente dà un’impronta decisionale su argomenti scottanti e attuali. Durante la celebrazione dei  60 anni di televisione e 90 di radio, non ha fatto mancare nel suo discorso, la raccomandazione per una corretta informazione “che sia formazione”. I media, in particolare il servizio di Stato, devono essere promotori di una giusta diffusione della notizia, “senza disinformazione, diffamazione e calunnia, che fanno tanto male”. E con queste parole, che fanno pensare, ha  introdotto un tema fondamentale nel campo giornalistico, che è quello della deontologia, cioè il codice morale della professione. E’ la prima cosa che un neofita dell’informazione deve apprendere e, soprattutto, imparare ad applicare. Ogni notizia va data dopo averne accertato la fondatezza, non solo, ma deve essere proposta secondo criteri e norme del codice deontologico, nel rispetto delle persone, con la dovuta attenzione nel produrre i fatti. Francesco ha colto nel segno. E da uomo di fede, ma uomo del popolo, vive l’attualità e la quotidianità con la consapevolezza che, se vuoi  coinvolgere gli uomini nel messaggio cristiano, devi essere uno di loro, aggiornato nelle  problematiche della società. Egli sa bene che la comunicazione è affidata ai mezzi d’informazione, ai social network e a tutte le reti di accesso tramite internet. E sa bene che non è facile controllare tutto quel che arriva mediante gli strumenti a nostra disposizione. Il suo appello, quindi, va ben oltre il messaggio agli operatori Rai. Il monito arriva al cuore di tutti coloro che in un modo o nell’altro hanno libero accesso ai canali dell’informazione, evidenziando quanto possa essere “vitale” la trasmissione del giusto messaggio. Non solo, ponendo grande attenzione alla fragilità dei piccoli, alla sensibilità dei disagiati, ai più deboli in particolare. A tutti coloro che, nella sventura, non debbano soffrire di nuovo nell’apprendere il proprio vissuto, in modo distorto o portato alla ribalta senza prima tutelarne i protagonisti. E sì che a volte diventa una lotta tra poveri: la crisi nel settore giornalistico, negli ultimi anni sta crescendo in modo esponenziale, si lavora anche per pochi euro al pezzo e spesso la necessità di un articolo che sia uno scoop, porta a gravi conseguenze che contrastano fortemente con il vero spirito della notizia. Un tempo, una buona parola veniva dal confronto con le persone; ora i rapporti sono diversi e conta molto l’espressione mediante i mezzi audiovisivi e tecnologici. Gli amici, purtroppo, sono “virtuali”.

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