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VEGLIONE DI CARNEVALE

 

di Luigi Rezzuti

 

Una volta si diceva : “A Carnevale ogni scherzo vale” e i ragazzini di strada ne combinavano di tutti i colori.

Oggi è di moda organizzare festicciole per bambini all’insegna del travestimento dei vari personaggi dei cartoni animati che si guardano in televisione.

Ma gli adulti cosa fanno a Carnevale?

I giovani di oggi snobbano la festa del Carnevale.

Non amano mascherarsi, preferendo, al massimo una semplice mascherina sugli occhi, quando si ritrovano, la sera, in una discoteca.

Il travestimento, invece, è il motivo delle grandi feste dei “Vip” che, poi, si fanno fotografare dai paparazzi per riempire le pagine della cronaca rosa.

Una volta anche la gente comune organizzava la festa di Carnevale e fu così che amici, che non si vedevano da diverso tempo, in un incontro casuale, pensarono di ritornare ai tempi della spensierata giovinezza ed organizzarono un veglione di Carnevale.

Ognuno di loro iniziò a telefonare ad altri amici per invitarli alla festa e, tra una telefonata ed un’altra ancora, si raggiunse “nientepopòdimeno” la cifra di cinquanta amici tra uomini e donne.

Alfonso ed Eduardo, entusiasti come bambini, uscirono per andare in una cartoleria ben fornita ed acquistare palloncini, lampioncini di carta colorata, coriandoli, stelle filanti e quant’altro.

Poi andarono a casa di Francesco per allestire il salone per la sera.

Francesco iniziò ad attaccare, con un chiodino, un filo di spago per appendere i palloncini e i lampioncini di carta colorata.

Dallo studio di Francesco trasportarono nel salone il vecchio giradischi, perfettamente funzionante, e due casse acustiche.

Era tutto pronto per la sera ma uscirono di nuovo per comprare, sempre come dei bambini elettrizzati per la festa, pacchi di patatine, pop-corn, aranciate, coca cola. Poi ricordando all’improvviso di essere anche adulti, aggiunsero qualche bottiglia di brandy  e qualche bottiglia di amaro.

La moglie di Francesco, però, non era tanto entusiasta perché pensava al dopo festa, a tutto quanto doveva pulire e rassettare il giorno dopo.

Ognuno di loro venne alla festa in maschera, vestito da pirata, da suora, da Cardinale, da donna del West, da cameriera negra.

Certo non mancò la fantasia nel travestirsi.

La nottata trascorse tra balli, scherzi e mangiando, di tanto in tanto quanto preparato in precedenza.

Alla fine si divertì anche la moglie di Francesco non pensando a quello che l’ aspettava il giorno dopo.

Quel veglione di Carnevale, ancora oggi, a distanza di un po’ di anni è ricordato con gioia ed allegria da  tutta la comitiva di amici, ritornati per l’occasione bambini.

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