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AL MUSEO DUCA DI MARTINA   (Febbraio 2017)
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COLPISCI  IL  TUO  CUORE, di Amélie Nothomb   di Luigi Alviggi   Profondo e toccante questo romanzo, decisamente una rassegna di personaggi esulanti...
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SANITA’ Eppur si muove…   di Loredana Pica   Eppur si muove… qualcosa a Napoli, una città spesso in bilico tra lentezze burocratiche e una tendenziale...
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SALUTE E BENESSERE Una casa a misura di sonno   di Peppe Iannicelli   Un terzo della giornata per lavorare, un terzo della giornata per vivere i...
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MONDIALI DI CALCIO 2018   di Luigi Rezzuti   Dal 14 giugno al 15 luglio, trentadue giorni di sfida tra 32 squadre nazionali di ogni continente,...
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“Voi mi odiate e io per dispetto vi amo tutti”   Lunedì, 14 marzo, alle ore 18.00, presso la libreria IOCISTO’, in via Cimarosa, 20 (Piazza Fuga),...
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“L’UOMO NELLA STORIA”   Giovedì 14 dicembre 2017, alle ore 19,00 la ModartGallery di SABINALBANO, salita Vetriera, 15 Napoli, presenta la mostra...
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LARGO O PIAZZA?   di Antonio La Gala     Spesso nel leggere cose della Napoli antica ci imbattiamo in denominazioni stradali che ci lasciano...
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SEGNALIBRO a cura di Marisa Pumpo Pica   Monos di Antonio Di Nola - Oèdipus Edizioni   Spesso siamo portati a pensare che la poesia e la scienza...
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Rock Events presenta: Emilio Rez Special Live Show 2017 NONSOLOCAFFÈ RELOAD di TORRE ANNUNZIATA   di Nicola Garofano   Continua, con grande...
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LA NORMALITA’ PERDUTA

 

di Annamaria Riccio

 

Provvedimenti, circolari, consigli: sono alla ribalta sulle disposizioni che tendono ad educare alla diversità. Talvolta si ha però la sensazione che la cosiddetta “normalità” sia da fuggire...

E’ di qualche giorno fa la notizia, apparsa su un noto quotidiano che ha riportato la comunicazione, da parte del Ministero delle Pari Opportunità, sulla divulgazione, ad opera dell’UNAR, di tre opuscoli diretti alle scuole primarie, dove si consiglia di non leggere le fiabe tradizionali ai bimbi, evidenziando quanto queste fossero omofobe esaltando un modello di famiglia stereotipato. La cosa non è di certo passata  inosservata, mettendo in allarme quanti credono  nelle favole che da sempre hanno educato i piccoli ai valori umani,  indirizzandoli verso la strada del bene mediante  metafore che ben si adattano all’acerba età.  A questo punto è subito partita la smentita da parte dell’ex  viceministro al Lavoro con delega alle Pari Opportunità, Cecilia Guerra, che si è salvata in corner dichiarando che l’UNAR avrebbe dato il via a questo progetto senza attendere il consenso da parte del ministero, a causa di un disguido tecnico. Lo stesso MIUR  ha immediatamente sostenuto la Guerra, dichiarando di essere completamente estraneo all’accaduto. Sull’iniziativa dell’UNAR invece, si era dichiarata favorevole la Kyenge che, nel suo ruolo di Ministro per l’Integrazione, è sempre stata molto attenta alle discriminazioni sociali. Il tentativo di snaturare Cenerentola e il suo principe dal loro ruolo di coniugi perfetti è stato fermato. Almeno per ora. Ci chiediamo però se la solidarietà verso omosessuali, musulmani e quanti al momento sono considerati “diversi” da quello che è il prototipo maschile o femminile, dal cittadino italiano che nella sua spiritualità, aderisce alla religione cattolica, che rappresenta oltre il  90% sul totale  delle altre professate nel Paese, possa essere fattorE discriminantE da mettere in discussione. Come si fa a spiegare a un bambino che ha due mamme o due papà? Già è imbarazzante illustrare il miracolo della procreazione nella sua naturalità, come si può andare ben oltre, non pensando assolutamente alla ricaduta sulla formazione psicologica di anime innocenti? Leggevo su un post di facebook ”In Russia si costruirà una moschea quando in Arabia edificheranno una chiesa”.  In Italia tutti hanno diritto a tutto. Mi sembra giusto, abbiamo lottato per la democrazia. E’ troppo chiedere allora di lasciare che i nostri valori umani, spirituali, morali, restino indenni  da cambiamenti che, ben vengano a difesa di tutti, ma…vi prego, non confondiamo la carità cristiana, il rispetto altrui e la solidarietà con la delezione di  un percorso di vita al quale siamo naturalmente, se non biblicamente, destinati.

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