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LA NUOVA SCUOLA   di Annamaria Riccio   O meglio, la scuola che vorremmo. Il titolo, che la dice tutta sulla surroga a quella attuale, cioè la Buona...
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Estate a Vietri sul Mare   Lunedì 16 luglio: Guglielmo Gugliemi Academic Ensemble Contemporary Jazz Project Martedì 17 luglio: Cleopatra di...
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LA PRIMAVERA  E’ ALLE PORTE   di Luigi Rezzuti   Se qualcuno ci chiede “Quando inizia la primavera” siamo abituati a rispondere il 21 marzo, ma non...
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Metropolitane napoletane abortite   di Antonio La Gala     Forse non tutti sanno che Napoli stava per dotarsi di metropolitana già a fine Ottocento...
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AL TROISI DEBUTTA GIOBBE COVATTA IN  “6  GRADI”

 

 

Venerdì 21 febbraio ore 21,00 al Teatro Troisi debutta Giobbe Covatta con il nuovo spettacolo “ 6 gradi” con la partecipazione di  Mario Porfito  e Ugo Gangheri.

Ancora una volta è un numero il titolo del nuovo spettacolo di Giobbe Covatta, dopo “7” (come i sette vizi capitali) e “30” (come gli articoli della carta dei diritti dell’uomo), tocca ora al numero “6″! Anche in questo caso il numero ha un forte significato simbolico: rappresenta l’aumento in gradi centigradi della temperatura del nostro pianeta. Tutto ciò che vedremo nel corso dello spettacolo è collocato nel futuro in diversi periodi storici nei quali la temperatura media della terra sarà aumentata di uno, due, tre, quattro, cinque e sei gradi. I personaggi che vivranno i queste epoche saranno i nostri discendenti (figli, nipoti o pronipoti che siano) ed avranno ereditato da noi il nostro patrimonio economico, sociale e culturale ma anche il mondo nello stato in cui glielo avremo lasciato. Ma come sarà il mondo la cui temperatura media sarà più alta di un grado rispetto al 2012? E quando i gradi saranno due? E quando saranno 6? Il grande comico napoletano se lo è chiesto: modelli matematici applicati all’ecologia creati con solide basi scientifiche ci fanno nettamente pensare che i nostri più stretti discendenti avranno seri problemi e si dovranno adattare a (soprav)vivere in un pianeta divenuto assai meno ospitale, se non cercheremo di risolvere i problemi dell’ambiente, della sovrappopolazione e dell’energia sin da oggi. Certo l’uomo non perderà il suo ingegno e Giobbe si diverte ad immaginare le stravaganti invenzioni scientifiche, ma anche sociali e politiche, che metteremo a punto per far fronte ad una drammatica emergenza ambientale e sociale. Ne emergeranno personaggi di grande verve comica indaffarati a realizzare all’ultimo momento quello che noi avremmo dovuto fare da anni. E probabilmente i nostri discendenti ce l’avranno un po’ con i loro genitori, nonni e bisnonni, forse ci giudicheranno severamente e probabilmente troveranno anche loro estremamente ridicolo il nostro modo di vivere! Da Giobbe Covatta un nuovo spettacolo dove comicità, ironia e satira si accompagnano alla divulgazione scientifica su quelli che sono senza dubbio i grandi temi del nostro secolo: sostenibilità del Pianeta e di conseguenza delle sue popolazioni. Un’occasione di divertimento ma anche per comprendere che la fine del mondo prevista per il 2012 potrebbe essere solo stata rimandata di… 6 gradi!

 

 Al Teatro Troisi Giobbe Covatta “6 gradi”

 

di Antonio Esposito

 

Al Teatro Troisi Giobbe  Covatta in “6 gradi”-  Spettacolo futuristico ambientato tra 100 anni nel quale il “pronipote”di Giobbe, che ha lo stesso  nome  del  suo  avo, ci racconta le conseguenze del riscaldamento climatico sul pianeta e sulle abitudini dell’uomo. Cosa accadrà quando la temperatura del pianeta salirà di un grado? Di due gradi? E Così fino ad un innalzamento di 6 gradi.  Il bravissimo Giobbe con ironia, sagacia, profonda  intelligenza  applica modelli matematici all’ecologia  e analizza le cause socio-politiche  che  hanno   determinato   e determinano disinteresse verso le problematiche legate all’esaurimento delle risorse planetarie e ancor di più al totale dispregio per la tutela  del nostro pianeta. Si parla del disatteso protocollo di Kyoto, della cattiva gestione degli scarti industriali e dei rifiuti,  dell’obsolescenza economica dei prodotti tecnologici, del degrado ambientale determinato non solo dalla cattiva politica ma anche dalle logiche di mercato. Giobbe è travolgente, coinvolge   il pubblico,  affronta  tematiche  sociali  legate al lavoro , alla crisi economica   e   dipinge   uno  scenario  futuro  nel quale l’essere umano per affrontare il mutare delle condizioni ambientali,  sociali  ed  economiche  aguzzerà  il     suo    ingegno  per  creare   stravaganti innovazioni   tecnologiche,  scientifiche   e   nuovi   modelli   socio-economici in un mondo popolato da anziani con un tasso di nascita vicino allo zero in cui il divario tra popolazioni ricche che detengono la maggioranza delle risorse   e   popolazioni povere che vivono nel più profondo disagio andrà sempre più intensificandosi. Lo spettacolo   e’  superlativo,   si  ride    a    scena aperta,  il   pubblico partecipa ed’è profondamente coinvolto , Giobbe   con  arguzia  riesce  a  far ridere   e  contestualmente   affronta   con  cinica ironia argomenti drammatici, non crea facili allarmismi ma induce a pensare mostrando una profonda cono- scenza  degli argomenti trattati, c’e’ molto studio dietro questo evento  e  il  risultato  e’  un  perfetto e riuscito spettacolo di comicità ingegnosa. In scena un pallone raffigurante un mappamondo,  Giobbe  abbigliato  in  maniera  futuristica e brevi interventi  di  un  improbabile  valletto  – Alla fine dello spettacolo Giobbe chiude in maniera plateale , con  uno  spillone   fa’   scoppiare il nostro vecchio mondo e ci lascia pensare, il   pianeta potra’ sopravvivere  senza l’uomo,  l’uomo  non sopravviverà  al pianeta e nonostante tale consapevolezza continua ad abusarne ed a distruggerlo giorno per giorno in totale dispregio di ogni logica di sopravvivenza e in totale disinteresse  verso  le generazioni future alle quali lasceremo un patrimonio culturale, sociale ed economico  ma  anche  un  pianeta  che  dovrà  essere  vivibile poichè le innovazioni tecnologiche non  potranno sopperire al disastro ambientale ed alle conseguenze che lo stesso avrà sul futuro dell’uomo.

Grazie Giobbe per averci invitato  a fermarci ed a pensare.

 

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