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COSA ACCADREBBE SE IL VESUVIO SI RISVEGLIASSE

OGGI ?

 

di Luigi Rezzuti

 


Il Vesuvio è famoso in tutto il mondo soprattutto per la potente eruzione del 79 d.C. che distrusse le città di Pompei ed Ercolano, uccidendo migliaia di abitanti.

Il Vesuvio è conosciuto anche come uno dei vulcani più pericolosi sia per le sue caratteristiche morfologiche che per l’incomprensibile propensione di milioni di persone che hanno deciso di comprare casa su una bomba ad orologeria.

Dal 1944 ad oggi il vulcano è in fase di riposo, molti vulcanologi ritengono che il Vesuvio sia essenzialmente una gigantesca bomba.

Ma se il Vesuvio dovesse davvero eruttare cosa potrebbe accadere?

 Esiste un piano da attuare nelle 72 ore prima del risveglio, la situazione, però, non è delle più rosee per una serie di motivi.

Due milioni di persone vivono abbastanza vicino al Vesuvio, 700mila di questi fanno parte della zona rossa, la prima che dovrebbe essere evacuata e alloggiata nei comuni gemellati : Portici dovrebbe andare in Piemonte, Nola in Val d’Aosta, Cercola in Liguria, Torre del Greco e Somma Vesuviana in Lombardia e così man mano.

Inoltre, a circa 9 chilometri, c’è la città di Napoli con i suoi tre milioni di abitanti.

Quando si pensa ad una “eruzione vulcanica” si pensa alla lava, alle ceneri incandescenti, ai lapilli e ai gas.

Alcuni scienziati prevedono scene apocalittiche, il primo evento dovrebbe essere un grosso boato, poi una colonna di ceneri e lapilli alta quasi duemila metri che poi ricadrebbe a terra ricoprendo, in poche ore, tutti i paesi, sia sul Vesuvio che alle falde del vulcano facendo diventare tutta quella zona un deserto vulcanico.

L’Osservatorio Vesuviano ha rilevato in questi ultimi periodi un insolito livello sismico a circa 8 – 10 km. di profondità.  Ciò potrebbe produrre esplosioni pliniane su larga scala.

Sono comunque catastrofiche alcune affermazioni di scienziati, tra cui il docente vulcanologo, Flavio Dobran della New York Univerity che dichiara : “ All’improvviso il Vesuvio che sonnecchia dal 1944 esploderà con una potenza mai vista e farà milioni di morti in quindici minuti. Valanghe di fumo rotoleranno sui fianchi del Vesuvio alla velocità di 100 metri al secondo e ad una temperatura di 1000 gradi centigradi distruggendo tutto in un raggio di 7 chilometri”.

Uno scenario catastrofico? Pensiamo semplicemente ad un’ipotesi non ad una certezza, una esplosione, un’eruzione si può prevedere attraverso le sofisticatissime apparecchiature dell’Osservatorio Vesuviano anche alcuni giorni prima dell’evento e addirittura anche in tempi lunghi che darebbero la possibilità, senza nessun panico, agli abitanti della zona a mettersi in salvo.

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