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E  POI ... Rio, inferno e paradiso di Raffaele Calafiore   di Luigi Alviggi   Copacabana, Ipanema, sono nomi che rievocano immagini prestigiose di...
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CHAMPIONS  LEAGUE “Le vie del Signore sono infinite”   di Luigi Rezzuti   Il Napoli guidato da Sarri è giudicato la migliore squadra che esprime...
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Andiamo a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   In uno dei nostri precedenti trafiletti, ci eravamo ripromessi, parlando delle iniziative di...
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Miti napoletani di oggi.42 IL "RISANAMENTO" DI NAPOLI   di Sergio Zazzera   Si è soliti dire che non tutti i mali vengono per nuocere, benché...
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Buongiorno mezzanotte, torno a casa   Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario - piazza Dante 44/45, Napoli - Info 081 014 5940 Mercoledì 18...
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LA TOMBA PROFANATA  
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Juan José Arreola, BESTIARIO   di Luigi Alviggi     Un prologo violento, mezza paginetta, pare voler mandare a gambe all’aria l’intero genere umano e...
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CALCIO MERCATO INVERNALE   di Luigi Rezzuti     Il  nuovo anno è iniziato e la Serie A  si appresta a ripartire dopo la lunga sosta natalizia....
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UNITRE - Cerimonia di chiusura dell’anno accademico   Si è svolta, nei giorni scorsi,  la cerimonia di chiusura dell’anno accademico 2015/2016...
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“Quello che vedo”, la webserie sull’autismo di Maurizio Casagrande, in giro per le scuole   di Marisa Pumpo Pica   La webserie “Quello che vedo”,...
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QUANTE MEMORIE DA RICORDARE

di Annamaria Riccio

Il  27 gennaio è la giornata che ci riporta a tutti gli orrori del nazismo. E’ il momento durante il quale si ripercorre, attraverso un pensiero  condiviso dall’Europa e dal mondo intero, la crudeltà, il fluire della ferocia su innocenti e indifese vittime della mattanza.  E’ il genocidio più efferato che la storia ricordi. Ma quante altre “memorie” da celebrare, quanti altri crimini da ricordare, quante lacrime ancora da versare, per attestare il diritto alla vita? Queste sono stragi documentate. Ogni giorno, in ogni parte  del mondo, migliaia di bambini senza una casa, una famiglia, né cibo, né altro, sono preda della ferocia degli adulti, che approfittano di una condizione di povertà ormai  radicata nei paesi sottosviluppati  e che neanche viene riportata.  E che dire delle donne stuprate, torturate, di  creaturine  massacrate da folli lasciati in libertà. In ogni momento, chiunque, potrebbe essere (sic!) protagonista di una tragedia. La memoria, quella vera, è il proponimento e, più di tutto, la determinazione a prendere posizione concreta nel contrastare e prevenire ogni forma di violenza. Capisco che non è facile intuire ciò che potrebbe accadere, ma leggi destabilizzanti e una forma di intervento, che sia coercitivo ai fini di qualunque forma di violenza, potrebbe almeno essere un deterrente per limitare il dilagare delle atrocità che ci apprestiamo a ricordare. Siamo in una società dove i potenti mezzi tecnologici possono in questo, aiutare a scoraggiare tante azioni folli: la storia mette le basi per  costruire il futuro.

Che l’olocausto non sia nella nostra mente solo un giorno all’anno, ma un martirio che ci porti ad evitare che altri sacrifici umani siano tristemente commemorati.

 

 

 

 

 

 

 

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