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La Posillipo di Virgilio   di Antonio La Gala     Il grande poeta Publio Virgilio Marone ebbe il primo contatto con Napoli quando decise di studiare...
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Juan José Arreola, BESTIARIO   di Luigi Alviggi     Un prologo violento, mezza paginetta, pare voler mandare a gambe all’aria l’intero genere umano e...
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CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A   di Luigi Rezzuti   Ormai siamo all’ultimo giro di boa del campionato di calcio di serie A. La Juventus ha già vinto...
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L'ARTICOLO 21 DELLA COSTITUZIONE     (Marzo 2019)
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Parlanno ’e poesia.3   di Romano Rizzo    Non so se vi siete mai chiesto quali sono i motivi che inducono a preferire una poesia ad un’altra, un poeta...
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UNITRE - Cerimonia di chiusura dell’anno accademico   Si è svolta, nei giorni scorsi,  la cerimonia di chiusura dell’anno accademico 2015/2016...
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Campionato di calcio di serie A   di Luigi Rezzuti   Dove eravamo rimasti? Alla 27esima giornata di campionato di serie A, quando la pandemia da...
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“Voi mi odiate e io per dispetto vi amo tutti”   Lunedì, 14 marzo, alle ore 18.00, presso la libreria IOCISTO’, in via Cimarosa, 20 (Piazza Fuga),...
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Il gatto armonico, libri e idee per crescere   I laboratori di aprile con la scrittrice Maria Strianese (dillo a un amico). Il prato delle favole -...
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IL CALL CENTER   di Luigi Rezzuti   Domenica pomeriggio sono a casa, mia moglie riposa ed io sono davanti alla televisione: una tazza di caffè,...
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MEDEA ESISTE

MEDEA ESISTE

 

di Annamaria Riccio

 


La mia prima conoscenza con Medea la feci attraverso il film di Pasolini interpretato dalla grande Callas. A quei tempi era più facile che i miei mi portassero a vedere un film impegnato che uno della Disney.  Ero piccola, ma abbastanza grande per riflettere, specie dopo aver provato un’emozione forte. Non riuscivo a darmi  una risposta: come può una madre uccidere i suoi figli, anche se in preda all’angoscia? Alla fine pensai “Ma è tutta una finzione”. E mi consolai. Quante Medee nel corso della mia vita ho incontrato nella tv, sui giornali…ma quelle sono vere.  Ed ogni volta, non riesco più a darmi una risposta: è l’amara verità. E’ il male oscuro che prende tante, troppe madri, spesso giovani, che adottano la soluzione estrema per…proteggere? Aiutare? Vendicare? Il verbo mi è difficile da cercare. Non so se la follia, perché chi compie un simile gesto è solo un folle, può essere alimentata dalle notizie di casi precedenti e si arriva all’emulazione come ultima soluzione,  oppure… Il caso della mamma di Lecco lasciata dal marito che si era messo con una ragazza che aspettava un figlio da lui (la poverina aveva perso il suo, poco tempo prima), i genitori che avvelenano il figlio down dichiarando che lo rifarebbero, queste e tante le tragedie che in questi giorni sono alla ribalta della cronaca. La mamma di Cogne che continua a dichiararsi innocente nonostante le prove schiaccianti…no, non ci sono moventi, non c’è una logica. E’ pura follia. Non c’è e non può esistere un movente.  Esiste solo una molla che fa scattare l’irreparabile. Una mamma è amore, è protezione, è il rifugio di ogni bimbo. Forse, in questo mondo inquinato,qualcosa lede i neuroni cerebrali? E’ mai possibile difendersi da chi ci ama e ci ha generato? In un’epoca nella quale i principi morali tendono spesso a vacillare, dove i riferimenti sono tutt’altro che quelli familiari, si aggiungono questi brutti episodi che non fanno che disorientare una gioventù già precaria nei capisaldi etici, Euripide aveva purtroppo, visto giusto: la sua tragedia sarebbe stata  attuale a distanza di oltre duemila anni!

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