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Spigolature   di Luciano Scateni   La Cenerentola azzurra Non è la prima volta e temo che non sia l’ultima. La redazione sportiva di Repubblica deve...
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“PROCIDA ‘900”   Martedì 15 maggio 2018, alle ore 17.30, nell’aula “Massimo Della Campa” (4° piano) della Fondazione Humaniter (piazza Vanvitelli, 15 –...
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SALUTE E BENESSERE Una casa a misura di sonno   di Peppe Iannicelli   Un terzo della giornata per lavorare, un terzo della giornata per vivere i...
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IL CALL CENTER   di Luigi Rezzuti   Domenica pomeriggio sono a casa, mia moglie riposa ed io sono davanti alla televisione: una tazza di caffè,...
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PREMIO SALVATORE CERINO  
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BOCCA   DI   PIETRA, di   Maria  Cristina  Alfieri   di Luigi Alviggi   Opera d’esordio nel campo letterario dell’Autrice (Milano, 1968) -...
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LO SCIROPPO DEL MONACO   di Luigi Rezzuti   Era una fresca e limpida giornata di aprile e gli orologi segnavano le 13.     Un monaco, dinanzi alla...
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RITIRO DEL NAPOLI A DIMARO FOLGARIDE   di Luigi Rezzuti   Si avvicina il precampionato del Napoli, che, dopo una stagione non entusiasmante, ma...
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IL BUSINESS DEL “COCCO BELLO”   di Luigi Rezzuti   Come in ogni stagione estiva, le spiagge della nostra penisola sono invase da venditori ambulanti...
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MOSTRA D’ARTE A CASTEL DELL’OVO

 

di Francesca Bruciano

 


Al via “Primigenia” mostra d’Arte Contemporanea a cura di ETRA - Valeria Polly Ferronetti, in collaborazione con l’Associazione La Terra Del Sole e con il Patrocinio morale del Comune di Napoli. La doppia personale di Ciro D’Alessio e Gioacchino D’Amore ospitata nella sala delle terrazze al Castel dell’Ovo dal 27 marzo all’8 aprile rappresenta una costante ricerca sull’essenza della realtà, una risalita all’origine delle cose al di là delle forme che si manifestano ad una prima percezione. Un ritorno alla natura Primigenia delle cose. La mostra è stata inaugurata alla presenza del presidente della V Municipalità Mario Coppeto e nasce come premio offerto dalla stessa in seguito ad un concorso estemporaneo di pittura "Arte in Collina" - organizzato lo scorso maggio in via Merliani dall’associazione La Terra del sole di Silvana Fumo e la municipalità Vomero-Arenella - nel quale D’Alessio e D’Amore si classificano al primo e secondo posto. “Primigenia” scaturisce dalla riflessione dei due artisti sui diversi modi di approccio e di rappresentazione di forme e non espresse negli anni passati, ispirati rispettivamente ad un impressionismo informale e ad un esistenzialismo silenzioso. Due personalità differenti accomunate da un’unica passione per la pittura che per D’Alessio si traduce nella ricerca di sintonia con il flusso energetico che precede la costituzione delle forme definite. “Non la ricerca del vuoto silenzioso originario – spiega l’autore - ma dell'energia creatrice originaria: sentendo fortemente che l'origine non è vuoto e nulla, ma già da sempre materia, energia, caotico e multiforme ribollire”. Una pittura che non si propone di sparire per fare spazio al vuoto, ma al contrario tenta di erompere da se stessa e dalla superficie per farsi quasi essa stessa materia ed energia vivente al di là delle forme fenomeniche.

Diversamente per D’Amore la pittura si fa duttile strumento per la rappresentazione, che mette da parte se stessa, fin quasi a sparire nella trama della stoffa, della tela o nel buio della pece che inghiotte ogni luce, proprio per far spazio a quel vuoto originario, a quel nulla dal quale tutti veniamo ed al quale tutti siamo probabilmente destinati a tornare. L’Arte di Ciro D’Alessio affonda le sue radici nella ricerca dell’armonia, del movimento, del sentimento che una data scena del mondo reale suscita,  superando la tradizionale funzione simbolica adottata in passato per dedicarsi ora ad una pittura tutto istinto e sensazioni ma più contemplativa, che tenta di sintonizzare anche l'osservatore con questa regione primordiale, pulsionale e caotica che freme nel fondo di tutti noi e di tutto l'essere. Tra le sue precedenti e numerose esperienze collettive e personali in giro per l’Italia si segnala la partecipazione a MostraMi, a Milano, e il ritorno a Napoli a Castel dell’Ovo dove lo scorso anno con la collettiva That’s Amore ha riscosso un particolare successo. Per Gioacchino D’amore l’Arte è linfa vitale e in continua evoluzione, frutto di una sperimentazione di forme, tecniche e materiali nella quale l’energia, intesa in senso sia fisico che mentale, diventa il filo conduttore. Le sue opere, realizzate tra il 1990 e il 1996, sembrano apparentemente sganciate dalla realtà, come piccoli appunti sospesi nell’aria su prospettive impossibili.

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