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Il progetto Cardio Pain. La buona sanità al Sud:

Roccadaspide(Sa)… l’isola che c’è

 

Venerdì 18 aprile, ore 10.00, al Gambrinus (piazza Trieste e Trento, Napoli), presentazione del progetto Cardio Pain, sistema innovativo per cura dei pazienti cardiopatici cronici che permette di risparmiare sulla spesa sanitaria e migliorare la qualità di vita dei malati. Messo a punto a Roccadaspide (Sa), è stato già adottato nella Regione Piemonte.

Venerdì 18 aprile dalle ore 10.00 fino alle ore 13.00 si svolgerà presso il Gran Caffè Gambrinus in piazza Trieste e Trento a Napoli  un forum di presentazione del Progetto Cardio Pain messo a punto presso l’Ospedale di Roccadaspide in provincia di Salerno.

E’ un sistema innovativo per la cura dei pazienti cardiopatici cronici che permette di risparmiare sulla spesa sanitaria e migliorare la qualità di vita dei malati scongiurando l’abuso di farmaci antinfiammatori. Cardio Pain, che corrisponde ad una strategia dell’Agenzia Italiana del Farmaco ancora purtroppo largamente disattesa, è stato già adottato dalla Regione Piemonte. Un caso singolare, dunque, di buona sanità che dal Sud viene esportato nel Nord Italia.

Molteplici gli intenti dell’incontro: mettere a confronto i pareri dei responsabili delle Cardiologie Campane sul problema dell’uso dei farmaci antinfiammatori in presenza di malattia cardiovascolare; valutare l’utilità di adottare un modello come  il progetto CARDIOPAIN in Roccadaspide...l’isola che c’è!,per ridimensionare il danno che l’ uso inappropriato di tali farmaci procura ai pazienti; ridurre la spesa sanitaria in termini soprattutto di ospedalizzazione.                                                                                

E’ un importante  tentativo di costruire una strategia comune per rendere virtuosa la terapia del dolore cronico nei cardiopatici, esigenza oggi particolarmente avvertita a causa dell’invecchiamento della popolazione e della frequente combinazione negli  stessi soggetti di malattia cardiaca e malattie degenerative ossee, che rappresentano la maggior causa di abuso dei farmaci antinfiammatori.

L’incontro vede coinvolti, con l’autore del progetto Raffaele Rotunno Direttore U.O. Cardiologia UTIC PO Roccadaspide, Salerno, i principali opinion leader sia della cardiologia universitaria che ospedaliera: Raffaele Calabrò Ordinario di Cardiologia II° Università degli Studi Napoli AORN Dei Colli/Monaldi, Consigliere del Presidente della Giunta Regionale per i temi attinenti la Sanità; prof. Arturo Cuomo Direttore S.C. Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica, Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori“Fondazione G. Pascale”, Napoli; Dr. Giovanni Gregorio Direttore U.O. Cardiologia-UTIC PO San Luca, Vallo della Lucania, Salerno Past President ANMCO Regionale Campania; Dr. Franco Mascia Direttore U.O. Cardiologia UTIC AORN Sant’Anna e San Sebastiano, Caserta Presidente ANMCO Regionale Campania; Prof. Pasquale Perrone Filardi Direttore Scuola Specializzazione Malattie Cardiovascolari Università Federico II, Napoli; Dr. Pino Rosato Direttore Generale AORN San Giuseppe Moscati, Avellino; Dr. Marino Scherillo Direttore Dipartimento Cardioscienze AO G. Rummo, Benevento Past President ANMCO; Prof. Bruno Trimarco Ordinario di Cardiologia II° Università degli Studi Napoli AORN Dei Colli/Monaldi, Consigliere del Presidente della Giunta Regionale per i temi attinenti la Sanità.

Secondo il  rapporto OsMed  2011 ( Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali)  sull’uso dei farmaci in Italia quasi il 4% dei soggetti a rischio cardiovascolare fa abuso di FANS, assumendoli per oltre 90 giorni all’anno, ed in Campania tale percentuale è anche più elevata, arrivando a superare il 5%, valore su cui si attestano tutte le altre Regioni del Sud. L’obiettivo del progetto  CARDIO PAIN in Roccadaspide...l'isola che c'è!  è di ottenere la riduzione di prescrizioni improprie dei farmaci antinfiammatori non steroidei nel paziente cardiopatico con dolore cronico. La iniziativa si colloca in una strategia di implementazione della nota AIFA 66 dell’agosto 2012, che ridimensiona ed in alcuni casi vieta persino l’uso di questi farmaci in presenza di alcune  malattie cardiovascolari od anche soltanto in presenza di condizioni di rischio cardiovascolare. La nota è ancor oggi ampiamente disattesa nella pratica comune.

Il progetto CARDIO PAIN  si compone di differenti fasi:   

  1. verificare nell’area dello studio – territorio di riferimento dell’Ospedale di Roccadaspide-  il consumo di FANS  nei tre mesi antecedenti all’inizio dello studio  ( agosto, settembre, ottobre 2013)      
  2.  incontro formativo con i medici ed i dirigenti sanitari
  3.  sconsigliare l’uso di FANS alla dimissione ospedaliera del paziente cardiopatico nel rispetto della nota AIFA n. 66 (G.U. n°197 del 24 agosto 2012, aggiornata al 15/07/13)  per un periodo di 9 mesi ( dal novembre 2013 al luglio 2014). Il progetto prevede la compilazione di una particolare lettera di dimissione: ogni singola diagnosi di patologia cardiovascolare viene affiancata da una sorta di semaforo rosso che ricorda le limitazioni che quella specifica diagnosi comporta nell’uso dei farmaci antinfiammatori                                                                                                                   
  4. verificare nell’area dello studio la riduzione ottenuta dell’uso di FANS nei tre mesi successivi alla fine dello studio ( agosto, settembre, ottobre 2014).   

Questo tipo di studio pilota,  ha avuto il plauso dell’Agenzia Italiana Farmaco ed è stato riproposto in Piemonte con atto deliberativo regionale nel gennaio scorso.

Negli ultimi 15 anni  la Letteratura  Scientifica è prodiga di studi sul rischio di trombosi vascolare, che corrono i pazienti che fanno uso prolungato di questi farmaci, in particolare dei cosiddetti COXIB, farmaci  selettivi che bloccano uno specifico enzima, la COX-2 , attore protagonista dello scenario della infiammazione nelle sue differenti manifestazioni. Il successo di questi farmaci si correlava allo scarso danno gastrico che provocano in quanto bloccano la COX-2, responsabile della infiammazione, ma non hanno alcun effetto sul suo alter ego la COX-1, enzima responsabile della protezione della mucosa gastrica; tanto a differenza dei vecchi FANS, antinfiammatori non selettivi che bloccano entrambi, la COX-1 e -2, e risolvono di conseguenza l’infiammazione portando danno alla mucosa gastrica. A proposito dei COXIB oggi, pur tuttavia,  sappiamo che nei soggetti cardiopatici il beneficio della preservata  protezione gastrica ha un prezzo eccessivo, inaccettabile in termini di trombosi vascolari: questi farmaci aumentano sia la morbilità che la mortalità per infarto ed ictus nei pazienti cardiopatici; non privi di rischio, peraltro, sono anche i vecchi FANS, in particolare il diclofenac , che può produrre danni sovrapponibili a quelli dei COXIB.    

Si ricordi ancora che sia i vecchi FANS sia i COXIB, quando adottati in pazienti che fanno uso di diuretici per la presenza di ipertensione arteriosa o ancor più in presenza di scompenso cardiaco, possono annullare l’effetto di tali farmaci, far ritenere liquidi e di conseguenza obbligare i pazienti a  ricorrere al medico, a volte persino ad una  nuova ospedalizzazione.

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