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OPERAZIONE SAN GENNARO   di Sergio Zazzera     Non è del film di Dino Risi che intendo occuparmi, bensì della recente vicenda del decreto del...
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Ecco i tre vincitori del premio Trivio     di Claudia Bonasi   Ecco i vincitori del premio letterario Trivio 2016. Per la sezione prosa edita vince...
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I “Colloqui di Salerno” 2016   di Claudia Bonasi   Si terrà martedì 18 ottobre, alle ore 11, nella Sala Giunta del Comune di Salerno, la conferenza...
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LUIGI NECCO MUORE ALL’ETA’ DI 83 ANNI   di Luigi Rezzuti   E’ morto Luigi Necco all’ospedale Cardarelli di Napoli per insufficienza respiratoria. I...
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Il limite infranto   di Gabriella Pagnotta   Georges Bataille, filosofo francese del secolo scorso, illumina il nostro tempo con le sue riflessioni...
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Nuovo Scempio. Quando lo sport diventa crimine   di Gabriella Pagnotta   Lo scontro avviene prima che i giocatori inizino a “giocare”: un uomo...
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Tanto va la gatta al lardo… Giro di boia per il Santone Samuele   di Luigi Rezzuti   Sulle pagine de “IL VOMERESE” del mese di marzo 2016,...
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Vaccinazione over 80   di Luigi Rezzuti     Circa un mesetto fa, tramite mia figlia, ho fatto la prenotazione per la vaccinazione over 80. Dopo...
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Miti napoletani di oggi.58 IL CORTEO FUNEBRE   di Sergio Zazzera   Un mattino qualsiasi di un giorno qualsiasi, in una strada qualsiasi di un...
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The Starfish   di Nicola Garofano    “Con la testa nel delta del Mississipi, ma con i piedi ben piantati alle falde del Vesuvio”. Da questo motto...
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AL TEATRO DIANA BIAGIO IZZO

 

Al teatro Diana, dal 17 al 27 aprile, SUONI&SCENE e B&B presentano BIAGIO IZZO in Come un Cenerentolo, di Bruno Tabacchini e Biagio Izzo, con (in ordine alfabetico)
PAOLO BONANNI, GINO COGLIANDRO, TERESA DEL VECCHIO, FRANCESCO PROCOPIO, SAMUELE SBRIGHI e SARA ZANIER, e con la partecipazione di PEPPE BARRA; scene di LUIGI FERRIGNO, costumi di GRAZIELLA PERA, coreografie di MANOLO CASALINO, disegno luci di MASSIMO TOMASINO, musiche di JACOPO FIASTRI; regia di CLAUDIO INSEGNO.

Come un Cenerentolo è una rivisitazione in chiave moderna della favola di Cenerentola al maschile; quello che fece Jerry Lewis nel film del 1960 Il Cenerentolo. Una trasposizione delle identità di genere dei due ruoli centrali della fiaba, ovvero dell’eroina discriminata e della fatina buona, che cambiano sesso. Elementi che accomunano il Cenerentolo di Biagio Izzo a quello del famoso attore americano; elementi dai quali si trae lo spunto per rendere omaggio a uno dei cosiddetti ”mostri sacri” del mondo dello spettacolo americano, ma celebre anche nel resto del mondo, considerato il comico per eccellenza del cinema statunitense del dopoguerra. A Jerry Lewis si sono ispirati molti comici e uomini di spettacolo anche nel nostro Paese: Adriano Celentano, Enrico Montesano, Riccardo Miniggio (il Ric della coppia Ric e Gian). Pensava certamente a Jerry Lewis, Biagio Izzo, quando agl’inizi della sua carriera creò l’esilarante, esplosivo, esagerato, Bibì , che di similitudini con il “picchiatello” più famoso del mondo ne ha davvero tante. Come un Cenerentolo anche Bibì nella sua ricerca perenne di una fata o di un “fato” che potesse finalmente dargli una possibilità di riscatto. Così Biagio Izzo, come Bibì, alla ricerca del suo “fato” in questa storia che non vuole essere una parodia del celebre racconto per bambini – cosa che invece realizzò Jerry Lewis nel suo Il Cenerentolo - ma una farsa dai toni paradossali che tratta di riconoscimento di paternità e successioni.

Federico Cocozza è il figlio acquisito di una famiglia di albergatori, i Carrozza, proprietari dell’albergo Contessa sito in una ridente località di mare. Il suo riconoscimento, avvenuto in età adulta, da parte di Alberto, per volontà testamentaria, crea difficoltà ed imbarazzo fra i componenti il nucleo familiare messi di fronte al fatto compiuto.
Da qualche giorno gli è stato notificato l’atto di riconoscimento. Il padre che non aveva mai conosciuto gli donava, post mortem, un cognome importante e un terzo dei suoi averi. Ma da uomo esperto, non credendo ai sogni, e nemmeno alle favole, prima di dare il suo assenso decide di toccare con mano la consistenza della sua fortuna presentandosi di persona presso l’albergo di famiglia. Evidenti risultano immediatamente le differenze di livello sociale tra i fratelli Carrozza, cresciuti nel benessere, e l’ultimo arrivato di cui non si conoscono i trascorsi, ma che, da quanto sì desume, per la rozzezza dei modi, certamente, non può considerarsi pari a chi si è formato nei migliori College italiani. Intanto l’albergo Contessa sta attraversando un momento difficile. Massimo e Roberto Carrozza, figli legittimi di Alberto, con la colpevole benevolenza della madre Mercedes, si sono indebitati al punto che, se non si trova un finanziatore, l’ufficiale giudiziario pignorerà l’intera struttura per soddisfare le richieste sempre più pressanti dei creditori inferociti. Si rischia il fallimento e forse anche qualche atto d’intemperanza! Mercedes ha chiesto aiuto al suo vecchio amico d’infanzia Giacomo Principe, detto Jack, tornato di recente dall’America ricco sfondato. Lui potrebbe essere la chiave di volta, in questo momento di sofferenza economica.
Jack ha una figlia, Azzurra, una ragazza infelice perché strappata al suo ambiente e portata in Italia dove proprio non ci vuole stare. Ma l’America scottava sotto i piedi di Mr. Principe e a malincuore la famiglia si è dovuta trasferire nel paese d’origine.Il padre della ragazza cerca di inserirla nei migliori salotti; vorrebbe che Azzurra frequentasse le più titolate famiglie italiane. Quella dei Carrozza è certamente una famiglia prestigiosa, un nome importante nell’alta società.
Contattato da Mercedes, Jack ha manifestato l’intenzione di organizzare una festa per Azzurra. Ci saranno ospiti importanti. Mercedes mette a disposizione il suo albergo. E’ l’ opportunità giusta per ricordare la vecchia amicizia e, si spera, per sancire rapporti d’affari, e forse chissà, magari, per legare le due famiglie con un ricco e provvidenziale matrimonio. In casa Federico è tenuto a freno e non gode di tutte le prerogative riservate, invece, ai suoi fratelli. La famiglia lo tiene a distanza. Sono in ballo questioni di interessi. Oltre al cognome, il figlio riconosciuto acquista diritti successori. Ma si sa, nelle favole il danaro non è tutto, e la favola stessa ci aiuterà a trasformare quel rozzo Cenerentolo in un perfetto gentleman dei nostri giorni. 

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