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IO E LA VALIGIA   di Luigi Rezzuti   Ero seduto davanti a quella valigia rigonfia, nella quale gli indumenti avanzavano tanto da “obbligarla” a non...
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“L’UOMO NELLA STORIA”   Giovedì 14 dicembre 2017, alle ore 19,00 la ModartGallery di SABINALBANO, salita Vetriera, 15 Napoli, presenta la mostra...
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LARGO O PIAZZA?   di Antonio La Gala     Spesso nel leggere cose della Napoli antica ci imbattiamo in denominazioni stradali che ci lasciano...
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TANGO DOWN di Gianluca Durante Caccia all’assassino   di Marisa Pumpo Pica     Presso l'Oratorio dell'Arciconfraternita, a Vietri sul Mare, si è...
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NATALE A NAPOLI   di Luigi Rezzuti   Natale è alle porte e,  come ogni anno, si pone il dilemma: albero di Natale, con i suoi lampioncini, i nastri,...
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Tanto va la gatta al lardo… Giro di boia per il Santone Samuele   di Luigi Rezzuti   Sulle pagine de “IL VOMERESE” del mese di marzo 2016,...
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BARCHE E ARTE   di Sergio Zazzera   Una premessa, un tantino articolata, ritengo necessaria: non sono un “tifoso” della Lega e non sono neppure un...
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“Voi mi odiate e io per dispetto vi amo tutti”   Lunedì, 14 marzo, alle ore 18.00, presso la libreria IOCISTO’, in via Cimarosa, 20 (Piazza Fuga),...
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Storia del Bambin Gesù di Gallinaro   di Luigi Rezzuti   Le sette sataniche sembrano avere, oggi più di ieri, una  rilevante forza di attrazione in...
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Salute e Benessere           IL PEPERONCINO ROSSO PUO’ AIUTARE A FERMARE UN INFARTO   di Luigi Rezzuti   Un noto erborista americano afferma di...
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Miti napoletani di oggi.22

NA - USA

 

di Sergio Zazzera

 


Mio padre raccontava che la trepida attesa degli Alleati (non si sa bene di chi,), dopo il loro sbarco a Salerno, fu espressa a Napoli dalla formula: «Ma quando arrivano?», che non tardò a essere sostituita, dopo ch’essi si erano fatti conoscere, dall’altra: «Ma quando se ne vanno?». Tutto ciò avveniva oltre settant’anni fa, nel lontano 1943, e quell’arrivo fu preceduto e accompagnato da un paio di centinaia di raid aerei, con tanto di bombardamenti, che aggiunsero altri danni a quelli provocati dall’attività bellica dei tedeschi, non soltanto a strutture pubbliche, ma anche ad abitazioni private. Da allora, però, il percorso dei rapporti Napoli-U.S.A., con partenza da pane bianco, cioccolata, sigarette e chewing gum e con arrivo a Lehmann Brothers Holdings Inc. dei giorni nostri e relative conseguenze, è stato assai lungo, oltre che assai doloroso.

Qualcuno ha affermato che Napoli sarebbe la città più americana d’Europa; non so se ciò sia vero, ma, se lo fosse, questa condizione sarebbe stata subìta dalla città, suo malgrado, e sarebbe questo il profilo più significativo del mito/falso linguaggio. Una verità, semmai, può essere riconosciuta nella partecipazione di Napoli ai benefici dell’E.R.P. (il cosiddetto Piano Marshall), costituito dagl’interventi economici stanziati dagli U.S.A. per la ricostruzione delle città europee danneggiate dalla guerra; anche qui, però, il mito sembra fare capolino. È anche vero, infatti, che Napoli ha ospitato fino a qualche anno fa il Quartier Generale della N.A.T.O. a Bagnoli, che, per fortuna della città e dei suoi cittadini, è stato aperto al pubblico dopo la sua “liberazione” (è il caso di dirlo, questa volta) il 1° dicembre 2013, con la manifestazione etichettata “Nat’a Bagnoli”. Ed è anche vero che  Napoli ha accolto, fino a pochi decenni fa, nell’ambito del territorio cittadino interi insediamenti di militari statunitensi qui distaccati: si pensi a via Caravaggio o a via Scarfoglio, dove il numero dei cartelli scritti in lingua inglese superava in misura esponenziale quello dei cartelli scritti in italiano. E credo proprio che la presenza lunga e massiccia della N.A.T.O. a Napoli possa essere interpretata come l’ammontare degl’interessi che la città ha dovuto corrispondere sul costo del Piano Marshall.

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