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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica   Revisionare Dante?      Sul filo dei nostri “Pensieri ad alta voce”,  questa volta è di scena Dante....
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Napoli Ottocento, come venivano i turisti   di Antonio La Gala   Negli anni Venti dell’Ottocento cominciarono a crescere i flussi turistici verso...
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Come fu creata Eva   di Luigi Rezzuti     Fu tutta colpa della depressione di Adamo, il quale, non essendo contento di trovarsi nel Paradiso...
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Nascita della stazione di Napoli Centrale   di Antonio La Gala   Tutti i napoletani, quelli meno giovani, per esperienza diretta, gli altri,...
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SEGNALIBRO a cura di Marisa Pumpo Pica   Storie che si biforcano – Wojtek Edizioni di Dario De Marco   Siamo ben lieti di occuparci, dopo molti...
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Un interessante spettacolo di ERIN K   L’Associazione La Stazione & Rock Events hanno presentato, nei giorni scorsi, uno spettacolo live della...
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NOVITA’ NELLA PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE

 

di Annamaria Riccio

 

Negli ultimi cinquant'anni l'aspettativa di vita per l'uomo è aumentata notevolmente. Secondo uno studio statunitense, pubblicato sul New England Journal of Medicine, in questo lasso di tempo abbiamo guadagnato in media 7 anni di vita: la riduzione di mortalità in campo cardiovascolare incide per il 70%, seguita da quella della mortalità infantile (19%), mentre la diminuzione dei decessi per cancro pesa solo per un 3%.

Gli enormi progressi compiuti nel trattamento delle malattie cardiovascolari, dalla ricerca farmacologica alle tecniche diagnostiche e chirurgiche, hanno avuto sicuramente un ruolo fondamentale  nell’assicurare una maggiore attesa e una migliore qualità di vita, ciononostante queste costituiscono ancora, per la loro diffusione, un’urgenza per i Paesi industrializzati. Si sono tenuti, in questi giorni, a Napoli, una serie di incontri, anche con giovani cardiologi, per mettere a punto nuove strategie diagnostiche e terapeutiche in cardiologia, basate sulle più recenti evidenze scientifiche e soprattutto sulla prevenzione delle malattie vascolari. “Campus Cuore” è il convegno realizzato con il supporto incondizionato di Boehringer Ingelheim Italia, che riunisce alcuni tra i più autorevoli e rappresentativi esponenti della cardiologia della Campania, tra i quali il prof. Bruno Trimarco, ordinario di cardiologia dell’Università Federico II di Napoli e Presidente della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare.

Il Centro Interdipartimentale di Ricerca per l’Ipertensione Arteriosa e Patologie Associate (Direttore: Prof. Giovanni de Simone) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ha ospitato in questi giorni il XII Congresso Nazionale “Multi-imaging coronarico e cardiaco”: due giorni di approfondimento sul ruolo delle tecniche di imaging più appropriate nella diagnosi delle patologie cardiovascolari.

Durante il Congresso, aperto a 200 specialisti in Cardiologia e Medicina Interna, sono state illustrate le attualità e le prospettive diagnostiche dell’imaging cardiaco in numerose patologie cardiovascolari. Tra le principali: l’insufficienza mitralica e le nuove metodiche di trattamento chirurgico e parachirurgico; la fibrillazione atriale con un focus sui nuovi anticoagulanti orali, che rappresentano una novità nella prevenzione dell’ictus, ad essa collegata, con un impatto importante sulla qualità di vita del paziente; la cardiopatia ischemica con un focus sui nuovi farmaci modulatori metabolici come la ranolazina;  cardiopatia ipertensiva; le cardiomiopatie e, nello specifico, la diagnosi differenziale per il ‘cuore di atleta’ e la cardiopatia ipertrofica, per ridurre la possibilità di morte cardiaca improvvisa; la diagnostica di imaging in medicina d’urgenza. L’appropriatezza dell’iter diagnostico, reso possibile grazie alle metodiche di imaging disponibili, ha importanti effetti anche sulla terapia, ancor più nel paziente cardiopatico cronico. Ed è, infatti, questo l’intento del Congresso Nazionale “Multi-imaging coronarico e cardiaco”: favorire scelte di appropriatezza diagnostica sulla base di attente e ponderate valutazioni delle metodiche di imaging disponibili in termini di efficacia, di costo e di minor rischio dovuto all’esposizione del paziente.

Infine, particolare attenzione merita la medicina d’urgenza e, in particolare, l’uso della ecografia in urgenza, metodica che permette di trattare in modo più appropriato i pazienti che arrivano nell’unità di Pronto Soccorso e di terapia intensiva.

(Maggio 2014)

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