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LE NAVI DELLA TIRRENIA     (Maggio 2019)
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Andiamo a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   “Two”, una coppia alle prese con dinamiche da bar Alla Sala Pasolini di Salerno nell’ambito della...
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SI’,  CAMBIARE

 

di Mariacarla Rubinacci

 

Ho ascoltato alla radio una canzone di Vasco Rossi ( lo conoscete? Quello di “…vado al massimo…”) e mi ha colpito il testo in cui sono elencate le varie possibilità di dare un volto nuovo alla propria vita.

La macchina (è facile), la donna (è impossibile), la vita (forse), le abitudini, la direzione, la marca di sigarette, magari smettere di fumare, frenare le passioni, non cadere in tentazioni, la mente, la fede, le opinioni, il partito politico. Il mondo...

Sì, cambiare, anche se le abitudini fanno bene e rassicurano. Ma a volte è meglio, anzi, è indispensabile uscire dal seminato. I Latini (saggi) dicevano “semel in anno licet insanire”, è lecito almeno una volta (all’anno!) impazzire.

Già, impazzire, perché per cambiare occorre avere il coraggio di uscire da se stessi. Anche Seneca diceva che le abitudini è meglio troncarle che moderarle.

Andare dal parrucchiere è dire: “Tagli!”

Rovistare tra gli attaccapanni di un negozio Vintage è scegliere un look fuori dalla quotidianità.

Andare in palestra per fare pilates è ripudiare quella rotondità che fa soffrire.

E così  via. E’ certo, le ripetizioni danno sicurezza. Ma le novità definiscono nuovi obiettivi. Però, per affrontare ogni cambiamento è indispensabile piacersi. Lo specchio delle mie brame deve indurre all’ottimismo perché, cambiando l’atteggiamento si generano energie positive. Cambiare è mettere in movimento la mente, è aprirsi a nuove strade, dove il percorrerle porta al miglioramento e, persino, alla crescita. Superare la linea di demarcazione che obbliga in un’area protetta, fatta di persone, luoghi, abitudini, vuol significare allargare la zona stessa per poi sentirsi meglio.

Sì, cambiare. Concediamo alla nostra mente la possibilità di trasgredire alle regole. Basta poco. Ammicchiamo davanti ad una vetrina, diamo di gomito a chi ci sta accanto per coinvolgerlo, gustiamo un nuovo sapore etnico, sorridiamo al giovane nero che sta stendendo il suo cappellino davanti ad un Supermercato, salutiamo il nuovo giorno guardando il cielo per immaginare di volare come quella rondine che sta sfrecciando e non per verificare …se piove!

(Maggio 2014)

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