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Spigolature   di Luciano Scateni   La Cenerentola azzurra Non è la prima volta e temo che non sia l’ultima. La redazione sportiva di Repubblica deve...
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Cambiare oggi il futuro   di Mariacarla Rubinacci   Il compagno della vita non c’è più. Nulla sarà come prima. Devo affrontare il futuro. Devo...
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IN VIAGGIO CON UN RAGAZZO NIGERIANO   di Luigi Rezzuti   Era un ragazzo di sedici anni, lo sguardo vispo, un sorriso sempre stampato sul volto. La...
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ALLA REGGIA DI CASERTA COL TRENO REGGIA EXPRESS   di Luigi Rezzuti   Da metà gennaio del 2017, dalla stazione ferroviaria di Napoli Centrale parte...
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LABORATORIO PUBBLICO DI POESIA   Mercoledì 1 febbraio 2017 presso la libreria L’Altracittà di Roma, via Pavia, 106 inizio ore 18:00 - termine ore...
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IL MIRACOLO DI SAN GENNARO di Henry Weedall   di Luigi Alviggi   Maurizio de Giovanni, prefatore, sottolinea la differenza tra sentimento religioso...
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IL ROLEX RUBATO   di Luigi Rezzuti   Williams, un giovane di nazionalità inglese, dopo aver superato l’esame di laurea con ottimi voti, si concesse...
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NATALE A NAPOLI   di Luigi Rezzuti   Natale è alle porte e,  come ogni anno, si pone il dilemma: albero di Natale, con i suoi lampioncini, i nastri,...
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AGGIORNAMENTI  DAL MONDO DELLA SCUOLA   di Annamaria Riccio   Ce ne sono davvero tante di novità ma, saranno proprio nuove notizie, oppure trattasi di...
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SI’,  CAMBIARE

 

di Mariacarla Rubinacci

 

Ho ascoltato alla radio una canzone di Vasco Rossi ( lo conoscete? Quello di “…vado al massimo…”) e mi ha colpito il testo in cui sono elencate le varie possibilità di dare un volto nuovo alla propria vita.

La macchina (è facile), la donna (è impossibile), la vita (forse), le abitudini, la direzione, la marca di sigarette, magari smettere di fumare, frenare le passioni, non cadere in tentazioni, la mente, la fede, le opinioni, il partito politico. Il mondo...

Sì, cambiare, anche se le abitudini fanno bene e rassicurano. Ma a volte è meglio, anzi, è indispensabile uscire dal seminato. I Latini (saggi) dicevano “semel in anno licet insanire”, è lecito almeno una volta (all’anno!) impazzire.

Già, impazzire, perché per cambiare occorre avere il coraggio di uscire da se stessi. Anche Seneca diceva che le abitudini è meglio troncarle che moderarle.

Andare dal parrucchiere è dire: “Tagli!”

Rovistare tra gli attaccapanni di un negozio Vintage è scegliere un look fuori dalla quotidianità.

Andare in palestra per fare pilates è ripudiare quella rotondità che fa soffrire.

E così  via. E’ certo, le ripetizioni danno sicurezza. Ma le novità definiscono nuovi obiettivi. Però, per affrontare ogni cambiamento è indispensabile piacersi. Lo specchio delle mie brame deve indurre all’ottimismo perché, cambiando l’atteggiamento si generano energie positive. Cambiare è mettere in movimento la mente, è aprirsi a nuove strade, dove il percorrerle porta al miglioramento e, persino, alla crescita. Superare la linea di demarcazione che obbliga in un’area protetta, fatta di persone, luoghi, abitudini, vuol significare allargare la zona stessa per poi sentirsi meglio.

Sì, cambiare. Concediamo alla nostra mente la possibilità di trasgredire alle regole. Basta poco. Ammicchiamo davanti ad una vetrina, diamo di gomito a chi ci sta accanto per coinvolgerlo, gustiamo un nuovo sapore etnico, sorridiamo al giovane nero che sta stendendo il suo cappellino davanti ad un Supermercato, salutiamo il nuovo giorno guardando il cielo per immaginare di volare come quella rondine che sta sfrecciando e non per verificare …se piove!

(Maggio 2014)

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