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SEGNALIBRO a cura di Marisa Pumpo Pica   Napoli 3,0 Sguardi sulla città di Mariacarla Rubinacci Biblioteca dei Leoni, Castelvetrano Veneto,...
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Parlanno ’e poesia 11   di Romano Rizzo    E. A. Mario   E. A. Mario (al secolo Giovanni Gaeta) è stato un monumento nella storia della poesia e...
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LA JUVE VINCE LO SCUDETTO   di Luigi Rezzuti   Nel Campionato di calcio italiano non si può andare oltre il secondo posto perché prima di iniziare la...
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"CONCERTO PER ARCHI E FILI D'ERBA"  
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CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A   di Luigi Rezzuti   Ormai siamo all’ultimo giro di boa del campionato di calcio di serie A. La Juventus ha già vinto...
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Ferdinando aveva due Sicilie   di Antonio La Gala   Perché i Borbone erano re di Due Sicilie, visto che esiste una sola Sicilia? Per capirlo...
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L’intervista   di Marisa Pumpo Pica   Enjoy the Void e il suo album d’esordio “Our Garden”     Si fa strada, nel panorama musicale di questi...
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I “Colloqui di Salerno” 2016   di Claudia Bonasi   Si terrà martedì 18 ottobre, alle ore 11, nella Sala Giunta del Comune di Salerno, la conferenza...
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PIETRE AI GABBIANI

 

di Sergio Zazzera

 

Il lancio degli oggetti di cui al titolo costituisce, in un modo di dire popolare napoletano (menà’ prèt’ê ggavine), il termine di paragone delle attività improduttive e, dunque, anche quella di chi si affanna, nel corso delle campagne elettorali, a cominciare da quella in atto, a promettere all’elettorato la promozione di un referendum popolare per deliberare l’“uscita dall’euro”.

In proposito, sarà utile ricordare che il regime monetario unico europeo fu deliberato dagli Stati contraenti col trattato stipulato a Maastricht il 7 febbraio 1992 e con i suoi trentatré allegati; trattato, la cui ratifica fu autorizzata dal Parlamento italiano con la legge 3 novembre 1992, n. 454.

Ebbene, l’articolo 75, comma 2, della Costituzione italiana esclude espressamente dalle materie che possono costituire oggetto di referendum abrogativo le leggi di ratifica di trattati internazionali, qual è, per l’appunto, quella poco più sopra menzionata. E tale esclusione è determinata dalla necessità che la volontà di abrogazione di tali leggi sia supportata da cognizioni tecniche, che solitamente mancano nell’uomo comune.

Non v’è dubbio che l’inammissibilità di un referendum non osti alla raccolta delle firme, necessaria per avanzarne la richiesta; è evidente, però, che la Corte costituzionale non potrà che dichiarare tale inammissibilità, il che vanificherà quell’attività preparatoria, che oltre tutto ha anche un costo economico non indifferente.

Dunque, la promessa di promuovere il “referendum abrogativo dell’euro” ha tutto l’aspetto di quella che i napoletani definiscono sparata ed è assimilabile, in tutto e per tutto, all’attività di quei furfanti, che in alcuni quartieri popolari di Napoli tentano di vendere ai malcapitati la confezione della telecamera che, in realtà, contiene un mattone.

(Maggio 2014)

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