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CARMINE REZZUTI E QUINTINO SCOLAVINO ESPONGONO  AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI NAPOLI   Dopo aver partecipato alle Biennali di Venezia, alle Quadriennali...
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TANTI AUGURI. MARADONA CHE NON TRADISCE   di Peppe Iannicelli   Napoli e Buenos Aires, il Vesuvio ed il Rio de La Plata,  i vicoli del Decumano e le...
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CORI RAZZISTI IN TUTTI GLI STADI   di Luigi Rezzuti    E’ da quando Aurelio De Laurentiis, acquistò il titolo del fallimento del calcio Napoli, che...
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Juan José Arreola, BESTIARIO   di Luigi Alviggi     Un prologo violento, mezza paginetta, pare voler mandare a gambe all’aria l’intero genere umano e...
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Premio Albatros 2016: “La Famiglia ”   Sabato 16 aprile, alle ore 10.30, in Napoli, via Mezzocannone, nella Basilica di San Giovanni Maggiore, si...
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Europa League 2019   di Luigi Rezzuti   Ogni speranza di vincere lo scudetto, stagione 2018 – 2019, è ormai perduta e questo non perché la vittoria...
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CLAMOROSA INCHIESTA SULLA JUVENTUS   a cura di Luigi Rezzuti   Quando dai social si è saputo che il 22 ottobre 2018 la famosissima trasmissione...
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PIETRE AI GABBIANI

 

di Sergio Zazzera

 

Il lancio degli oggetti di cui al titolo costituisce, in un modo di dire popolare napoletano (menà’ prèt’ê ggavine), il termine di paragone delle attività improduttive e, dunque, anche quella di chi si affanna, nel corso delle campagne elettorali, a cominciare da quella in atto, a promettere all’elettorato la promozione di un referendum popolare per deliberare l’“uscita dall’euro”.

In proposito, sarà utile ricordare che il regime monetario unico europeo fu deliberato dagli Stati contraenti col trattato stipulato a Maastricht il 7 febbraio 1992 e con i suoi trentatré allegati; trattato, la cui ratifica fu autorizzata dal Parlamento italiano con la legge 3 novembre 1992, n. 454.

Ebbene, l’articolo 75, comma 2, della Costituzione italiana esclude espressamente dalle materie che possono costituire oggetto di referendum abrogativo le leggi di ratifica di trattati internazionali, qual è, per l’appunto, quella poco più sopra menzionata. E tale esclusione è determinata dalla necessità che la volontà di abrogazione di tali leggi sia supportata da cognizioni tecniche, che solitamente mancano nell’uomo comune.

Non v’è dubbio che l’inammissibilità di un referendum non osti alla raccolta delle firme, necessaria per avanzarne la richiesta; è evidente, però, che la Corte costituzionale non potrà che dichiarare tale inammissibilità, il che vanificherà quell’attività preparatoria, che oltre tutto ha anche un costo economico non indifferente.

Dunque, la promessa di promuovere il “referendum abrogativo dell’euro” ha tutto l’aspetto di quella che i napoletani definiscono sparata ed è assimilabile, in tutto e per tutto, all’attività di quei furfanti, che in alcuni quartieri popolari di Napoli tentano di vendere ai malcapitati la confezione della telecamera che, in realtà, contiene un mattone.

(Maggio 2014)

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