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Da Nicola Garofano   No, lockdown. Io non voglio restare di nuovo a casa   Patrizia è tornata. Grande successo per il nuovo, divertentissimo video...
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Il limite infranto   di Gabriella Pagnotta   Georges Bataille, filosofo francese del secolo scorso, illumina il nostro tempo con le sue riflessioni...
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IL ROLEX RUBATO   di Luigi Rezzuti   Williams, un giovane di nazionalità inglese, dopo aver superato l’esame di laurea con ottimi voti, si concesse...
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“Quello che vedo”, la webserie sull’autismo di Maurizio Casagrande, in giro per le scuole   di Marisa Pumpo Pica   La webserie “Quello che vedo”,...
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AGGIORNAMENTI  DAL MONDO DELLA SCUOLA   di Annamaria Riccio   Ce ne sono davvero tante di novità ma, saranno proprio nuove notizie, oppure trattasi di...
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STORIE DI CERAMICA     (Giugno 2018)
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Stabia Teatro Festival 2019 - Premio "Annibale Ruccello”   È Peppe Barra l’artista insignito del Premio “Annibale Ruccello” 2019. Una serata...
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La Vesuviana di Domenico Rea   di Antonio La Gala   Domenico Rea era un frequentatore della Circumvesuviana e nelle sue opere ci ha lasciato alcune...
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Al Festival Ethnoi “La Banda della Ricetta” in concerto   di Claudia Bonasi   Si è appena chiuso “Ethnoi” - Festival delle culture del mondo e delle...
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Turismo mondiale: Londra in cima 

                

di Luciano Scateni

 

Se in questa stagione di confronti tra città del mondo, letteratura e cinema raccontano Napoli con la lingua di Gomorra, esportata oltre i confini nazionali, si capisce, insieme ad altri mille fattori, come Napoli sia esclusa dalle metropoli top ten della Terra. Certo non è solo colpa della rappresentazione mediatica della città che, partendo dai media nazionali, si estende alla comunicazione internazionale, ma rimanere in vista per anni con argomenti di pessimo segno, come la spazzatura e la camorra, non ha giovato all’immagine di Napoli e anzi ha sicuramente scoraggiato il turismo. Emblematico è il numero di visitatori degli scavi di Pompei, assolutamente sottodimensionato rispetto all’unicità di quel sito archeologico, significativa è la toccata e fuga dei croceristi, che si trattengono in città per il tempo necessario a un frettoloso tour urbano. Sorprende la graduatoria delle dieci città del mondo, scelte dal turismo mondiale: in cima c’è Londra che, solo con il suo British Museum, conta sette milioni di visitatori, seguita da due metropoli asiatiche, Bangkok e Singapore, da Dubai e dalla prima delle europee, Barcellona. La classifica prosegue con Parigi, surclassata per la prima volta da Londra, New York, Istanbul, Hong Kong e Seul. Roma, nonostante il Vaticano e l’effetto legato alla popolarità di Papa Francesco, è la quarta città più visitata d’Europa. Venezia, Firenze e Napoli seguono a molta distanza. Così dicono le statistiche, elaborate dall’Office for National Statistic, agenzia inglese che, in quanto tale, è contestata da Parigi, ma sta di fatto che sarebbero quasi diciassette i milioni di turisti che hanno scelto la capitale britannica e la sua offerta di beni culturali, luoghi di svago, ricettività e ristorazione. La città del sindaco Johnson ha ricevuto dal turismo undici miliardi di sterline e l’incremento del quattordici per cento nel 2013, rispetto all’anno precedente, sorprende in quanto si è verificato nell’anno successivo alle Olimpiadi e al Giubileo di Diamante per i sessanta anni di regno della regina Elisabetta. Il traguardo di Londra sembra irraggiungibile per chiunque, costruito in decenni di efficienza organizzativa, di opportunità culturali e di svago, di civiltà dei comportamenti e, in sostanza, di comfort per i visitatori.

(Maggio 2014)

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