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PER TOTO'     (Maggio 2017)
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MILLE VOCI PER AMATRICE   di ANNAMARIA RICCIO   Il cuore della D’Ovidio Nicolardi questa volta batte per Amatrice. Un concerto al cinema Plaza lo...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Succede che razzoli male chi predica bene Ma da che dissacrante pulpito il re Mida dei comici arringa il popolo...
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SEGNALIBRO   a cura di Marisa Pumpo Pica   Fiori del mio campo, di Giovanni Baiano, Cosmopolis Edizioni Napoli   Uomo d’altri tempi, Giovanni...
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Anno nuovo. Tasse e adempimenti fiscali   di Antonio Esposito   Inizia un nuovo anno, buoni propositi, oroscopo, mille incognite, una sola certezza...
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DIANA FRANCO PER IL QUIRINALE   Il dipinto su cristallo, intitolato Terrae Motus, donato dall’artista napoletana Diana Franco al Quirinale, è esposto...
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AL PAN DI NAPOLI LE “OMBRE” DI ARMANDO DE STEFANO   Dal 19 maggio al 25 giugno, una mostra curata da Mimma Sardella. Armando De Stefano omaggia Jorge...
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LA PROTESTA CONTRO L’INVALSI

 

di Annamaria Riccio

 

In primavera si riaccende la disputa tra detrattori e sostenitori delle prove Invalsi, che si affacciano periodicamente per saggiare il livello raggiunto dagli studenti.

Il 6 e 7 maggio si sono cimentati gli alunni delle scuole di primo grado, il 13, quelli delle superiori. Se i bambini delle elementari hanno affrontato la prova per dovere di scolari, quelli più grandi non hanno del tutto digerito la somministrazione, che si è svolta non senza polemiche e qualche rimostranza.

L’invito a boicottare le prove è stato innescato da genitori, studenti, docenti e sindacati che hanno definito i test Invalsi “Un meccanismo di valutazione escludente e ingiusto, tendente a rendere la scuola pubblica sempre più al servizio delle logiche manageriali”.

Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione Studenti, accusa lo Stato di spendere”16 milioni di euro per finanziare questo strumento di valutazione dannoso e inutile”.

Tra gli insegnanti le correnti di pensiero si sdoppiano: chi pensa che questi  test non hanno nulla a che vedere con i programmi che il Ministero prescrive e chi sostiene che i giovani mancano di capacità logiche e temono di mettersi in gioco.

La ricaduta può essere psicologica, nel caso si tratti solo di una statistica nazionale per confrontare i livelli tra le varie scuole del territorio nazionale, ma anche fattiva sulla valutazione, quando, ad esempio, sono gli studenti della scuola media che, anche quest’anno, precisamente il 19 giugno, si cimenteranno nel corso degli esami: il punteggio scende paurosamente nella maggior parte dei casi, modificando la media per la valutazione finale. Si può immaginare la conseguenza che le prove possano avere sull’esame di maturità che, sembra, dal prossimo anno sarà “arricchito” anch’esso dall’Invalsi.

Oltralpe si respira già aria di rivolta e le notizie arrivano proprio da eminenti pedagogisti che sottolineano come i test proposti possano ridurre la gioia dell’apprendimento e come la super globalizzazione finisca, purtroppo,  per mortificare le specificità che fanno la cultura del pianeta.

(Maggio 2014)

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