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A Sorrento in tram

 

di Antonio La Gala

 

Fino a quasi metà Ottocento, quando Ferdinando II aprì l’antenata della strada “Strada Statale 145 Sorrentina”, Sorrento e la sua penisola, per via di terra, erano isolate rispetto a Napoli. Le ferrovie e le strade, provenienti dalla città partenopea, si fermavano a Torre Annunziata ed a Castellammare. Non c’era quindi un collegamento diretto e, per di più, mancavano anche collegamenti fra Sorrento e le località da cui poter raggiungere Napoli con ferrovie o strade.

In pratica la penisola  era raggiungibile quasi solo per mare. 

L’iniziativa di collegare Castellammare con Sorrento, con una linea tranviaria, fu presa nel 1885 dall’industriale francese Giuseppe Haour, che ottenne la Concessione per costruirla e gestirla. Stufatosi degli ostacoli burocratici, poi la passò alla “Società per Azioni delle Tramvie Sorrentine”, in sigla “STS”, sorta nel 1903.

L’esecuzione dei lavori incontrò molte difficoltà, perché la strada, su cui doveva passare la vecchia strada borbonica, correva in una zona scoscesa e a mezza costa. Era stretta, e stretti erano i raggi delle curve. Fra gli ostacoli c’erano anche le opposizioni di alcuni paesi, che non gradivano il passaggio dei tram nei loro centri.

La tramvia comunque andò in porto e fu inaugurata il 20 gennaio 1906.

Ebbe subito vita difficile per i numerosi svii dei tram e connessi incidenti, all’epoca non coperti da assicurazioni. Inoltre i flussi turistici furono minori di quelli previsti. Poi ci si mise anche la prima guerra mondiale.

Le ulteriori difficoltà, connesse alla guerra, oltre a portare la Società in dissesto, le impedirono di realizzare i collegamenti, da un lato fino a Massa Lubrense e, dall’altro lato, fino a Torre Annunziata per congiungersi alla Circumvesuviana che, all’epoca, non arrivava ancora a Castellammare, ma si fermava a Torre.

Agli inizi degli anni Trenta intervenne la Vesuviana ad aiutare la STS, imponendole però, in contropartita, una specie di protettorato.

Nel 1934 le due società si incontrarono a Castellammare, quando questa fu raggiunta dal prolungamento ferroviario della Circumvesuviana.

In molte immagini dell’epoca si vedono i tram sorrentini stazionare fuori la nuova stazione della Vesuviana.

Il capolinea dei tram per Sorrento si spostò davanti la stazione di Castellammare della Vesuviana. I circa 20 kilometri della linea per Sorrento venivano percorsi in poco più di un’ora e mezzo, da tram distanziati fra loro di mezzora.

Poco dopo intervenne la nuova guerra, che procurò alla tranvia forti disagi e notevoli danni, fra cui la distruzione del ponte di Seiano.

Prima che la guerra finisse del tutto, a partire dal luglio 1944, la Vesuviana cominciò a prolungare la sua linea da Castellammare a Sorrento, prolungamento che fu inaugurato da Alcide De Gasperi il 6 gennaio 1948.

Lo stesso giorno in cui i treni della Vesuviana arrivarono a Sorrento, fu chiusa la tramvia Castellammare-Sorrento, che da quel momento sarebbe diventata un inutile doppione.

Di essa ci resta il ricordo attraverso le immagini che ritraggono il tram in Piazza Tasso a Sorrento. Oppure ce lo mostrano nelle curve della strada “Sorrentina”, fra gli aranceti, lungo tornanti ripidi e stretti. Oppure ancora, in sosta in punti panoramici, in attesa di “concidenze”. Qui però i viaggiatori consideravano l’attesa non una noia, ma una gioia, un’occasione per godere le meraviglie di quel panorama.

(Maggio 2014)

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