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BOCCA   DI   PIETRA, di   Maria  Cristina  Alfieri   di Luigi Alviggi   Opera d’esordio nel campo letterario dell’Autrice (Milano, 1968) -...
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 “I Tesori di carta” di San Domenico Maggiore   di Luciana Alboreto    Napoli in auge per l’inaugurazione della mostra “I Tesori di Carta” di San...
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FIDUCIA ZERO

 

di Luciano Scateni

 

Fidarsi, dice un noto proverbio, è bene ma … non fidarsi è anche meglio.

 Mai detto popolare è stato più appropriato a eventi che coinvolgono i vertici della Guardia di Finanza, implicati in fatti di corruzione per milioni di euro.

 Cosa ci rimane per credere nelle istituzioni? Della politica marcia è piena la cronaca giudiziaria da oltre vent’anni.

Il clou del malaffare, che si pensava rappresentato dall’inchiesta “Mani pulite” e dalla repressione di tangentopoli, si è dimostrato addirittura poca cosa di fronte alle ruberie della seconda repubblica.

Nel crogiuolo delle nefandezze sono rappresentati, in modo cospicuo, gli uomini di tutti i partiti tradizionali, il gotha dell’imprenditoria, faccendieri, magistrati e rappresentanti di rango delle forze dell’ordine.

Di che meravigliarsi se il popolo degli elettori comincia a disertare le urne? Chi salvare dalle sabbie mobili di scandali milionari, che toccano il mondo delle banche e, soprattutto, quello delle grandi opore pubbliche? E’ poi incomprensibile l’ostilità degli investitori stranieri a considerare l’Italia un territorio ospitale? Matteo Renzi è reduce da un tour nell’emisfero asiatico, dove ha gettato esche per attirare capitali e iniziative imprenditoriali nel nostro Paese, ma come? Azzerando il mondo dei media che raccontano gli scandali all’italiana? Era al corrente delle ultime vicende per cui sono in manette uomini ai vertici della Guardia di Finanza e loro complici, collettori di somme milionarie per evitare i controlli dell’arma? Nel frattempo il magistrato, chiamato a giudicare la task force anti corruzione, Raffaele Cantone, denuncia di non essere in grado di agire adeguatamente per insufficienza di uomini disponibili e l’impossibilità di sanzionare  i reati.

Si tratta solo di deplorevoli ritardi o c’è ancora chi rema contro per impedire che la struttura funzioni a pieno regime? Maroni, considerati gli aspetti giudiziari che incombono, lancia l’allarme sulla possibilità che Expo milanese non sia pronto per la data dell’inaugurazione, Renzi risponde con l’ottimismo giovanile che lo caratterizza e speriamo che sia quest’ultimo ad evitarci una figuraccia mondiale.

(giugno 2014)

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