NEWS

Il “Serraglio” del Vomero   di Antonio La Gala   A Napoli la parola “Serraglio” rievoca l’Albergo dei Poveri di piazza Carlo III perché, per un...
continua...
RITROVARSI  A  PARIGI di   Gaito  Gazdanov   Di Luigi Alviggi   Gaito Gazdanov (San Pietroburgo, 1903 – 1971), figlio di un guardaboschi, nel 1920...
continua...
Progetto di marchio d’area “Valle di Suessola”   Entra nella fase operativa il progetto di marchio d’area “Valle di Suessola” promosso dall’Associazione...
continua...
NATALE A NAPOLI   di Luigi Rezzuti   Natale è alle porte e,  come ogni anno, si pone il dilemma: albero di Natale, con i suoi lampioncini, i nastri,...
continua...
Gli studenti ignoranti   di Annamaria Riccio   Una lettera, firmata da 600 docenti universitari e indirizzata al governo, ha suscitato non poco...
continua...
Andiamo a Teatro a cura di Marisa Pumpo Pica   Gli Ipocriti AL TEATRO DIANA     Al teatro Diana, da mercoledì 27 aprile, “Gli Ipocriti” presenta...
continua...
HADDA  FERNI’  STA  PANDEMIA   di Luigi Rezzuti   Appena potrò, metterò le scarpe più comode che ho e farò tanti di quei chilometri a piedi che...
continua...
Antonella Morea La mamma di Casa Surace, diventa un fumetto e una supereroina   L’attrice e cantante Antonella Morea diventa un fumetto, grazie alle...
continua...
SARRI ALLA JUVE   di Luigi Rezzuti   Quest’estate, oltre alle consuete incognite del  calciomercato, ci sono state anche dell novità per alcune...
continua...
“Voi mi odiate e io per dispetto vi amo tutti”   Lunedì, 14 marzo, alle ore 18.00, presso la libreria IOCISTO’, in via Cimarosa, 20 (Piazza Fuga),...
continua...

Miti napoletani di oggi.25

LA PIZZA

 

di Sergio Zazzera

 


C’era una volta la pizza, che qualcuno riteneva discendente delle “mense”, vale a dire quei dischi di pane che, secondo la narrazione omerica, avevano la funzione degli odierni piatti e che al termine del pranzo erano dati come avanzi ai servi. Altri, viceversa, la consideravano nata a Eleusi, col nome di πλάξ. E in principio era quella più semplice, nota col nome di “napoletana” (aglio, olio, pomodoro, origano, basilico), poi soppiantata nei gusti dei napoletani dalla celeberrima “margherita”, che Rafiluccio Esposito, marito di Giovannina Brandi, titolare della non meno celebre pizzeria di via Chiaja, inventò in onore dell’omonima regina. Altre ancora ne vennero, come l’ormai scomparsa pizza “alla mastu Nicola” (‘nzogna, caso e vasenicòla) o come il tuttora trionfante cazóne (ripieno di salame – non prosciutto –, ricotta e mozzarella, condito con sugna – non olio –), con la sua variante fritta, detta “oggi a otto”, perché acquistata a credito.

La progressiva mitizzazione della pizza cominciò con la proposta di varianti, come la “quattro stagioni” (quattro spicchi di gusti differenti) e la “capricciosa”, spuria, perché di tradizione romana, nella quale i gusti sono ben più di quattro e tutti mescolati in maniera assolutamente casuale.

Il vero e proprio mito – vale a dire, il linguaggio falso – della pizza, però, è venuto formandosi lungo diverse direttrici. La prima è quella di una nouvelle cuisine quanto mai cafona, che guarnisce la pizza con lasagna, pasta e fagioli, parmigiana di melanzane e perfino baccalà. La seconda è quella di “templi” di un tempo – e valga per tutti l’esempio di Michele al Trianon –, che l’elevato tasso di frequentazione ha ridotto press’a poco al rango di fast food, nel senso di un “mordi e fuggi”, al quale ti costringe la fila di avventori che si accalca all’ingresso, in attesa di poter occupare il tuo posto. Il tutto, anche a scapito della qualità dell’offerta, tutto sommato, ancora positiva, ma più che un tantino lontana da quella di una volta. La terza è la conseguenza dell’“espatrio” della pizza: la si può mangiare a Milano cotta in forni al kerosene, a Roma con una consistenza pari a su pani carasau dei sardi, a New York in forma di pizza pie, delle dimensioni di una ròt’’e carro (laddove quella autentica non deve debordare dai margini di un comune piatto da pietanza). Insomma, povera pizza.

(Luglio 2014)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen