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Un libro a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Sabato, 5 marzo, alle ore 11.30, nella sala del Teatro Diana, nell’ambito della rassegna...
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“L’ULTIMO SCUGNIZZO”   di Luigi Rezzuti   “L’ultimo scugnizzo” è una commedia in tre atti, rappresentata da Viviani per la prima volta nel 1932 al...
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Caccia al tesoro   di Luigi Rezzuti   A chi non è mai capitato di non ricordare dove si è conservato un oggetto a cui si è particolarmente...
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Città della Scienza rinasce dalle sue ceneri Corporea e il Planetario 3D   di Luciana Alboreto   Napoli, come da ogni evento nefasto, rinasce...
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Premio letterario “Trivio” 2016 - Cerimonia di premiazione al Pan di Napoli   di Marisa Pumpo Pica   La cerimonia di premiazione della prima...
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Galleria Salotto Cerino - Pozzuoli “Il golfo di Napoli  tra storia, natura e degrado”   Giovedì, 2 marzo, alle ore 19,  è stata inaugurata la mostra...
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SEGNALIBRO   a cura di Marisa Pumpo Pica   Fiori del mio campo, di Giovanni Baiano, Cosmopolis Edizioni Napoli   Uomo d’altri tempi, Giovanni...
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MAGGIO DEI MONUMENTI   di Luigi Rezzuti   La 24° edizione del “Maggio dei Monumenti” è partita il 28 aprile per terminare il 3 giugno...
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TANTI AUGURI. MARADONA CHE NON TRADISCE   di Peppe Iannicelli   Napoli e Buenos Aires, il Vesuvio ed il Rio de La Plata,  i vicoli del Decumano e le...
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Miti napoletani di oggi.66 L’EDITORE   di Sergio Zazzera   L’Enciclopedia Treccani definisce “editore” «chi esercita l’industria della produzione e...
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IL NUOVO ANNO SCOLASTICO TRA CRITICHE E INNOVAZIONI

 

di Annamaria Riccio

 

Non senza polemiche inizia il nuovo anno scolastico, alla luce di prossime innovazioni  sia per i docenti , che per gli alunni e per le loro famiglie.

L’estate è stata non poco turbolenta, non solo metereologicamente,  anche politicamente e, più di tutto, socialmente.  L’attuale governo, che giustamente tende a far quadrare il cerchio di un’Italia alla deriva, dimentica una cosa essenziale: non si vive per lavorare, ma si lavora per vivere….e se la vita è un diritto naturale, è ( dovrebbe esserlo) anche il lavoro. Premessa questa, che raccoglie la sintesi del malcontento generale. I precari, o meglio, chi non ha un lavoro stabile, sono sul piede di guerra e il settore scuola è fortemente compromesso. Si fa un gran parlare delle migliaia di posti di lavoro disponibili per l’istruzione, ma ancora non si è capito come queste nuove assunzioni verrebbero gestite e come la ricaduta potrebbero abbattersi  su coloro che sono agli ultimi anni della carriera e anelano la tanto attesa pensione. La “coperta” quindi dove tende? Mi spiego: i finanziamenti per le nuove assunzioni danno adito a pensare che gli stessi vadano a gravare su quelle fetta di precari che al momento si accontenta solo di qualche supplenza e sulle spalle di insegnanti di ruolo che già lavorano alacremente per adeguarsi alle nuove linee ministeriali. La proposta di  riforma prevede, infatti, che una buona parte del personale, venga sostituita dagli stessi colleghi. Non solo, si parla di abolizione delle graduatorie provinciali, si parla…si parla…

Intanto si attua la nuova normativa sull’adozione dei registri on line: i docenti sono chiamati a corsi ed esercitazioni che vanno ben oltre la propria formazione, che si delinea artificiosa e onerosa, specialmente per coloro che, sotto pensione, devono rimettersi a studiare metodologie e strategie per essere aggiornati. L’ironia è che “Il diavolo fa le pentole e non i coperchi”, molti istituti sono infatti sprovvisti di materiale informatico non ancora fornito del tutto alle scuole.  Vien da pensare che nell’adeguamento alle novità e nell’adempimento delle fasi necessarie ad una moderna lezione, forse rimane ben poco del tempo da dedicare proprio agli studenti. Alternativa? Doppio lavoro da svolgere fuori dall’orario di servizio. I genitori invece,  già abituati alla visualizzazione delle valutazioni degli scrutini, potrebbero apprendere addirittura il risultato di un’interrogazione prima del proprio figliolo...

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