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Sul Covid 19 - Una brutta storia - L’attacco a Paolo Ascierto   di Marisa Pumpo Pica   Avevamo deciso di non parlare del Covid 19 su questa pagina...
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L’ELEFANTE  E  LA  FORMICA, di  Eleonora  Bellini   di Luigi Alviggi     Questo lavoro rinnova la memoria su Mohandas Gandhi (1869–1948), il Mahatma...
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Gli studenti ignoranti   di Annamaria Riccio   Una lettera, firmata da 600 docenti universitari e indirizzata al governo, ha suscitato non poco...
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RITROVARSI  A  PARIGI di   Gaito  Gazdanov   Di Luigi Alviggi   Gaito Gazdanov (San Pietroburgo, 1903 – 1971), figlio di un guardaboschi, nel 1920...
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SI E’ CONCLUSO IL GIRONE D’ANDATA DEL CAMPIONATO DI CALCIO   di Luigi Rezzuti   Ad aggiudicarsi il girone d’andata è stata, come da previsioni, la...
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LUIGI NECCO MUORE ALL’ETA’ DI 83 ANNI   di Luigi Rezzuti   E’ morto Luigi Necco all’ospedale Cardarelli di Napoli per insufficienza respiratoria. I...
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Il Leicester vince il campionato di calcio inglese   di Luigi Rezzuti   In un campionato di calcio pulito, come quello inglese, può vincere anche una...
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Parlanno ’e poesia 4 - Giovanni Boccacciari   di Romano Rizzo   Una fìgura di primo piano, nel panorama della poesia napoletana è stata, senza dubbio,...
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CHIUSO IL CALCIO MERCATO INVERNALE   di Luigi Rezzuti   Si è concluso il calcio mercato invernale 2017. Quest’anno, a differenza delle passate...
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“L’ULTIMO SCUGNIZZO”   di Luigi Rezzuti   “L’ultimo scugnizzo” è una commedia in tre atti, rappresentata da Viviani per la prima volta nel 1932 al...
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IL NUOVO ANNO SCOLASTICO TRA CRITICHE E INNOVAZIONI

 

di Annamaria Riccio

 

Non senza polemiche inizia il nuovo anno scolastico, alla luce di prossime innovazioni  sia per i docenti , che per gli alunni e per le loro famiglie.

L’estate è stata non poco turbolenta, non solo metereologicamente,  anche politicamente e, più di tutto, socialmente.  L’attuale governo, che giustamente tende a far quadrare il cerchio di un’Italia alla deriva, dimentica una cosa essenziale: non si vive per lavorare, ma si lavora per vivere….e se la vita è un diritto naturale, è ( dovrebbe esserlo) anche il lavoro. Premessa questa, che raccoglie la sintesi del malcontento generale. I precari, o meglio, chi non ha un lavoro stabile, sono sul piede di guerra e il settore scuola è fortemente compromesso. Si fa un gran parlare delle migliaia di posti di lavoro disponibili per l’istruzione, ma ancora non si è capito come queste nuove assunzioni verrebbero gestite e come la ricaduta potrebbero abbattersi  su coloro che sono agli ultimi anni della carriera e anelano la tanto attesa pensione. La “coperta” quindi dove tende? Mi spiego: i finanziamenti per le nuove assunzioni danno adito a pensare che gli stessi vadano a gravare su quelle fetta di precari che al momento si accontenta solo di qualche supplenza e sulle spalle di insegnanti di ruolo che già lavorano alacremente per adeguarsi alle nuove linee ministeriali. La proposta di  riforma prevede, infatti, che una buona parte del personale, venga sostituita dagli stessi colleghi. Non solo, si parla di abolizione delle graduatorie provinciali, si parla…si parla…

Intanto si attua la nuova normativa sull’adozione dei registri on line: i docenti sono chiamati a corsi ed esercitazioni che vanno ben oltre la propria formazione, che si delinea artificiosa e onerosa, specialmente per coloro che, sotto pensione, devono rimettersi a studiare metodologie e strategie per essere aggiornati. L’ironia è che “Il diavolo fa le pentole e non i coperchi”, molti istituti sono infatti sprovvisti di materiale informatico non ancora fornito del tutto alle scuole.  Vien da pensare che nell’adeguamento alle novità e nell’adempimento delle fasi necessarie ad una moderna lezione, forse rimane ben poco del tempo da dedicare proprio agli studenti. Alternativa? Doppio lavoro da svolgere fuori dall’orario di servizio. I genitori invece,  già abituati alla visualizzazione delle valutazioni degli scrutini, potrebbero apprendere addirittura il risultato di un’interrogazione prima del proprio figliolo...

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