NEWS

MARISA  PAPA  RUGGIERO, JOCHANAAN   Martedì, 11 aprile, alle ore 17, presentazione del poemetto "Jochanaan",  di Marisa  Papa  Ruggiero, edito da...
continua...
L’ELEFANTE  E  LA  FORMICA, di  Eleonora  Bellini   di Luigi Alviggi     Questo lavoro rinnova la memoria su Mohandas Gandhi (1869–1948), il Mahatma...
continua...
 I teatri dei bisnonni   di Antonio La Gala     Come si divertivano a teatro i nostri nonni e bisnonni napoletani? Sappiamo molto sui teatri più...
continua...
SVEGLIA! Edizioni Spartaco al Salone internazionale del libro di Torino Lingotto Fiere - Dal 18 al 22 maggio Stand J38   Intenso, corposo, amaro: è...
continua...
7 marzo. Il fascino dell’immaginario, ovvero la creatività   Creatività: anche su questo indaga la Scuola di Palo Alto, prima al mondo per le ricerche...
continua...
BOMBE DI MERCATO   di Luigi Rezzuti   E’ da poco terminato il Campionato italiano di calcio di Serie A e già gli addetti ai lavori sono impegnati in...
continua...
FIORI DEL MIO CAMPO  
continua...
OPERAZIONE SAN GENNARO   di Sergio Zazzera     Non è del film di Dino Risi che intendo occuparmi, bensì della recente vicenda del decreto del...
continua...
Miti napoletani di oggi.58 IL CORTEO FUNEBRE   di Sergio Zazzera   Un mattino qualsiasi di un giorno qualsiasi, in una strada qualsiasi di un...
continua...
NATALE IN CASA CUPIELLO   di Luigi Rezzuti   Si avvicina il Natale e quale migliore occasione per riproporre “Natale in casa Cupiello”? La commedia...
continua...

Miti napoletani di oggi.26

POSILLIPO

 

di Sergio Zazzera

 

Per gli antichi era il luogo di pace, di riposo, di distensione, per eccellenza, come già sta a dimostrare l’etimologia del nome (< παύω + λυπή), e di quella pace, di quel riposo, di quella distensione parlano le canzoni che poeti e musicisti napoletani gli hanno dedicato (Pusìlleco addiruso, di Ernesto Murolo e Salvatore Gambardella, 1904; Ll’addio, di Libero Bovio e Vincenzo Valente, 1923; Piscatore ‘e Pusìlleco, di Ernesto Murolo ed Ernesto Tagliaferri, 1925).

Prediletta dalle personalità più in vista dell’età romana, ne conserva le tracce, fra l’altro, nella “Scuola di Virgilio” e nella “Grotta di Seiano”. Tale predilezione, poi, continuò nel ‘600, quando il viceré Medina de las Torres vi fece costruire da Cosimo Fanzago il “Palazzo Donn’Anna”, residenza della sua consorte Anna Carafa, e nei secoli successivi, quando le migliori famiglie napoletane vi si fecero costruire splendide dimore, come villa Roccaromana, villa Gerace, villa Bechi (poi Beck), villa Martinelli, fino a villa Rosebery, divenuta poi residenza del re e oggi del Capo dello Stato.

Il mito (= linguaggio falso) di Posillipo ha cominciato a nascere alla metà del secolo scorso, quando, accanto a vere e proprie opere d’arte, come villa Oro e villa Savarese, ideate dal genio di Luigi Cosenza, la speculazione edilizia del “laurismo” diede vita a veri e propri scempi, come i parchi Sagliocco o come il comprensorio di “falsa edilizia popolare ed economica” sorto accanto al parco Del Vecchio, in via Nevio, e come le tante ville appartenenti a figure del mondo dello spettacolo, dello sport e perfino della criminalità, organizzata e non. Da quel momento, infatti, Posillipo ha cessato di essere luogo di delizie, per assumere la fisionomia di status symbol, svuotato delle connotazioni positive, che fino a quel momento lo avevano caratterizzato.

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen