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Parlanno 'e poesia   di Romano Rizzo   Antonino Alonge (Palermo, 20 settembre 1871 - Milano, 13 agosto 1958). Poeta e giornalista, visse a Napoli...
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Martedì 4 luglio al via "Vietri in Scena" Oltre 20 appuntamenti gratuiti a Villa Guariglia, Villa Comunale e Palazzo della Guardia   Al via domani...
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L’antica chiesa di S. Gennariello   di Antonio La Gala   La chiesa più antica del Vomero è quella di S. Gennariello, in Via Cifariello, più nota...
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A nord del crepuscolo orientale   Mercoledì, 9 Marzo 2016, alle ore 17 presso l’Istituto italiano per gli studi filosofici, Palazzo Serra di Cassano,...
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Antichi giardini di ville campane   di Antonio La Gala   Spesso nel visitare qualche antica villa napoletana o campana restiamo colpiti dal...
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BROCCOLINCOLLINA Il VOMERO, un quartiere che rappresenta un unicum a Napoli ed in Italia. Una vera città nella città, con una storia, un patrimonio...
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“Voi mi odiate e io per dispetto vi amo tutti”   Lunedì, 14 marzo, alle ore 18.00, presso la libreria IOCISTO’, in via Cimarosa, 20 (Piazza Fuga),...
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La Germania necessaria     Venerdì 24 novembre 2017, ore 17.00, presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove - Via...
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XXI edizione del Premio Montale Fuori di Casa  Il riconoscimento a Massimo Gramellini     Queste le motivazioni con cui è stato assegnato il XXI...
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L’INFANZIA MALTRATTATA

 

di Annamaria Riccio

 

“Fiori nella roccia” è il titolo della raccolta di poesie che la professoressa Marisa  Pumpo,  Presidente dell’Associazione culturale “Cosmpopolis”  mi ha gentilmente donato.  Ho apprezzato il gradito presente, che ho posato sulla mia scrivania ieri sera, senza soffermarmi sul titolo e su la stesura. Stamattina di buona lena mi sono destata e lo sguardo è caduto proprio lì, sul piccolo testo che mostrava un bellissimo e coloratissimo fiore incastrato su un suolo brullo e roccioso. Immediata la riflessione sulla delicatezza dei versi subito letti e di pronta associazione nell’antitesi con il contesto di vita attuale.

Ma il pensiero è andato ad altri fiori in altre rocce…ponendosi  nitido il parallelismo calato sulla cronaca che viviamo, troppo spesso, negli ultimi tempi. I fiori, i bimbi, gli adolescenti, gli innocenti che subiscono le più atroci sevizie in questo mondo di pietra che nulla ha a che vedere con l’immagine di una società rassicurante e protettiva nei confronti di un minore. Quale mente distorta potrebbe partorire tali crudeltà? Eppure sono i personaggi che si incontrano solitamente, che mai si penserebbe arrivassero a tanto. Sono i datori di lavoro, sono i compagni di banco, sono…i genitori.  La storia del ragazzo del compressore che ha avuto un’eco di sdegno in tutt’Italia, con critiche e polemiche andate ben oltre l’accaduto, ha disinnescato acredini sopite, nord contro sud e viceversa, colpevolizzando le menti meridionali di malattia da inquinamento ambientale. Non son passati neanche pochi giorni, che ecco riapparire alla ribalta della cronaca un episodio simile, questa volta al nord. Il fatto è stato prontamente sdrammatizzato per non creare un caso, ma c’era poco da scherzare: il povero ragazzo ha subito sorte simile al napoletano. E non finisce qui. Ciò che i media non sempre comunicano, viene sbandierato dai social network che vomitano quotidianamente notizie raccapriccianti sui piccoli protagonisti della cronaca.

Troppa amarezza, troppo dolore. Riprendo il mio libro, lo apro, mi addentro tra quei “fiori”, nella speranza che attorno possa presto crescere un prato verde.

Ringrazio di cuore la professoressa Riccio non solo e non tanto per le belle parole usate e per gli apprezzamenti rivolti all’Antologia poetica edita da Cosmopolis quanto per aver mostrato una grande sensibilità nell’accostare i Fiori nella roccia all’infanzia lasciata a se stessa in una società come la nostra.

Marisa Pumpo Pica

 (Ottobre 2014)

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