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Presentazione libro Riceviamo e volentieri pubblichiamo Salotto Cerino   Giovedì 4 aprile, alle ore 18, nella Sala Sannazaro, Via Mergellina, 9/B...
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COLPISCI  IL  TUO  CUORE, di Amélie Nothomb   di Luigi Alviggi   Profondo e toccante questo romanzo, decisamente una rassegna di personaggi esulanti...
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 “CU ‘O CHIUMMO E CU ‘O CUMPASSO” (relazione svolta al convegno sul tema omonimo, tenutosi il 6 dicembre nella Confraternita di S. Antonio di...
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Spigolature   di Luciano Scateni   L’ottimismo si chiama Apple Indossa il giacchino blu di metalmeccanico, stinto dalla fatica, sbiadita la scritta...
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  Miti napoletani di oggi. 55 IL NUOVO SIMBOLISMO NATALIZIO   di Sergio Zazzera   Sono molte, al mondo, le città che anelano a “toccare il cielo”:...
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Andiamo a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Antonio Poli debutta nel ruolo de Il Duca di Mantova nella nuova produzione di “Rigoletto”, in scena...
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Un interessante spettacolo di ERIN K   L’Associazione La Stazione & Rock Events hanno presentato, nei giorni scorsi, uno spettacolo live della...
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RITIRO DEL NAPOLI A DIMARO FOLGARIDE   di Luigi Rezzuti   Si avvicina il precampionato del Napoli, che, dopo una stagione non entusiasmante, ma...
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L’INFANZIA MALTRATTATA

 

di Annamaria Riccio

 

“Fiori nella roccia” è il titolo della raccolta di poesie che la professoressa Marisa  Pumpo,  Presidente dell’Associazione culturale “Cosmpopolis”  mi ha gentilmente donato.  Ho apprezzato il gradito presente, che ho posato sulla mia scrivania ieri sera, senza soffermarmi sul titolo e su la stesura. Stamattina di buona lena mi sono destata e lo sguardo è caduto proprio lì, sul piccolo testo che mostrava un bellissimo e coloratissimo fiore incastrato su un suolo brullo e roccioso. Immediata la riflessione sulla delicatezza dei versi subito letti e di pronta associazione nell’antitesi con il contesto di vita attuale.

Ma il pensiero è andato ad altri fiori in altre rocce…ponendosi  nitido il parallelismo calato sulla cronaca che viviamo, troppo spesso, negli ultimi tempi. I fiori, i bimbi, gli adolescenti, gli innocenti che subiscono le più atroci sevizie in questo mondo di pietra che nulla ha a che vedere con l’immagine di una società rassicurante e protettiva nei confronti di un minore. Quale mente distorta potrebbe partorire tali crudeltà? Eppure sono i personaggi che si incontrano solitamente, che mai si penserebbe arrivassero a tanto. Sono i datori di lavoro, sono i compagni di banco, sono…i genitori.  La storia del ragazzo del compressore che ha avuto un’eco di sdegno in tutt’Italia, con critiche e polemiche andate ben oltre l’accaduto, ha disinnescato acredini sopite, nord contro sud e viceversa, colpevolizzando le menti meridionali di malattia da inquinamento ambientale. Non son passati neanche pochi giorni, che ecco riapparire alla ribalta della cronaca un episodio simile, questa volta al nord. Il fatto è stato prontamente sdrammatizzato per non creare un caso, ma c’era poco da scherzare: il povero ragazzo ha subito sorte simile al napoletano. E non finisce qui. Ciò che i media non sempre comunicano, viene sbandierato dai social network che vomitano quotidianamente notizie raccapriccianti sui piccoli protagonisti della cronaca.

Troppa amarezza, troppo dolore. Riprendo il mio libro, lo apro, mi addentro tra quei “fiori”, nella speranza che attorno possa presto crescere un prato verde.

Ringrazio di cuore la professoressa Riccio non solo e non tanto per le belle parole usate e per gli apprezzamenti rivolti all’Antologia poetica edita da Cosmopolis quanto per aver mostrato una grande sensibilità nell’accostare i Fiori nella roccia all’infanzia lasciata a se stessa in una società come la nostra.

Marisa Pumpo Pica

 (Ottobre 2014)

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