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SFUGLIATELLA     (Marzo 2019)
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SEGNALIBRO   a cura di Marisa Pumpo Pica   Le stagioni di una vita di Emilia Menini e Guido Parmegiani Cosmopolis Edizioni Napoli   Questo...
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    RESIDENZE BORBONICHE, Patrimonio dell’Umanità   APPELLO-PROPOSTA di candidatura per la lista UNESCO   Una grande campagna di...
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Juan José Arreola, BESTIARIO   di Luigi Alviggi     Un prologo violento, mezza paginetta, pare voler mandare a gambe all’aria l’intero genere umano e...
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Infanzia di Giambattista Vico   di Antonio La Gala   In passato si credeva che Giambattista Vico fosse nato nella piazza dei Girolamini e lì, nel...
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Abolizione delle monete da 1 e 2 centesimi di euro   di Luigi Rezzuti   Qualche anno fa, avemmo modo di denunciare lo spreco di danaro da parte...
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Buongiorno mezzanotte, torno a casa   Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario - piazza Dante 44/45, Napoli - Info 081 014 5940 Mercoledì 18...
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LARGO O PIAZZA?   di Antonio La Gala     Spesso nel leggere cose della Napoli antica ci imbattiamo in denominazioni stradali che ci lasciano...
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Maggio dei monumenti   di Luigi Rezzuti   Il maggio dei monumenti 2016 è iniziato e terminerà a metà giugno. La 24° edizione è incentrata sulle...
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LE FORME DELLA POESIA   Da “Il tempo del vino e delle rose” riceviamo e siamo lieti di pubblicare gli eventi della settimana: 4 maggio ore 18.30:...
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PANE E CALCIO QUOTIDIANO

 

di Luciano Scateni

 

I primi a dare pedate a una sfera, parliamo di oltre cento anni fa, non avrebbero mai immaginato di aver inventato un business mondiale che non conosce crisi e fa girare miliardi. In questa sua fase di evoluzione-involuzione, il fenomeno si sintetizza in poche parole: ai suoi livelli più alti hanno messo le mani sul calcio i nababbi di ogni latitudine, i big di affari colossali, come i possessori della fonte principale energetica che è il petrolio. Osserviamo l’escalation dello sport che appassiona qualche miliardo di seguaci: attività dilettantistica per un lungo periodo, ha subito una serie di rivoluzioni fino a diventare totalizzante per i tifosi che vivono di calcio da mane a sera, per ogni santo giorno dell’anno. A favorire la popolarità  di questa droga dei poveri, ecco la potenza mediatica di giornali, radio e televisioni che inventano mille strategie per tenere desta l’attenzione, a tratti spasmodica, dei loro utenti. Si inventano dunque polemiche tra uomini di opposte fazioni calcistiche, si ricorre al gossip, si favorisce la pressione alta dei tifosi e, peggio che mai, si consente che orde di teppisti scatenino la violenza tra ultra “nemici”. Il gioco sfugge di mano al sistema e ci scappano perfino i morti. Gli stadi diventano infrequentabili per le persone normali e a poco servono i provvedimenti repressivi.  Era quasi inevitabile che un mondo in cui si muovono cifre da capogiro partorisse anche illegalità. La giustizia si è dovuta occupare a più riprese di calcio scommesse che ha coinvolto calciatori e arbitri, pronti a falsare i risultati di alcune partite. C’è poi la lamentazione di fondo di squadre “minori” che accusano gli arbitri a vario titolo di sudditanza verso i club più potenti. Ai tempi di Lauro, presidente del Napoli Calcio si gridò allo scandalo per l’acquisto dello svedese Jepsson, pagato cento milioni. A distanza di sessanta anni si considera normale la valutazione di cento milioni di euro per accaparrarsi le prestazioni di un asso della pedata e nessuno si meraviglia se la maggior parte delle squadre più blasonate in Italia mette in campo undici giocatori stranieri che nulla hanno a che fare con la città che li ospita. Calcio televisivo, ormai, con  partite a tutte le ore e turni infrasettimanali: da Gennaio a Dicembre un’ orgia di eventi che saturano la libido delle tifoserie per questo  sport invasivo.

(Ottobre 2014)

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