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SEGNALIBRO a cura di Marisa Pumpo Pica   Storie che si biforcano – Wojtek Edizioni di Dario De Marco   Siamo ben lieti di occuparci, dopo molti...
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La musica al tempo del Coronavirus #IoRestoACasaMo   a cura di Marisa Pumpo Pica   Maurizio Casagrande, insieme a tanti amici artisti, ha voluto...
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"CONCERTO PER ARCHI E FILI D'ERBA"  
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PREMIO NAZIONALE DI POESIA “SALVATORE CERINO”   E’ giunto alla XVI  edizione il Premio Nazionale di Poesia “Salvatore Cerino”, che vanta il Patrocinio...
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Donne e Madonne   Al via la quarta edizione della Mostra Concorso "Mare Mota", che avrà per oggetto il tema intrigante "Donne e Madonne" e si terrà...
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Meno male che il santo c’è   di Antonio La Gala           I recenti preoccupati commenti sul mancato miracolo di San Gennaro di metà dicembre,hanno...
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Campionato di calcio di serie A, Stagione 2017/2018   di Luigi Rezzuti   Quasi tutti sanno degli stipendi percepiti dai calciatori, ma in pochi sanno...
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Paolo Ricci: falce e pennello   di Antonio La Gala     Una figura di rilievo nel panorama culturale della Napoli del Novecento è stato Paolo Ricci...
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Venghino signori, ecco il borgo dove le case si vendono ad un euro   di Luigi Rezzuti   Comprare una casa, o meglio un rudere, a 1 euro, da oggi, è...
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SULLA MORTE DI CHICCA

 

di Luciano Scateni

 

Ricevo su Facebook un appello, firmato, che riporto qui di seguito: “Salve Luciano, volevo chiedere con forza se ti è possibile di proporre il DNA per gli abitanti del parco verde di Caivano dove si è svolta l'ennesima violenza su una bimba di sei anni poi ammazzata. A Brembate, paese di Yara Gambirasi, hanno sottoposto tutto il paese al DNA, forse perché i genitori di quest'ultima creatura sono persone ricche?” Pubblico il post perché è da condividere qualunque iniziativa contribuisca alla caccia aperta al mostro che ha usato violenza alla piccola Fortuna, la bimba di sei anni che avrebbe subito ripetutamente violenza sessuale ed è morta precipitando dal palazzo di Caivano o, come ipotizza un’altra pista, uccisa e poi lasciata in terra ai piedi dell’edificio. Dico solo a chi mi ha scritto che l’indagine a tappeto sul dna degli abitanti di Brembate, alla ricerca dell’assassino di Yara, non è stata favorita dall’alto livello economico dei genitori ma da esigenze investigative nel corso di un’inchiesta difficile che vede imputato Bossetti, con prove confutate dai suoi legali. C’è un altro risvolto nelle indagini sulla morte della piccola Fortuna e persegue la possibilità di dare un volto al suo violentatore attraverso i disegni della bambina che lo avrebbe potuto rappresentare. Quanto alla proposta di uno screening del dna per gli abitanti del palazzo dove abitava Fortuna, potrebbe essere appunto ristretto alla cerchia di uomini che in qualche modo avrebbero potuto avvicinare ripetutamente la piccola dal momento che gli abusi subiti si sono ripetuti più volte. Individuare il responsabile della mostruosità potrebbe aiutare anche a trovare il  colpevole (se c’è) di un altro episodio accaduto un anno prima e che costò la vita al piccolo Antonio, precipitato a sua volta dallo stesso  palazzo dell’isolato 3 nel parco Verde di Caivano. La madre di fortuna, Chicca per tutti, disperata, dubita che la figlioletta abbia subito abusi sessuali “Ma se fosse vero”, urla con rabbia, “taglierei la testa al responsabile con le mie mani”.

(Ottobre 2014)

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