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Parlanno ‘e poesia 10   di Romano Rizzo   Giuseppe Cangiano ( 1913/ 1987 )  Giuseppe Cangiano è uno dei tanti, troppi poeti della Napoli di un tempo,...
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ANTONIO BERTE’ UN ARTISTA CONTEMPORANEO NAPOLETANO   di Luigi Rezzuti   Torre Caselli è un edificio abbandonato, che versa in pessime condizioni in...
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COLPISCI  IL  TUO  CUORE, di Amélie Nothomb   di Luigi Alviggi   Profondo e toccante questo romanzo, decisamente una rassegna di personaggi esulanti...
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UN GIORNO AL MARE   di Luigi Rezzuti   L’intenzione era di trascorrere una giornata al mare, ma dopo tre ore,  bloccati in mezzo al traffico e...
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UNA SORGENTE DI ACQUA DOLCE IN MEZZO AL MARE   di Luigi Rezzuti   Nella splendida costa orientale della Sardegna, tra le splendide calette del Golfo...
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SEGNALIBRO a cura di Marisa Pumpo Pica   Monos di Antonio Di Nola - Oèdipus Edizioni   Spesso siamo portati a pensare che la poesia e la scienza...
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Nuovo Scempio. Quando lo sport diventa crimine   di Gabriella Pagnotta   Lo scontro avviene prima che i giocatori inizino a “giocare”: un uomo...
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Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario piazza Dante 44/45, Napoli - Info 081 014 5940   Giovedì 10 ottobre ore 18:30 Maria Grazia Gugliotti,...
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ALL’ARENA “SIECI” DI SCAURI: “ I CASI SONO DUE”   di Luigi Rezzuti   L’associazione Teatrale Cangiani, dopo gli strepitosi successi di pubblico e...
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BUON COMPLEANNO, TOTO’   di  Luigi Rezzuti   Antonio De Curtis, per tutti  Totò, il “principe della risata”, destinato a riempire i teatri e le sale...
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SULLA MORTE DI CHICCA

 

di Luciano Scateni

 

Ricevo su Facebook un appello, firmato, che riporto qui di seguito: “Salve Luciano, volevo chiedere con forza se ti è possibile di proporre il DNA per gli abitanti del parco verde di Caivano dove si è svolta l'ennesima violenza su una bimba di sei anni poi ammazzata. A Brembate, paese di Yara Gambirasi, hanno sottoposto tutto il paese al DNA, forse perché i genitori di quest'ultima creatura sono persone ricche?” Pubblico il post perché è da condividere qualunque iniziativa contribuisca alla caccia aperta al mostro che ha usato violenza alla piccola Fortuna, la bimba di sei anni che avrebbe subito ripetutamente violenza sessuale ed è morta precipitando dal palazzo di Caivano o, come ipotizza un’altra pista, uccisa e poi lasciata in terra ai piedi dell’edificio. Dico solo a chi mi ha scritto che l’indagine a tappeto sul dna degli abitanti di Brembate, alla ricerca dell’assassino di Yara, non è stata favorita dall’alto livello economico dei genitori ma da esigenze investigative nel corso di un’inchiesta difficile che vede imputato Bossetti, con prove confutate dai suoi legali. C’è un altro risvolto nelle indagini sulla morte della piccola Fortuna e persegue la possibilità di dare un volto al suo violentatore attraverso i disegni della bambina che lo avrebbe potuto rappresentare. Quanto alla proposta di uno screening del dna per gli abitanti del palazzo dove abitava Fortuna, potrebbe essere appunto ristretto alla cerchia di uomini che in qualche modo avrebbero potuto avvicinare ripetutamente la piccola dal momento che gli abusi subiti si sono ripetuti più volte. Individuare il responsabile della mostruosità potrebbe aiutare anche a trovare il  colpevole (se c’è) di un altro episodio accaduto un anno prima e che costò la vita al piccolo Antonio, precipitato a sua volta dallo stesso  palazzo dell’isolato 3 nel parco Verde di Caivano. La madre di fortuna, Chicca per tutti, disperata, dubita che la figlioletta abbia subito abusi sessuali “Ma se fosse vero”, urla con rabbia, “taglierei la testa al responsabile con le mie mani”.

(Ottobre 2014)

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