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GENNARINO DERUBATO DA UN BAMBINO   di Luigi Rezzuti   Gennarino sperava di godersi una stupenda mattinata sugli scogli di Mergellina, accompagnando la...
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“Plenitude”   Sabato 5 Maggio 2018, alle ore 17.30, sarà inaugurata la mostra, a cura di Maurizio Vitiello, “Plenitude” con opere recenti del giovane...
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UNA DONNA CHE VENDEVA  POESIE   di Luigi Rezzuti   Eravamo seduti al solito bar, in  attesa di radunarci tutti per la consueta uscita del sabato...
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AVERSA COMPIE 994 ANNI                                       Aversa celebra il suo 994° compleanno con una “Due giorni” organizzata dall’Associazione...
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CORI RAZZISTI IN TUTTI GLI STADI   di Luigi Rezzuti    E’ da quando Aurelio De Laurentiis, acquistò il titolo del fallimento del calcio Napoli, che...
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Papa Francesco – La Chiesa della Misericordia – San Paolo editore   di  Luciana Alboreto   Il 20 novembre 2016, nella Solennità di Nostro Signore...
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Parlanno ’e poesia 11   di Romano Rizzo    E. A. Mario   E. A. Mario (al secolo Giovanni Gaeta) è stato un monumento nella storia della poesia e...
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“Pagine” di Vincenzo Aulitto e Francesco Lucrezi     Mercoledì 13 dicembre 2017 alle ore 17 presso Movimento Aperto, via Duomo  290/c Napoli si...
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Europa League 2019   di Luigi Rezzuti   Ogni speranza di vincere lo scudetto, stagione 2018 – 2019, è ormai perduta e questo non perché la vittoria...
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EVENTI COSMOPOLIS   Giovedì 12 maggio 2016 - ore 16, 30 Auditorium Scuola media “D’Ovidio – Nicolardi Saluto della Preside Prof. Valeria...
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Miti napoletani di oggi.27

 LE ”TRE CARTE"

 

di Sergio Zazzera

 


Emergo dalla nuova stazione Garibaldi della Metropolitana e m’imbatto in un banchetto, sul quale si pratica il gioco delle “tre carte”: l’uomo che lo esercita, coadiuvato da un “compare” addetto ad attirare partecipanti-polli da spennare, sposta continuamente  e con celerità le tre carte da gioco («Questa perde, questa vince, questa perde»), interrogando, poi, lo scommettitore sul posto occupato da quella vincente. Posto che, immancabilmente, non è quello indicato dal malcapitato, il quale ci rimette la somma puntata.

Il gioco è antico quanto il cucco e lo strumento per esercitarlo può essere diverso: in luogo delle carte, le campanelle, o le tavolette, o le palline; l’importante è che la rapidità della loro manipolazione da parte dell’esercente valga a confondere le idee di chi ha accettato di scommettere. D’altronde, poi, se il caso o la fortuna consentissero a costui d’indovinare realmente la posizione dell’oggetto vincente, ciò lo indurrebbe a proseguire nel gioco, rimettendoci la somma vinta e tutto quant’altro.

Ma il mito? già, il mito: per quanto la giurisprudenza talvolta abbia ammesso e talaltra escluso che si sia in presenza di una ipotesi di gioco d’azzardo, in ogni caso, è ammissibile che, pur essendo ormai entrati nel terzo millennio, ci sia ancora chi si lascia gabbare da questa specie di truffatori?

 (Novembre 2014)

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