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ATTUALITA' DEL PENSIERO CRITICO DI ROCCO MONTANO (Dicembre 2017)
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MOTOCICLETTE CON SIDECAR   di Luigi Rezzuti   Le origini della motocarrozzetta risalgono alla fine del XIX secolo, quando un ufficiale dell’esercito...
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Cara  Matera,  ti  scrivo…..               di  Mariacarla Rubinacci   Sono arrivata una mattina di sole, ho bussato alla tua porta, ricordi?, e tu...
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Il CAM, il museo anticamorra, dedica una sala a Roberto Saviano a cura di Antonio Manfredi   Nei giorni scorsi, si è svolta, presso il CAM, la...
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Miti napoletani di oggi.48 LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA   di Sergio Zazzera   Ogni qualvolta il discorso cada sul tema della criminalità organizzata,...
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I marittimi tornino a casa. Restiamo umani   Riceviamo dall’assessore del Comune di Procida, Rossella Lauro, e pubblichiamo il seguente...
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LA PRIMAVERA  E’ ALLE PORTE   di Luigi Rezzuti   Se qualcuno ci chiede “Quando inizia la primavera” siamo abituati a rispondere il 21 marzo, ma non...
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BABBO NATALE   di Luigi Rezzuti   Era una notte fredda, una notte fredda e buia. Gigetto era accoccolato sul davanzale della finestra ad osservare...
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ANDIAMO A TEATRO a cura di Marisa Pumpo Pica Pompeiana Baroque Ensemble in “...di tanti palpiti”   Di grande spessore ed interesse, all’interno del...
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DOPO LA TEMPESTA IL SERENO IN CASA NAPOLI   di Luigi Rezzuti   Nei giorni della rivolta e dell’ammutinamento tutti i malumori e le amarezze sono...
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LA BELLA GRAFIA

 

 di Annamaria Riccio

 

Correggere un compito è diventato più difficile per un docente, non tanto per il contenuto dell’elaborato, quanto per “l’interpretazione”(sic!). Infatti, in alcuni casi, si tratta di una vera e propria decodificazione della produzione scritta. Dove sono gli anni della valutazione calligrafica? Gli studenti di oggi,  non solo evidenziano una grafia che lascia ampio spazio all’immaginazione, ma sono sempre più insofferenti alla scrittura e decisamente refrattari alla copia. Il motivo? Proviamo ad immaginarlo. Cosa fanno i ragazzi quando non sono impegnati con i compiti o in qualche attività ludica? Sono sempre attaccati a pc, smartphone e altri strumenti  tecnologici che li abituano ad una relazione col virtuale, alla visualizzazione immediata e alla scrittura veloce preimpostata. Nulla a che vedere con la produzione grafica. Il peggio è che, non stimolando quest’ultima (e, comunque neanche la lettura cartacea, che risulta meno “immediata”), viene compromessa tutta la sfera della comprensione e ci ritroviamo studenti meno capaci e più stanchi. Ironia della sorte, a mettere sostegno a questa falla, i progetti  sulla bella grafia nella scuola che, invece di portare una ventata innovativa, sono un ritorno al passato, che vede l’urgenza nel ridimensionare le varie fasi di apprendimento e rielaborazione mediante le procedure tradizionali, evitando così un coinvolgimento tecnologico che possa gravare sul percorso dell’apprendimento e sulla capacità relazionale degli studenti.

 (Novembre 2014)

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