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Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario   Venerdì 10 ore 18, Incontro con la poesia di Andrea de Alberti, Dall'interno della specie,...
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TOTONNO ’E  QUAGLIARELLE   di Luigi Rezzuti   Totonno ’e quagliarelle era un personaggio di altri tempi, un uomo tutto di un pezzo, un napoletano...
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Maturità alle porte - Riflessioni di una studentessa   di Irene Del Gaudio   Sono una studentessa. Liceale, ancora per poco. Si avvicina...
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UN VIAGGIO DI ALTRI TEMPI   di Luigi Rezzuti   Un mendicante, tutte le sere se ne andava a dormire nella stazione centrale di piazza Garibaldi a...
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BABBO NATALE   di Luigi Rezzuti   Era una notte fredda, una notte fredda e buia. Gigetto era accoccolato sul davanzale della finestra ad osservare...
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Miti napoletani di oggi.44 Labirinto napoletano   di Sergio Zazzera   Il mito classico del labirinto è noto a tutti: l’assatanata Pasifae si lascia...
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UNITRE - Cerimonia di chiusura dell’anno accademico   Si è svolta, nei giorni scorsi,  la cerimonia di chiusura dell’anno accademico 2015/2016...
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BOCCA   DI   PIETRA, di   Maria  Cristina  Alfieri   di Luigi Alviggi   Opera d’esordio nel campo letterario dell’Autrice (Milano, 1968) -...
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IL CALCIO NAPOLI INGAGGIA HRVOJE  MILIC   di Luigi Rezzuti   Dopo il mercato di riparazione di gennaio, dove tutte, o quasi, le squadre, sulla carta...
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OEDIPUS     Fisciano, mercoledì 8, ore 15,00, Università degli studi di Salerno, Incontri tra letteratura e matematica presso il Dipartimento di...
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LA BELLA GRAFIA

 

 di Annamaria Riccio

 

Correggere un compito è diventato più difficile per un docente, non tanto per il contenuto dell’elaborato, quanto per “l’interpretazione”(sic!). Infatti, in alcuni casi, si tratta di una vera e propria decodificazione della produzione scritta. Dove sono gli anni della valutazione calligrafica? Gli studenti di oggi,  non solo evidenziano una grafia che lascia ampio spazio all’immaginazione, ma sono sempre più insofferenti alla scrittura e decisamente refrattari alla copia. Il motivo? Proviamo ad immaginarlo. Cosa fanno i ragazzi quando non sono impegnati con i compiti o in qualche attività ludica? Sono sempre attaccati a pc, smartphone e altri strumenti  tecnologici che li abituano ad una relazione col virtuale, alla visualizzazione immediata e alla scrittura veloce preimpostata. Nulla a che vedere con la produzione grafica. Il peggio è che, non stimolando quest’ultima (e, comunque neanche la lettura cartacea, che risulta meno “immediata”), viene compromessa tutta la sfera della comprensione e ci ritroviamo studenti meno capaci e più stanchi. Ironia della sorte, a mettere sostegno a questa falla, i progetti  sulla bella grafia nella scuola che, invece di portare una ventata innovativa, sono un ritorno al passato, che vede l’urgenza nel ridimensionare le varie fasi di apprendimento e rielaborazione mediante le procedure tradizionali, evitando così un coinvolgimento tecnologico che possa gravare sul percorso dell’apprendimento e sulla capacità relazionale degli studenti.

 (Novembre 2014)

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