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Sono partite le multe per gli ammutinati del Napoli   di Luigi Rezzuti   L’ammutinamento dei calciatori del Napoli ha fatto molto rumore sia in Italia...
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Tra arte e natura. Sabato a Castel Gandolfo   di Luigi Rezzuti   Anche se con notevole ritardo, ho saputo di poter visitare Castel Gandolfo, partendo...
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Il Paesaggio d’Arte - Winterscapes     Mostra Fotografica - Evento organizzato dalla Associazione Aistetikà,  a cura di Franco Lista e Sergio V. Garzia...
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 Su e giù con la morte   Sabato 9 aprile ore 18, presentazione del nuovo romanzo di Luciano Scateni - libreria “Io ci sto”, piazza Fuga (accanto...
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  Miti napoletani di oggi. 55 IL NUOVO SIMBOLISMO NATALIZIO   di Sergio Zazzera   Sono molte, al mondo, le città che anelano a “toccare il cielo”:...
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ESTATE  2017   di Luigi Rezzuti     L’Italia bruciava: un esercito di piromani ha incendiato varie località arrecando danni ingenti. I fiumi erano...
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SEGNALIBRO a cura di Marisa Pumpo Pica   LA TOMBA PROFANATA Santagata si fa in quattro di Luciano Scateni  Guida - Kairos    Questo è il...
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La tarantina - L’ultimo femminiello   di Luigi Rezzuti   Fu cacciato di casa all’età di nove anni e la sua unica scuola fu il marciapiede. Per le...
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Miti napoletani di oggi.60 ELENA FERRANTE   di Sergio Zazzera   Ora dico una banalità. La storia e il mito sono entrambi prodotti dell’uomo: la...
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Dottore… caffè?   GIOVEDÍ 03 NOVEMBRE, alle ore 19, da NONSOLOCAFFÈ, Corso Vittorio Emanuele III, 321, Torre Annunziata (NA), Presentazione del libro...
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LA BELLA GRAFIA

 

 di Annamaria Riccio

 

Correggere un compito è diventato più difficile per un docente, non tanto per il contenuto dell’elaborato, quanto per “l’interpretazione”(sic!). Infatti, in alcuni casi, si tratta di una vera e propria decodificazione della produzione scritta. Dove sono gli anni della valutazione calligrafica? Gli studenti di oggi,  non solo evidenziano una grafia che lascia ampio spazio all’immaginazione, ma sono sempre più insofferenti alla scrittura e decisamente refrattari alla copia. Il motivo? Proviamo ad immaginarlo. Cosa fanno i ragazzi quando non sono impegnati con i compiti o in qualche attività ludica? Sono sempre attaccati a pc, smartphone e altri strumenti  tecnologici che li abituano ad una relazione col virtuale, alla visualizzazione immediata e alla scrittura veloce preimpostata. Nulla a che vedere con la produzione grafica. Il peggio è che, non stimolando quest’ultima (e, comunque neanche la lettura cartacea, che risulta meno “immediata”), viene compromessa tutta la sfera della comprensione e ci ritroviamo studenti meno capaci e più stanchi. Ironia della sorte, a mettere sostegno a questa falla, i progetti  sulla bella grafia nella scuola che, invece di portare una ventata innovativa, sono un ritorno al passato, che vede l’urgenza nel ridimensionare le varie fasi di apprendimento e rielaborazione mediante le procedure tradizionali, evitando così un coinvolgimento tecnologico che possa gravare sul percorso dell’apprendimento e sulla capacità relazionale degli studenti.

 (Novembre 2014)

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