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Nascita della stazione di Napoli Centrale   di Antonio La Gala   Tutti i napoletani, quelli meno giovani, per esperienza diretta, gli altri,...
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PER TOTO'     (Maggio 2017)
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica   Revisionare Dante?      Sul filo dei nostri “Pensieri ad alta voce”,  questa volta è di scena Dante....
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Miti napoletani contemporanei.65 “SUPER-NAPOLI”   di Sergio Zazzera   Qualche tempo fa ho parlato del “mito-Napoli”; come se non bastasse, ora il...
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SALERNUM WINE FORUM       Un modello previsionale, elaborato da un gruppo di ricercatori, ha stimato i possibili impatti del cambiamento climatico...
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Miti napoletani di oggi.70 LE “PARENTI DI SAN GENNARO”   di Sergio Zazzera   Per “totem” – giova ribadirlo – s’intende l’animale, la pianta o...
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Il Mistero di Antignano   di Antonio La Gala   Non si tratta di un giallo, ma di una famosa processione che a Pasqua, da secoli, si celebra al...
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Per Caterina De Simone Quando un poeta muore   di Marisa Pumpo Pica   Quando un nostro amico o un socio del Centro culturale Cosmopolis, vola...
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Anatomia di una scelta di Luigi Alviggi – Guida editori   di Marisa Pumpo Pica   Luigi Alviggi, in questo suo nuovo cimento letterario, si conferma...
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IL BUSINESS DEL “COCCO BELLO”   di Luigi Rezzuti   Come in ogni stagione estiva, le spiagge della nostra penisola sono invase da venditori ambulanti...
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LA CHIESA DI SANTA MARIA DI PORTOSALVO

 

di Francesca Bruciano

 

La chiesa di Santa Maria di Portosalvo,  situata “fuori le mura” della città, all'inizio di via Marina, nelle adiacenze del porto di Napoli, è attualmente chiusa al pubblico e da anni attende il restauro. Esempio di architettura rococò è uno dei luoghi di culto cattolico di particolare valore, la cui costruzione risale alla seconda metà del Cinquecento, ad opera di una congregazione di marinai ed armatori, scampati ad un pericoloso nubifragio. La sua particolarità consiste nella disposizione interrata, rispetto al manto stradale, che la vuole inglobata e recintata sul percorso di una strada urbana. Diversi furono i lavori di rifacimento durante il Seicento e  tante le tele di artisti poco noti e vari gli affreschi commissionati al suo interno. Importante è il pregevole soffitto a cassettoni, in legno dorato, con al centro una tela, dipinta da Battistello Caracciolo, raffigurante la Gloria della Vergine.

Annessa alla chiesa vi è una palazzina adibita a sagrestia e ad abitazione dei membri della congregazione, posta sul lato sinistro del campanile. Nei giardini esterni  della chiesa un obelisco, edificato in era borbonica in luogo della vittoria realista sulla Repubblica Partenopea del 1799, è ora transennato. L’esterno della chiesa versa da troppo tempo in uno stato di abbandono e di degrado, con immondizia e scarti lasciati all’interno del recinto perimetrale. Basterebbe davvero poco, forse, per recuperare questi spazi, rendendoli  se non altro gradevoli alla vista.

E’ necessario un segno di  “civiltà” che significa rispetto per se stessi e per la propria città,  ricca di un variegato patrimonio artistico e culturale che potrebbe - se solo lo si volesse - vivere di turismo. Nel frattempo  auspichiamo  un intervento da parte delle autorità competenti, al fine di ridonare valore ad un pezzo importante di storia della cultura e dell’architettura partenopea.

(Novembre 2014)

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