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Renzi mette la sordina all’ex Cavaliere

 

di Luciano Scateni

 

Poca cosa: al cavaliere dimezzato, fino a qualche anno fa centro dell’attenzione generale, rimangono pochi, nostalgici atteggiamenti.

 Il sorriso stampato sulla faccia, anche in situazioni serissime, il ciao con la mano ogni volta che l’auto lo deposita nei pressi della sede di Forza Italia o di Palazzo Chigi.

Berlusconi saluta spesso a vuoto, nel senso che non c’è nessuno a ricevere il gesto, ma lui finge che a rispondere sia, come un tempo, una folla plaudente.

Il segno di un declino inarrestabile è negli schermi alle spalle dei conduttori del TG1.

Per anni hanno immortalato il faccione pacioso del leader (da qualche tempo discusso all’interno di Forza Italia), ora non compare più e al suo posto si è insediato in permanenza il  viso da ragazzo cresciuto di Renzi.

A grandi passi sul viale del tramonto, Berlusconi ha dovuto cedere il ruolo di primo attore al Presidente del Consiglio e a rimorchio di quest’ultimo esercita la partnership di parte del suo partito, in  difesa, con l’unica arma che gli è consentita, quella del rinvio, del “parliamone” e di una presunta parità nella definizione di eventi importanti quali sono le riforme istituzionali.

In deficit di consenso elettorale, come testimoniano tutti i sondaggi, l’ex cavaliere teme più di ogni altra cosa l’ingresso di Alfano e soci in Parlamento e perciò spinge per una soglia d’ingresso molto bassa, vicina al 3 per cento, senza rendersi conto che la presenza in Parlamento di Ncd non cambierebbe la sostanza dell’autonomia di governo del Pd, che, se fosse il primo partito, usufruirebbe del premio che porta al 55 percento il numero dei suoi deputati.

 La remissività di Berlusconi, plateale tenuto conto di tutte le presenze di Renzi nelle reti Mediaset,   somiglia molto a una resa, ad eccezione del tentativo di barattare il sì alla legge elettorale con la revisione della legge Severino, che lo metterebbe di nuovo in gioco (sulla scia della riabilitazione del sindaco De Magistris)  e la tutela dei propri interessi aziendali.

Renzi se la ride e marcia come un treno ad alta velocità, senza ostacoli di sorta: O così o così, cioè come dice lui e la sua determinazione sembra piegare anche il dissenso interno al Pd.

(Novembre 2014)

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