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Gli studenti ignoranti   di Annamaria Riccio   Una lettera, firmata da 600 docenti universitari e indirizzata al governo, ha suscitato non poco...
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Venghino signori, ecco il borgo dove le case si vendono ad un euro   di Luigi Rezzuti   Comprare una casa, o meglio un rudere, a 1 euro, da oggi, è...
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NarteA scende nel ventre di Napoli: “Sub Urbe –

emozioni sottovoce” per immergersi nel Tunnel

Borbonico

 


Attraversare epoche passate per conoscere il passato Napoli, partendo dalla città di “sotto”: l’Associazione Culturale NarteA scende nel sottosuolo di Napoli con “Sub Urbe – emozioni sottovoce”, una visita guidata teatralizzata concepita per trasportare i visitatori lungo ben cinque secoli di storia, abbracciando al percorso turistico tradizionale anche l’aspetto ludico-interattivo. In collaborazione con l’Associazione Borbonica Sotterranea, NarteA percorre il ventre napoletano alla scoperta del Tunnel Borbonico: gli ospiti potranno lasciarsi alle spalle il caos, l’inquinamento e la folla della città di “sopra” per addentrarsi nel silenzio delle meravigliose grotte di tufo giallo. Una vera e propria immersione nel passato per apprendere la storia della città del Sole passando nell’ombra delle sue viscere: i partecipanti, accompagnati da una guida esperta, saranno intrattenuti da un’equipe di attori professionisti – Sergio Del Prete, Raffaele Parisi, Katia Tannoia e Fabiana Fazio –  che, vestiti in abiti d’epoca, daranno voce alle vicende e ai personaggi di un passato tradizionale ma anche storico. Ispirata alla location del Tunnel, questa esclusiva pièce teatrale intende intrecciarsi ai racconti, agli aneddoti e alle credenze popolari che, pur restando spesso nell’oscurità, sono indispensabili per capire a pieno la storia di Napoli e per apprezzare completamente l’inestimabile patrimonio culturale partenopeo. Ampie sale bianche, barbacani, scale e cunicoli, ponti e giochi di luce, saranno il palcoscenico naturale di questo itinerario teatralizzato, fatto di emozioni sussurrate sottovoce e di ricordi impressi nella memoria di una cava nascosta. Questo appassionante spazio sotterraneo fu commissionato il 19 febbraio del 1853 da Ferdinando II di Borbone all’architetto Errico Alvino per collegare il Palazzo Reale con la Caserma “Vittoria”, in modo da realizzare un attraversamento militare in difesa della reggia e una via di fuga sicura per salvare i monarchi in caso di un eventuale pericolo. Napoli era stata, però, scavata precedentemente dai greci, dai romani che una volta estratto il tufo giallo, usato per costruire le abitazioni, pensarono di collegare le varie cave con dei cunicoli e incanalarvi le acque del Serino per trasformarle in cisterne. Ma il primo uomo moderno che lasciò il segno nella storia di Napoli, essendo l’unico studioso che si calò nelle viscere della città per ricavarne uno studio meticoloso e particolareggiato per individuare i circa cinquemila rifugi nella roccia tufacea, fu Guglielmo Melisurgo: l’ingegnere realmente esistito sarà il personaggio che scorterà il pubblico lungo le cavità-ricoveri che salvarono la vita di migliaia di cittadini durante le incursioni aeree della II Guerra Mondiale. 

 

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