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AL TEATRO DIANA “LA SCENA”

 

di Marisa Pumpo Pica

 

Da mercoledì 3 Dicembre ANGELA FINOCCHIARO, MARIA AMELIA MONTI e STEFANO ANNONI sono i protagonisti della   commedia “La scena”, scritta e diretta da Cristina Comencini.

E' domenica mattina. Due amiche mature leggono una scena di teatro che una di loro, Lucia, deve recitare l'indomani. Due donne dinanzi ad un copione, ma soprattutto due donne dinanzi allo specchio dell'anima, di fronte al bilancio della loro esistenza.

Due femminilità molto diverse, raccontate con la leggerezza, di una briosa commedia, non senza un velo d’ironia, che spinge lo spettatore a porsi qualche interrogativo sulla complessità della vita e dell’universo femminile. La diversità dei loro caratteri, completamenti opposti, si rivela subito per il modo in cui le due donne sentono e interpretano il monologo.

Per Lucia, attrice, le parole del copione vanno interpretate come espressione di fragilità e nascondono violente tempeste dell'anima.Per Maria, dirigente di banca, separata e madre di due bambini, donna libera e disinibita, esse possono essere intese come erotici terremoti interiori, felici occasioni di vita e di avventure.

Due femminilità opposte, dunque. Lucia, rigorosa e moralista, ha rinunciato alla ricerca dell'uomo giusto e ha finito con l'innamorarsi soltanto dei personaggi più interessanti che incontra sul palcoscenico. Maria, invece, non può vivere senza un uomo, senza amore, senza passioni impetuose, come quella da lei vissuta la sera precedente, quando, ubriaca, dopo una festa, si è ritrovata, in casa e nel suo letto, un uomo, per un' inebriante avventura erotica. Di lui, come racconta all'amica, non conosce nulla, neanche il nome né l'età. Ed eccolo, dunque, apparire sulla scena, mentre lei si è allontanata per preparare un caffè. Un giovane in mutande, non ancora trentenne, compare, infatti,  dinanzi agli occhi esterrefatti di Lucia, che egli ritiene sia la donna che si è data a lui con grande slancio passionale, la sera precedente. E Lucia, in un divertente scambio di ruoli, sta al gioco delle parti, fingendo di essere effettivamente la disinibita Maria che,  a sua volta, si vede costretta a recitare il ruolo dell’amica severa e rigorosa.

Nello scorrere fluido della commedia, le due donne si raccontano, lo interrogano, gli fanno scuola di vita.  Alla fine il ragazzo non regge più a questa situazione, che ormai gli appare paradossale e, in una grottesca e violenta esplosione di rabbia, finisce col rivelare la sua vera identità di ragazzo frustrato, che ha ricevuto un’educazione sbagliata da una madre imperiosa e assolutista.

Nel finale, tutti e tre i protagonisti, su sponde diverse, scoprono la loro vera identità, fatta di fragilità e disagio. E questo perchè vivono nello stesso mondo, un mondo tutto da rifare, dove il passato è rappresentato da “muri sventrati, case terremotate, da cui si deve fuggire”, come è scritto nel copione che Lucia si prepara ad interpretare.

Sembra abbastanza chiaro che il palcoscenico su cui essi hanno, fino a quel momento, interpretato “la scena” può essere considerato il solo luogo, nel mondo,  veramente libero. 

La commedia, vogliamo ricordarlo, viene rappresentata in questi giorni al Teatro Diana, dopo il record di incassi, registrato, nella passata stagione, al Teatro Manzoni di Milano.

 (Dicembre 2014)

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