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Il tempo del vino e delle rose Caffè letterario piazza Dante 44/45, Napoli Info 081 014 5940   Domenica, 25 novembre, ore 10:30, per la Rassegna "La...
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Miti napoletani di oggi.64 LA “CITTA' IMPERMEABILE”   di Sergio Zazzera   Walter Benjamin elaborò per Napoli la definizione di «città porosa», nel...
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Festival di Sanremo 2019 Quattro passi fra le nuvole   di Marisa Pumpo Pica   E di nuvole se ne sono addensate parecchie sul cielo di Sanremo....
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LE NAVI DELLA TIRRENIA     (Maggio 2019)
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Georges Bataille. Vita, personalità e formazione culturale   di Gabriella Pagnotta   Georges Bataille nasce a Billom nel Puy–de–Dôme il 10 settembre...
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HAMSIK LASCIA NAPOLI PER LA CINA   di Luigi Rezzuti   Il mercato invernale italiano di calcio si era chiuso il 31 gennaio e l’unico movimento per il...
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MOSTRA  “PARADISO E RITORNO”  DI CLARA REZZUTI AL PAN DAL 4 AL 21 MAGGIO 2017   Giovedì 4 maggio nel Loft del Pan (Palazzo delle Arti di Napoli) alle...
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ANDIAMO A TEATRO a cura di Marisa Pumpo Pica Pompeiana Baroque Ensemble in “...di tanti palpiti”   Di grande spessore ed interesse, all’interno del...
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IO E FRANCESCO   di ANNAMARIA RICCIO   A chi non è simpatico? Sentito parlare male del papa? Mai. Chiunque vorrebbe conoscerlo. Da quando si...
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Andiamo a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Antonio Poli debutta nel ruolo de Il Duca di Mantova nella nuova produzione di “Rigoletto”, in scena...
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Miti napoletani di oggi.28

Bagnolifutura

 

di Sergio Zazzera

 

Già in progetto Bagnolifutura, la cui società di gestione è stata di recente dichiarata fallita dal tribunale di Napoli, nasceva come mito, né più, né meno che come la “Bagnoli passata”, quella, cioè, che agl’inizi del secolo scorso impose l’industrializzazione di una vasta area, la cui vocazione naturale era, viceversa, quella turistica: per intenderci, Bagnoli sarebbe potuta essere per Napoli ciò che Pegli è per Genova.

Poi, venne la “dismissione” – giusto per  mutuare il titolo del libro di Ermanno Rea –, col progetto di riconversione dell’area in una “Bagnolifutura” a misura di turista, dotata di parchi, di strutture ricettive, di musealizzazione di una parte del vecchio insediamento industriale e di porto (o, peggio, porto-canale, che la prima sciroccata intaserebbe) turistico. Nel frattempo, tutto va in malora, mentre è aperto un dibattito, del quale uno dei cardini è costituito dalla ventilata esigenza di eliminare la “colmata a mare”, che – si dice – interrompe la linea di costa, quasi che a interromperla non provvedano, in maniera ben più marcata, l’ex-albergo Tricarico e ancor più l’edificio dell’Istituto nautico, che sorgono proprio sull’arenile. Il dibattito è destinato a proseguire, quando qualcuno acquisterà le aree dal fallimento, ma sono sicuro che ancora nessuno si porrà minimamente il problema dell’enorme quantitativo di amianto e di altre scorie dannose per la salute, che quella colmata finora ha, per fortuna, coperto e che riemergerebbe, appena la stessa dovesse essere rimossa.

Purtroppo, fra questi due miti s’inserisce l’unica realtà storica, ch’è quella della “Bagnoli presente”, il cui degrado è sotto gli occhi di tutti e si ripercuote sull’intera preesistenza abitativa, che, viceversa, meriterebbe un accurato recupero; ma si sa che cosa accade, sia mentre il medico studia, che quando ci sono troppi galli a cantare.

 (Dicembre 2014)

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