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Buongiorno mezzanotte, torno a casa   Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario - piazza Dante 44/45, Napoli - Info 081 014 5940 Mercoledì 18...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Succede che razzoli male chi predica bene Ma da che dissacrante pulpito il re Mida dei comici arringa il popolo...
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Il valore della formazione   di Gabriella Pagnotta   Questo articolo è rivolto a chi, come me, vive le richieste, da una parte, di una scuola alla...
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Miti napoletani di oggi.49 IL NAPOLI   di Sergio Zazzera    Devo richiamare qui, ancora una volta, l’attitudine della reiterazione del rito a...
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LA CHAMPIONS LEAGUE                   di Luigi Rezzuti   E’ arrivato il momento della Champions League che è iniziata con la fase a gironi il 13...
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Al Festival Ethnoi “La Banda della Ricetta” in concerto   di Claudia Bonasi   Si è appena chiuso “Ethnoi” - Festival delle culture del mondo e delle...
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Ma a me, lei ci pensa ancora?   di Luigi Rezzuti   Francesco aveva quindici anni. Erano gli anni dei primi innamoramenti, amori teneri di un ragazzo...
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SANITA’ Eppur si muove…   di Loredana Pica   Eppur si muove… qualcosa a Napoli, una città spesso in bilico tra lentezze burocratiche e una tendenziale...
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IL BUSINESS DEL “COCCO BELLO”   di Luigi Rezzuti   Come in ogni stagione estiva, le spiagge della nostra penisola sono invase da venditori ambulanti...
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Miti napoletani di oggi.28

Bagnolifutura

 

di Sergio Zazzera

 

Già in progetto Bagnolifutura, la cui società di gestione è stata di recente dichiarata fallita dal tribunale di Napoli, nasceva come mito, né più, né meno che come la “Bagnoli passata”, quella, cioè, che agl’inizi del secolo scorso impose l’industrializzazione di una vasta area, la cui vocazione naturale era, viceversa, quella turistica: per intenderci, Bagnoli sarebbe potuta essere per Napoli ciò che Pegli è per Genova.

Poi, venne la “dismissione” – giusto per  mutuare il titolo del libro di Ermanno Rea –, col progetto di riconversione dell’area in una “Bagnolifutura” a misura di turista, dotata di parchi, di strutture ricettive, di musealizzazione di una parte del vecchio insediamento industriale e di porto (o, peggio, porto-canale, che la prima sciroccata intaserebbe) turistico. Nel frattempo, tutto va in malora, mentre è aperto un dibattito, del quale uno dei cardini è costituito dalla ventilata esigenza di eliminare la “colmata a mare”, che – si dice – interrompe la linea di costa, quasi che a interromperla non provvedano, in maniera ben più marcata, l’ex-albergo Tricarico e ancor più l’edificio dell’Istituto nautico, che sorgono proprio sull’arenile. Il dibattito è destinato a proseguire, quando qualcuno acquisterà le aree dal fallimento, ma sono sicuro che ancora nessuno si porrà minimamente il problema dell’enorme quantitativo di amianto e di altre scorie dannose per la salute, che quella colmata finora ha, per fortuna, coperto e che riemergerebbe, appena la stessa dovesse essere rimossa.

Purtroppo, fra questi due miti s’inserisce l’unica realtà storica, ch’è quella della “Bagnoli presente”, il cui degrado è sotto gli occhi di tutti e si ripercuote sull’intera preesistenza abitativa, che, viceversa, meriterebbe un accurato recupero; ma si sa che cosa accade, sia mentre il medico studia, che quando ci sono troppi galli a cantare.

 (Dicembre 2014)

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