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Andiamo a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   In uno dei nostri precedenti trafiletti, ci eravamo ripromessi, parlando delle iniziative di...
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“Voi mi odiate e io per dispetto vi amo tutti”   Lunedì, 14 marzo, alle ore 18.00, presso la libreria IOCISTO’, in via Cimarosa, 20 (Piazza Fuga),...
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IL FURTO DEL “CAPPELLO” DI KOUNELLIS   di Sergio Zazzera   E’ del 4 marzo la notizia del furto del “Cappello”, elemento dell’installazione...
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FIORI DEL MIO CAMPO  
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Andiamo a Teatro a cura di Marisa Pumpo Pica   "Homologia" - Prima assoluta per la Campania   Questa volta è nostro intento segnalare al lettore gli...
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LA DIFFICILE VIA DI PAPA BERGOGLIO   di Luigi   Alviggi   Jorge Mario Bergoglio, nato nel 1936, argentino di Buenos Aires, dal 13 marzo 2013 è il...
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IMPATTO AMBIENTALE DEL PETROLIO IN TERRA E IN MARE   Il 6 febbraio 2016, alle ore 17.00, il Museo del Mare di Napoli presenta: IMPATTO AMBIENTALE DEL...
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CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A   di Luigi Rezzuti   Anche quest’anno il campionato di calcio di Serie A, come in quelli precedenti, lo vincerà ancora...
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PRIMA DELL'OBLIO         (Marzo 2019)
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IL CALCIO NAPOLI INGAGGIA HRVOJE  MILIC   di Luigi Rezzuti   Dopo il mercato di riparazione di gennaio, dove tutte, o quasi, le squadre, sulla carta...
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L’INCOGNITA DEI CINQUE CERCHI MAGICI

L’INCOGNITA DEI CINQUE CERCHI MAGICI

 

di Luciano Scateni

 

Con il tempismo abituale, Renzi, nel bel mezzo della premiazione dei migliori atleti italiani e alla presenza degli uomini istituzionalmente più rappresentativi dello sport nazionale, ha lanciato il guanto di sfida ai potenziali concorrenti e annunciato la partecipazione del nostro Paese alla competizione per accaparrarsi l’organizzazione delle olimpiadi 2024 per Roma e città satelliti. Lo ha fatto nella piena coscienza di sfidare l’attualità che vede la capitale d’Italia al centro di un uragano giudiziario, che non risparmia quasi nessuno. Non hanno mancato di marcarlo oppositori arrabbiati quali sono Grillo e la Lega Nord, quest’ultima non nuova a sentimenti anti capitolini. Applausi scroscianti da parte degli sportivi e del sindaco Marino, questi con l’intento di sovrapporre un evento prestigioso e l’ospitalità dei giochi olimpici alla cattiva fama della sua città, macchiata indelebilmente dalle malefatte della cupola mafiosa. E la gente? Un primo sondaggio rivela che il 58 per cento degli intervistati boccia l’iniziativa della candidatura, mentre si dipanano in molteplici rivoli le considerazioni pro e contro l’obiettivo Olimpiadi, ipotizzato da Renzi. Il punto è: ce la farà l’Italia a lasciarsi alle spalle la crisi che attraversa e che costringe la nostra economia a grattare il fondo del barile per tamponare vistose falle finanziarie? Conforta l’esempio di Londra, che ha gestito il suo impegno olimpico con oculatezza e rispetto del rapporto costi-ricavi, ma preoccupano i default di altri Paesi, come la Grecia, che ha pagato l’esborso di dodici miliardi con l’aggravamento della crisi, o come la Russia che, rispetto alla previsione di spesa di circa dieci miliardi per le olimpiadi invernali, ha dovuto dissanguarsi per quarantuno miliardi. Sullo sfondo dell’avance italiana incombe, comunque, la nuvola nera delle corruzione. Come essere certi che l’evento non faccia gola a chi lucra illecitamente sulle grandi operazioni come il Mose di Venezia e l’Expo di Milano? C’è infine una riflessione obbligatoria sulla situazione deficitaria degli impianti sportivi di Roma, sull’incognita della localizzazione del villaggio olimpico che dovrebbe ospitare ventimila persone tra atleti e giornalisti, e infine sulla completezza del trasporto protetto. L’ultima incognita è proposta dal deus ex macchina che dovrà governare l’intero sistema che sovrintende all’organizzazione dei giochi e dall’autorità garante della trasparenza per l’intera quota finanziaria dell’evento.
(Gennaio 2015)

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