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Medicina ieri e oggi   di Luigi Rezzuti   Ogni volta che per televisione passava la pubblicità del “Già fatta? Pic indolor, l’ago niente male”, che...
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TOTONNO ’E  QUAGLIARELLE   di Luigi Rezzuti   Totonno ’e quagliarelle era un personaggio di altri tempi, un uomo tutto di un pezzo, un napoletano...
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IO E FRANCESCO   di ANNAMARIA RICCIO   A chi non è simpatico? Sentito parlare male del papa? Mai. Chiunque vorrebbe conoscerlo. Da quando si...
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Reading e presentazioni Napoli, venerdì 13, ore 17,30, alla Galleria Al Blu di Prussia, Via G. Filangieri, 42, Enza Silvestrini, Controtempo...
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PER TOTO'     (Maggio 2017)
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Parlanno ’e poesia 4 - Giovanni Boccacciari   di Romano Rizzo   Una fìgura di primo piano, nel panorama della poesia napoletana è stata, senza dubbio,...
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LA JUVE VINCE LO SCUDETTO   di Luigi Rezzuti   Nel Campionato di calcio italiano non si può andare oltre il secondo posto perché prima di iniziare la...
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Miti napoletani di oggi.41 L’IDENTITA’ NAPOLETANA   di Sergio Zazzera   L’antropologia definisce l’identità come «patrimonio da conservare» e, in...
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ESTATE  2017   di Luigi Rezzuti     L’Italia bruciava: un esercito di piromani ha incendiato varie località arrecando danni ingenti. I fiumi erano...
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LA SAGRA DELLA CASTAGNA   di Luigi Rezzuti   Ottobre e novembre sono i mesi delle castagne e la nostra Regione offre l’imbarazzo della scelta per...
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L’INCOGNITA DEI CINQUE CERCHI MAGICI

L’INCOGNITA DEI CINQUE CERCHI MAGICI

 

di Luciano Scateni

 

Con il tempismo abituale, Renzi, nel bel mezzo della premiazione dei migliori atleti italiani e alla presenza degli uomini istituzionalmente più rappresentativi dello sport nazionale, ha lanciato il guanto di sfida ai potenziali concorrenti e annunciato la partecipazione del nostro Paese alla competizione per accaparrarsi l’organizzazione delle olimpiadi 2024 per Roma e città satelliti. Lo ha fatto nella piena coscienza di sfidare l’attualità che vede la capitale d’Italia al centro di un uragano giudiziario, che non risparmia quasi nessuno. Non hanno mancato di marcarlo oppositori arrabbiati quali sono Grillo e la Lega Nord, quest’ultima non nuova a sentimenti anti capitolini. Applausi scroscianti da parte degli sportivi e del sindaco Marino, questi con l’intento di sovrapporre un evento prestigioso e l’ospitalità dei giochi olimpici alla cattiva fama della sua città, macchiata indelebilmente dalle malefatte della cupola mafiosa. E la gente? Un primo sondaggio rivela che il 58 per cento degli intervistati boccia l’iniziativa della candidatura, mentre si dipanano in molteplici rivoli le considerazioni pro e contro l’obiettivo Olimpiadi, ipotizzato da Renzi. Il punto è: ce la farà l’Italia a lasciarsi alle spalle la crisi che attraversa e che costringe la nostra economia a grattare il fondo del barile per tamponare vistose falle finanziarie? Conforta l’esempio di Londra, che ha gestito il suo impegno olimpico con oculatezza e rispetto del rapporto costi-ricavi, ma preoccupano i default di altri Paesi, come la Grecia, che ha pagato l’esborso di dodici miliardi con l’aggravamento della crisi, o come la Russia che, rispetto alla previsione di spesa di circa dieci miliardi per le olimpiadi invernali, ha dovuto dissanguarsi per quarantuno miliardi. Sullo sfondo dell’avance italiana incombe, comunque, la nuvola nera delle corruzione. Come essere certi che l’evento non faccia gola a chi lucra illecitamente sulle grandi operazioni come il Mose di Venezia e l’Expo di Milano? C’è infine una riflessione obbligatoria sulla situazione deficitaria degli impianti sportivi di Roma, sull’incognita della localizzazione del villaggio olimpico che dovrebbe ospitare ventimila persone tra atleti e giornalisti, e infine sulla completezza del trasporto protetto. L’ultima incognita è proposta dal deus ex macchina che dovrà governare l’intero sistema che sovrintende all’organizzazione dei giochi e dall’autorità garante della trasparenza per l’intera quota finanziaria dell’evento.
(Gennaio 2015)

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