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La scatola di latta   di Bernardina Moriconi   Guardavo stamattina una scatola di latta che, fino ad ieri, conteneva biscotti e ora è in attesa di...
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MOTOCICLETTE CON SIDECAR   di Luigi Rezzuti   Le origini della motocarrozzetta risalgono alla fine del XIX secolo, quando un ufficiale dell’esercito...
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SFUGLIATELLA     (Marzo 2019)
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ANTICHI SAPORI   di Luigi Rezzuti   Con l’avvicinarsi della stagione invernale mi sono tornati alla mente gli antichi sapori di una volta, tra cui...
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PREVISIONI PER L’ESTATE 2019   di Luigi Rezzuti   Arrivano sempre più conferme su quella che sarà un’estate bollente, con caldo insopportabile, ...
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L’altra faccia della medaglia   di Romano Rizzo   In questa rubrica cercheremo di presentarvi, di alcuni poeti, un lato poco conosciuto.   Gennaro...
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Andiamo a Teatro a cura di Marisa Pumpo Pica   “Cantare alle ossa” è l’ultimo appuntamento che, venerdì 24 maggio, alle ore 21, al Teatro Diana di...
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Miti napoletani di oggi.43 “’O surdato ‘nnammurato”   di Sergio Zazzera   I conflitti bellici sono stati sempre occasione di nascita di canti, dei...
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IO E LA VALIGIA   di Luigi Rezzuti   Ero seduto davanti a quella valigia rigonfia, nella quale gli indumenti avanzavano tanto da “obbligarla” a non...
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SPIGOLATURE   di Luciano Scateni    Stupri? Colpa delle donne, dice Chrissie Un’ipotesi possibile nasce dalla biografia di tale Chrissie Hynde,...
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L’INCOGNITA DEI CINQUE CERCHI MAGICI

L’INCOGNITA DEI CINQUE CERCHI MAGICI

 

di Luciano Scateni

 

Con il tempismo abituale, Renzi, nel bel mezzo della premiazione dei migliori atleti italiani e alla presenza degli uomini istituzionalmente più rappresentativi dello sport nazionale, ha lanciato il guanto di sfida ai potenziali concorrenti e annunciato la partecipazione del nostro Paese alla competizione per accaparrarsi l’organizzazione delle olimpiadi 2024 per Roma e città satelliti. Lo ha fatto nella piena coscienza di sfidare l’attualità che vede la capitale d’Italia al centro di un uragano giudiziario, che non risparmia quasi nessuno. Non hanno mancato di marcarlo oppositori arrabbiati quali sono Grillo e la Lega Nord, quest’ultima non nuova a sentimenti anti capitolini. Applausi scroscianti da parte degli sportivi e del sindaco Marino, questi con l’intento di sovrapporre un evento prestigioso e l’ospitalità dei giochi olimpici alla cattiva fama della sua città, macchiata indelebilmente dalle malefatte della cupola mafiosa. E la gente? Un primo sondaggio rivela che il 58 per cento degli intervistati boccia l’iniziativa della candidatura, mentre si dipanano in molteplici rivoli le considerazioni pro e contro l’obiettivo Olimpiadi, ipotizzato da Renzi. Il punto è: ce la farà l’Italia a lasciarsi alle spalle la crisi che attraversa e che costringe la nostra economia a grattare il fondo del barile per tamponare vistose falle finanziarie? Conforta l’esempio di Londra, che ha gestito il suo impegno olimpico con oculatezza e rispetto del rapporto costi-ricavi, ma preoccupano i default di altri Paesi, come la Grecia, che ha pagato l’esborso di dodici miliardi con l’aggravamento della crisi, o come la Russia che, rispetto alla previsione di spesa di circa dieci miliardi per le olimpiadi invernali, ha dovuto dissanguarsi per quarantuno miliardi. Sullo sfondo dell’avance italiana incombe, comunque, la nuvola nera delle corruzione. Come essere certi che l’evento non faccia gola a chi lucra illecitamente sulle grandi operazioni come il Mose di Venezia e l’Expo di Milano? C’è infine una riflessione obbligatoria sulla situazione deficitaria degli impianti sportivi di Roma, sull’incognita della localizzazione del villaggio olimpico che dovrebbe ospitare ventimila persone tra atleti e giornalisti, e infine sulla completezza del trasporto protetto. L’ultima incognita è proposta dal deus ex macchina che dovrà governare l’intero sistema che sovrintende all’organizzazione dei giochi e dall’autorità garante della trasparenza per l’intera quota finanziaria dell’evento.
(Gennaio 2015)

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